L’eliminazione delle liste d’attesa questa s-conosciuta

L’eliminazione delle liste d’attesa questa s-conosciuta

L’eliminazione delle liste d’attesa questa s-conosciuta
La mancata esecuzione del disposto normativo, oltre a privare di efficacia il nostro SSN ha danneggiato fortemente la sua credibilità presso la collettività servita, anche per una mancanza di diffusione di quanto ora, invece, il Ministro si è ripromesso di fare dandone notizia alla popolazione che poco o nulla sa di quanto di innovativo e vantaggioso la legge dello scorso luglio ha apportato.

Correva l’anno 2024 quando veniva varato il decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73, convertito in legge 29 luglio 2024, n. 107 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio.

Le “Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie” sono, quindi, disponibili già da ben 8 mesi.

Eppure, è notizia di ieri che in Campania ad una giovane docente precaria con un problema alle corde vocali si è posta l’atavica scelta tra il mettersi in coda nell’ormai storica lunga lista d’attesa che cubava 22 mesi e la via dell’intramoenia nella quale pagando una somma di 4.500,00 euro avrebbe potuto risolvere presto e bene il suo problema di salute.

Certo, un polipo alle corde vocali sospettato di ostruire le vie aeree e che, al momento portava la paziente a bisbigliare e a tossire sempre più spesso, è cosa di certo non piacevole e preoccupante per tutti, ma per un insegnante è una disdetta essendo la voce un vero e proprio strumento di lavoro.

Come lo scalpello per un falegname, la cazzuola per un muratore, il violino per l’orchestrale.

L’incredulità che la porta a contattare un terzo medico, le regala il suggerimento del sanitario di rivolgersi ad una struttura fuori regione dove, si saprà poi, nell’arco di 25 giorni individuati con riferimento alle esigenze, non già della struttura sanitaria, ma familiari e lavorative di chi avrebbe dovuto assisterla, viene visitata, sottoposta da analisi cliniche ed operata.

Il tutto senza conoscenza alcuna, né dei sanitari che l’hanno presa in cura, né, fino ad allora, della struttura.

Nell’intervista rilasciata dalla paziente si apprende che il racconto è stato da lei fatto, non per amore di polemica, ma perché non accada ancora che solo chi ha disponibilità economiche possa curarsi e affinché il sistema sanitario diventi equo e si garantisca a tutti il medesimo diritto alla salute.

Parimenti di ieri è la lettera del Ministro della Salute al Presidente della Conferenza delle Regioni sul tema delle liste d’attesa dove recrimina la mancata applicazione della legge, sollecitando tutte le Regioni a farlo, proprio per arginare fenomeni come quello dell’insegnante e, soprattutto, affinché quanto da lei auspicato diventi realtà per un bene che ancor prima di essere diritto positivo, è diritto naturale costituzionalmente ed universalmente garantito, come quello alla salute.

In buona sostanza il Ministro, avvalendosi degli strumenti previsti dal legislatore – nello specifico del supporto del NAS attivato dall’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, che opera alle sue dirette dipendenze e svolge le funzioni già attribuite al Sistema nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria (SiVeAS), assicurandone anche il relativo supporto tecnico – ha avuto modo di constatare la sussistenza ancora di gravi irregolarità.

Irregolarità che spaziano “dalle agende chiuse arbitrariamente, alle liste d’attesa gonfiate, ai sistemi di prenotazione frammentati e pratiche opache che ostacolano l’accesso alle cure” che è tutto quanto la legge ha voluto eliminare.

Da qui il suo grido di dolore ed il sollecito a tutte le Regioni ad adempiere con effetto immediato agli obblighi previsti per garantire a tutti una sanità efficiente ed equa, proprio come l’art 32 della Costituzione ha da sempre inteso.

La mancata esecuzione del disposto normativo, oltre a privare di efficacia il nostro SSN ha danneggiato fortemente la sua credibilità presso la collettività servita, anche per una mancanza di diffusione di quanto ora, invece, il Ministro si è ripromesso di fare dandone notizia alla popolazione che poco o nulla sa di quanto di innovativo e vantaggioso la legge dello scorso luglio ha apportato.

