Alcol. Rapporto Istat. A rischio 7 milioni e mezzo di italiani. Soprattutto “vecchi” e “giovani”

Alcol. Rapporto Istat. A rischio 7 milioni e mezzo di italiani. Soprattutto “vecchi” e “giovani”

Alcol. Rapporto Istat. A rischio 7 milioni e mezzo di italiani. Soprattutto “vecchi” e “giovani”
Secondo l'indagine Istat, il 66,6% della popolazione di 14 anni e più ha consumato alcol nel 2012. Tra gli over 65, e in particolare tra le donne, aumentano i consumatori di alcol fuori pasto. E' allarme per i giovani che si mettono alla guida dopo aver bevuto. 

In Italia cresce il consumo di alcol occasionale e fuori dai pasti, mentre diminuisce il numero di bevitori giornalieri. I comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato, binge drinking, consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) riguardano 7 milioni e 464 mila persone. Le fasce d’età più a rischio sono gli over 65 e i giovani nella fascia di età che intercorre tra i 18 e i 24 anni. E’ quanto emerge dal rapporto Istat “L’uso e l’abuso di alcol in Italia”. In particolare tra gli over 65, nel confronto tra 2002 e 2012, aumenta dal 12,7% al 13,5% la quantità di persone che bevono fuori dai pasti. In questa fascia d'età la crescita è ancor più consistente se si considerano soltanto le donne: dal 4,3% al 5,7%. Ancora più marcato l'avanzamento della diffusione di alcol fuori pasto tra le donne di ogni età: nel 2002 erano il 35%, nel 2012 sono diventate il 38,5%.

A livello di abitudini, da segnalare un cambiamento nel tipo di bevande consumate. Diminuisce infatti la quota di chi consuma solo vino e birra e aumenta quella di chi beve anche aperitivi alcolici, amari e superalcolici. Nel 2012, il 64,6% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno. Di questi, il 51,9% beve vino, il 45,8% birra e il 40,5% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori; consuma vino tutti i giorni il 21,5% e birra il 4,1%.

Nel complesso, il 66,6% della popolazione di 14 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso del 2012. Tale quota è stabile rispetto all'anno precedente e in diminuzione rispetto a 10 anni prima (70,2%). Dal 2002 al 2012 il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche decresce del 24,6%, specialmente tra le donne (-32,6%). Aumenta, invece, la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 23,1% del 2002 al 26,9% del 2012) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 35,8% nel 2002 al 42,2% nel 2012).

 Rispetto al 2011, diminuisce sia la quota dei consumatori giornalieri non moderati di alcol (dall’8,4% al 7,5%) sia quella degli abitué del binge drinking (dal 7,5% al 6,9%). La riduzione si osserva tra gli uomini, che passano dal 13,6% al 12,2% per il consumo giornaliero non moderato e dal 12,2% all’11,1% per il binge drinking.

Un peso importante è poi esercitato dalle abitudini in famiglia e dai contesti sociali. Il consumo non moderato da parte dei genitori influenza il comportamento dei figli. Il 17,4% dei ragazzi di 11-17 anni che vivono in famiglie dove almeno un genitore adotta comportamenti a rischio nel consumo di alcol ha anch'esso abitudini alcoliche non moderate, mentre tale quota scende al 9,2% tra i giovani che vivono con genitori che non bevono o che bevono in maniera moderata. Chi eccede nel consumo di alcol spesso è un fumatore o un ex fumatore. Il 20,9% dei fumatori e il 19,3% degli ex fumatori ha almeno un comportamento di consumo a rischio contro il 9,1% dei non fumatori. Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche i comportamenti di consumo di alcol a rischio sono più diffusi (30,5%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (8,0%). Stesse differenze si riscontrano tra frequentatori e non di spettacoli sportivi e concerti. 

18 Aprile 2013

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