Bene proposta Cimo ma qualsiasi riforma non può non comprendere tutte le professioni sanitarie

Bene proposta Cimo ma qualsiasi riforma non può non comprendere tutte le professioni sanitarie

Bene proposta Cimo ma qualsiasi riforma non può non comprendere tutte le professioni sanitarie
La proposta può costituire per Governo, Parlamento e Regioni una base di riflessione e di spunti per adeguare alla continua e dinamica evoluzione formativa, ordinamentale, scientifica e tecnologica dell’insieme dei produttori di salute l’impianto complessivo contrattuale. Ma qualsiasi riforma contrattuale del settore non può che comprendere tutte le professioni sanitarie.

Ho trovato interessante la proposta presentata dalla CIMO di riformulazione della negoziazione del insieme dei medici che abbiano con il SSN un rapporto di lavoro sia dipendente che convenzionato ed ho trovato molte analogie con una proposta che lanciai giusto quattro anni fa ; ambedue gli interventi ed anche il “contratto di filiera” proposto dal sindacato confederale per l’insieme della sanità e del sociosanitario pubblici, accreditati nonché autorizzati, possono costituire per Governo, Parlamento e Regioni una base di riflessione e di spunti per adeguare alla continua e dinamica evoluzione formativa, ordinamentale, scientifica e tecnologica dell’insieme dei produttori di salute l’impianto complessivo contrattuale.

Capisco la natura di rappresentanza sindacale della sola professione medica della CIMO, ma per complessità pluriprofessionale del personale del SSN e per la loro funzione di interazione e di integrazione qualsiasi riforma contrattuale del settore non può che comprendere tutte le professioni sanitarie, per ora 29 nonché le altre professioni e gli altri operatori che contribuiscono a garantire il diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della nostra Costituzione Repubblicana.

Saverio Proia

Saverio Proia

25 Luglio 2018

© Riproduzione riservata

116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’
116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’

C’è un numero che in Europa esiste da quasi vent’anni e che dovrebbe servire a una cosa estremamente semplice: evitare che ogni bisogno sanitario finisca al pronto soccorso. È il...

Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”
Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”

La spesa sanitaria torna a salire, ma il tempo dell’espansione senza freni è finito. Dopo il balzo degli anni della pandemia e il successivo riassestamento, l’Ocse certifica che nel 2024...

Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia
Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia

Sono stati 3.150 i casi di tubercolosi notificati in Italia nel 2024 con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente e un tasso di notifica pari a 5,3 casi per 100mila...

Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat
Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più. Con valori...