Primo fra tutti che l’inadempienza regionale determina l’attivazione di poteri ministeriali sostitutivi che, però, sconta il condizionamento dell’attivazione delle Regioni (“previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano”, dice la legge) nello svolgere verifiche presso le aziende e gli enti del SSN, presso le aziende ospedaliere universitarie e i Policlinici Universitari, presso gli erogatori privati accreditati nonché presso tutti gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, anche se trasformati in fondazioni, sul rispetto dei criteri di efficienza e di appropriatezza nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie e sul corretto funzionamento del sistema di gestione delle liste di attesa e dei piani operativi per il recupero delle liste medesime.

Come poco si sa della previsione di una piena interoperabilità dei centri di prenotazione degli erogatori privati accreditati con i competenti CUP territoriali che comporta la presa in carico della cronicità e della fragilità conseguenti a malattie croniche e degenerative e a malattie rare, con programmazione diretta e piano personalizzato di assistenza; prenotazione al CUP unico a valenza regionale di prestazioni necessitate da sintomi, segni ed eventi di tipo acuto che richiedono un approfondimento diagnostico o terapeutico; l’accesso diretto per la malattia mentale e da dipendenze patologiche e per le prestazioni di assistenza consultoriale e, ancora, l’accesso a chiamata all’interno di progetti di screening su popolazione bersaglio per la diagnosi precoce di patologie oncologiche o di altra natura cronico-degenerativa.

E ancora della previsione di un sistema di disdetta delle prenotazioni, per ricordare all’assistito la data di erogazione della prestazione, per richiedere la conferma o la cancellazione della prenotazione effettuata, da effettuarsi almeno due giorni lavorativi prima dell’erogazione della prestazione, anche da remoto.

O le agende dedicate per la gestione delle patologie cronico-degenerative e oncologiche, al fine di ottimizzare la programmazione sanitaria regionale, per definire e garantire l’accesso alle prestazioni presenti nei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PDTA), la cui gestione può essere effettuata direttamente dallo specialista di riferimento o dalla struttura appositamente dedicata della ASL di appartenenza.

Per il previsto potenziamento dell’offerta assistenziale in relazione alle visite diagnostiche e specialistiche proprio al fine di assicurare il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie evitando così le degenze prolungate per mancanza di disponibilità degli esami diagnostici, si prevede che le visite mediche e specialistiche vengano effettuate anche nei giorni di sabato e domenica, ma anche che la fascia oraria di erogazione possa essere prorogata, come anche la possibilità dell’apertura straordinaria dei centri trasfusionali nelle ore pomeridiane e nei giorni festivi.

Il tutto consentendo il superamento del tetto di spesa per il personale del SSN autorizzati per l’anno 2023 e fino alla data di adozione dei decreti i cui valori massimi vengono incrementati annualmente a livello regionale del 10 % dell’incremento del FSN rispetto all’esercizio precedente nell’ambito del livello di finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato.

E, nel pieno rispetto dell’equilibrio economico e finanziario del SSN, su richiesta della Regione è possibile lucrare un ulteriore incremento del 5% in materia di assunzioni.

Non certamente meno di rilievo sono i piani di potenziamento dell’offerta assistenziale e per il rafforzamento dei Dipartimenti di salute mentale, anche se essi vengono limitati ad alcune regioni destinatarie del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027 individuate tramite un piano d’azione finalizzato al rafforzamento della capacità di erogazione dei servizi sanitari e all’incremento dell’utilizzo dei servizi sanitari e sociosanitari sul territorio.

Per l’attuazione di tutto ciò, a corollario, anche l’introduzione di un’imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% a cui vengono assoggettate le prestazioni aggiuntive dei dirigenti sanitari e del personale sanitario del comparto sanità.

Queste, in estrema sintesi, le misure urgenti di garanzia per l’erogazione e monitoraggio delle prestazioni sanitarie, finalizzate anche alla riduzione delle liste di attesa e al rispetto dei tempi massimi previsti per l’accesso ai livelli essenziali di assistenza che inizia con l’istituzione presso l’AGENAS della Piattaforma nazionale delle Liste di Attesa, di cui si avvale il Ministero della salute, per attuare l’interoperabilità con le piattaforme per le liste di attesa di ogni regione e provincia autonoma ed arriva ad attuare – mediante il monitoraggio di livello nazionale con una serie di aspetti definiti – il bene salute che lungi dall’essere appannaggio solo di alcuni deve incarnare un diritto universalmente ed equamente assicurato.

Fernanda Fraioli
Presidente di Sezione della Corte dei Conti
Procuratore regionale per il Piemonte

Fernanda Fraioli

27 Marzo 2025

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