Vaccini. Bill Gates: “Senza fondi e senza impegno le malattie aumenteranno”

Vaccini. Bill Gates: “Senza fondi e senza impegno le malattie aumenteranno”

Vaccini. Bill Gates: “Senza fondi e senza impegno le malattie aumenteranno”
"Abbiamo avuto talmente tanto successo con le vaccinazioni che la gente nei Paesi avanzati non vede più da decenni morti per malattie infettive. Così è facile giungere alla conclusione che, ormai, il rischio è zero. Sbagliato e pericoloso". Così il fondatore della Bill & Melinda Gates Foundation racconta al Corriere della Sera l’iniziativa riguardante il rapporto sullo stato di salute del mondo che verrà pubblicato ogni anno da qui al 2030, e che sarà presentato il 19 e 20 settembre durante l’Assemblea delle Nazioni Unite.

"Il progresso nella lotta contro la povertà e le malattie endemiche è possibile, ma non è scontato. Meglio non farsi illusioni, soprattutto ora che alcuni Paesi tendono a ridurre il loro impegno: abbiamo fatto molta strada nell’impegno contro l’Aids così come contro altre malattie endemiche, dalla malaria alla tubercolosi, ma il progresso non è inevitabile. Sul fronte dell’Aids, ad esempio, da qui al 2030 avremo ben 5 milioni di morti in più se si materializzerà un taglio dell’assistenza del 10 per cento, la riduzione di fondi che si sta delineando in varie realtà". Così Bill Gates, fondatore della Bill & Melinda Gates Foundation, è tornato a parlare di vaccini in un'intervista al Corriere della Sera.
 
La Fondazione ha deciso recentemente di aggiungere alla sua attività sul campo una campagna planetaria d’informazione basata su un rapporto sullo stato di salute del mondo che verrà pubblicato ogni anno da qui al 2030: "Vogliamo che la gente, spesso inconsapevole dei progressi fatti finora, sia meglio informata sui risultati che sono stati raggiunti, ma vogliamo anche incalzare i governi rendendo evidenti le conseguenze di periodi d’inerzia o, addirittura, di un’eventuale ritirata dal fronte del sostegno allo sviluppo fin qui offerto alla parte più povera del pianeta" spiega Bill Gates al Corriere, per l’Italia, e a un gruppo di rappresentanti della stampa di altri Paesi coi quali il fondatore di Microsoft discute dell’iniziativa che verrà presentata il 19 e 20 settembre a New York durante l’Assemblea annuale delle Nazioni Unite in due eventi ai quali parteciperanno molti leader mondiali e anche l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. I contenuti di quel rapporto, costruito sulla base delle ricerche e delle previsioni statistiche di varie entità e soprattutto della University of Washington, vengono anticipati oggi alla stampa mondiale.
 
Nel suo intervento Gates non fa alcun riferimento specifico all’amministrazione Trump ma è evidente che, in tempi di diffusione delle fake news e di scarsa considerazione per l’attività degli esperti, la sua Fondazione sta remando controcorrente: "Siamo convinti che un dibattito responsabile basato su dati calcolati con onestà sia il mondo migliore per fare progressi. Costruendo su quanto è stato realizzato fin qui, a partire dai risultati straordinari ottenuti grazie alla politica delle vaccinazioni".Quello delle vaccinazioni sta diventando un nodo dolente in molti Paesi avanzati a partire dal mio, l’Italia, dove in una parte limitata ma significativa della popolazione si registra una crescente diffidenza nei confronti delle vaccinazioni e un’aperta ostilità per la profilassi obbligatoria dei bimbi in età scolastica.
 
"Siamo di fronte a nuovi, preoccupanti fenomeni anche nei Paesi ricchi: il suo ma anche la Svizzera o gli stessi Stati Uniti. Si sta creando di nuovo una situazione rischiosa per malattie altamente infettive come il morbillo e la pertosse. Fortunatamente i rischi riguardano un numero limitato di persone. Una fortuna che è anche un handicap: abbiamo avuto talmente tanto successo con le vaccinazioni che la gente nei Paesi avanzati non vede più da decenni morti per malattie di questo tipo. Così è facile giungere alla conclusione che, ormai, il rischio è zero. Sbagliato e pericoloso. Il problema lo ritroviamo, ma assai più attenuato, anche nei Paesi in via di sviluppo. Ma qui è più facile operare con la nostra Gavi, la Global Alliance per le vaccinazioni, perché la gente tocca ancora con mano l’enorme costo umano delle malattie infettive".

13 Settembre 2017

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