Un adolescente su quattro nel mondo ha dichiarato di non aver raggiunto, neppure un giorno nell’ultima settimana, almeno un’ora di attività fisica moderata o intensa. In cifre, circa 240 milioni di giovani tra gli 11 e i 17 anni. E non è un fenomeno recente: negli ultimi 15 anni i livelli di attività fisica degli adolescenti sono rimasti praticamente invariati.
A fotografare questa realtà sono le nuove stime globali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), pubblicate su The Lancet Global Health. Lo studio, che ha raccolto i dati di 389 indagini condotte in 140 Paesi e territori, coinvolgendo oltre 3,2 milioni di adolescenti, mostra quanto l’attività fisica sia ancora lontana dall’essere un’abitudine quotidiana. In media, i giovani hanno dichiarato di raggiungere i 60 minuti di movimento moderato o intenso per appena 2,7 giorni alla settimana. Solo il 14% riesce a raggiungere questa soglia tutti i giorni.
Un quadro che allontana anche gli obiettivi internazionali. Secondo il rapporto Oms, nessun Paese è attualmente sulla traiettoria necessaria per raggiungere entro il 2030 il traguardo globale di una riduzione relativa del 15% dell’inattività fisica. La percentuale di adolescenti che non raggiunge la soglia raccomandata tutti i giorni è rimasta all’86% dal 2010 e, senza un’accelerazione degli interventi, potrebbe restare invariata anche nel 2030.
Un dato che preoccupa anche per le conseguenze sulla salute. L’inattività fisica è infatti uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e alcuni tumori. Promuovere abitudini attive fin dall’adolescenza, ricorda l’Oms, è quindi essenziale per proteggere la salute e ridurre il peso di queste patologie.
“Da 15 anni il mondo non registra praticamente alcun progresso nel promuovere l’attività fisica tra i giovani, e le ragazze continuano a essere le più penalizzate – ha dichiarato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus – la soluzione non è dire agli adolescenti di impegnarsi di più. È costruire scuole, strade e comunità in cui muoversi, giocare ed essere attivi sia sicuro, facile e normale”.
Le ragazze restano indietro
Il divario tra ragazze e ragazzi è uno degli aspetti più evidenti dello studio. Il 28% delle adolescenti ha dichiarato di non aver raggiunto i 60 minuti di attività fisica moderata o intensa neppure un giorno nella settimana precedente, contro il 22% dei coetanei maschi. E se il 17% dei ragazzi raggiunge questa soglia tutti i giorni, tra le ragazze la percentuale scende all’11%. Una differenza che attraversa quasi tutti i Paesi e tutte le Regioni dell’Oms.
Ma anche il luogo in cui si vive incide sulle opportunità di movimento. In alcuni Paesi, soltanto il 4% degli adolescenti ha dichiarato di non aver raggiunto la soglia in alcun giorno della settimana; in altri, la quota supera il 40%.
Non basta invitare i giovani a muoversi di più
Per l’Oms, la scarsa attività fisica degli adolescenti non può essere ricondotta a una sola causa. Conta il contesto in cui vivono, la scuola che frequentano, il modo in cui si spostano e le opportunità che hanno di trascorrere il tempo libero in movimento.
La presenza di spazi pubblici sicuri, la possibilità di raggiungere la scuola a piedi o in bicicletta, i costi delle attività sportive e le norme sociali possono incidere sulle abitudini dei ragazzi. A questi fattori si aggiungono stili di vita sempre più legati agli schermi. Il problema, dunque, non è soltanto convincere gli adolescenti a essere più attivi, ma creare le condizioni perché muoversi diventi una scelta semplice e naturale nella vita di tutti i giorni.
Scuole, città e trasporti: dove intervenire
È su questo fronte che l’Oms chiede un impegno più deciso ai Paesi, chiamando in causa non soltanto il settore sanitario, ma anche scuola, trasporti, urbanistica e sport. Un’attenzione specifica deve essere rivolta alle barriere che limitano le opportunità di attività fisica delle ragazze. Promuovere il movimento durante la giornata scolastica, investire in percorsi sicuri per pedoni e ciclisti e creare comunità più favorevoli a uno stile di vita attivo sono alcune delle azioni indicate dall’Organizzazione.
L’obiettivo è rendere l’attività fisica accessibile e sicura, offrendo agli adolescenti maggiori occasioni per muoversi e giocare, senza che il movimento debba dipendere esclusivamente dall’iniziativa individuale.