Caldo estremo e sanità sempre più sotto pressione: più accessi in pronto soccorso, ricoveri e costi in aumento nei Paesi Ocse. E il futuro non è roseo

Caldo estremo e sanità sempre più sotto pressione: più accessi in pronto soccorso, ricoveri e costi in aumento nei Paesi Ocse. E il futuro non è roseo

Caldo estremo e sanità sempre più sotto pressione: più accessi in pronto soccorso, ricoveri e costi in aumento nei Paesi Ocse. E il futuro non è roseo

Le temperature elevate stanno già producendo effetti concreti sui sistemi sanitari. Un’analisi OCSE su dati ospedalieri di 16 Paesi mostra un aumento significativo degli accessi in pronto soccorso e delle ospedalizzazioni per patologie sensibili al caldo, con costi diretti per la sanità e impatti destinati a crescere entro il 2050. IL RAPPORTO

Il cambiamento climatico non è più una minaccia futura per la salute pubblica, ma una pressione già misurabile sui sistemi sanitari. Ondate di calore sempre più frequenti e intense stanno aumentando l’afflusso nei pronto soccorso, i ricoveri ospedalieri e la spesa sanitaria, soprattutto nei Paesi dell’area mediterranea.

Caldo e salute: un legame sempre più evidente

Lo studio “How are hot temperatures impacting health outcomes, health systems and health systems costs?”, pubblicato dall’OCSE nel 2025, analizza per la prima volta in modo sistematico dati di pronto soccorso e ricoveri ospedalieri incrociandoli con informazioni meteorologiche ad alta frequenza in 16 Paesi Ocse .
I risultati indicano che l’esposizione alle temperature più elevate – in particolare quelle che rientrano nel decile più caldo della distribuzione climatica nazionale – è associata a un aumento misurabile dell’utilizzo dei servizi ospedalieri.

Negli ultimi dieci anni, gli accessi in pronto soccorso e le ospedalizzazioni per condizioni sensibili al caldo sono cresciuti in quasi tutti i Paesi analizzati, seppure con intensità diverse.

Più accessi e ricoveri: fino al +3,6% nei periodi più caldi

Secondo l’analisi, l’esposizione alle temperature più elevate è associata fino all’1,1% di accessi aggiuntivi ai pronto soccorso e fino al 3,6% di ricoveri ospedalieri su base annua, rispetto ai livelli medi nazionali .
Le patologie più frequentemente coinvolte sono quelle direttamente correlate allo stress termico: colpi di calore, disidratazione, squilibri elettrolitici, malessere generale e febbre. Un ruolo rilevante è giocato anche dalle patologie renali, particolarmente sensibili alla disidratazione e alle alte temperature.

Bambini e anziani i più vulnerabili

L’impatto del caldo non è uniforme sulla popolazione. I dati mostrano forti differenze per età:

  • i bambini risultano più frequentemente ricoverati per malessere e febbre;
  • gli anziani, invece, sono i più colpiti per patologie renali e complicanze correlate.

Questa distribuzione ha implicazioni non solo cliniche, ma anche organizzative, in termini di programmazione dei servizi e gestione dei picchi di domanda ospedaliera.

Forti differenze tra Paesi

Gli effetti più marcati delle alte temperature sulle ospedalizzazioni si osservano in Portogallo, Spagna e Israele, mentre impatti significativi ma più contenuti emergono anche in Francia, Austria e Croazia .
Lo studio evidenzia inoltre ampie disuguaglianze territoriali all’interno dei singoli Paesi, con regioni che registrano tassi di accesso ai servizi di emergenza anche due o tre volte superiori rispetto ad altre aree, soprattutto per quanto riguarda i pronto soccorso.

I costi per i sistemi sanitari

Il caldo estremo ha un impatto economico diretto rilevante. I costi ospedalieri associati agli accessi e ai ricoveri in eccesso variano di oltre dieci volte tra i Paesi analizzati:

  • si va da circa 436 dollari PPP per 1.000 abitanti in Portogallo
  • fino a oltre 5.300 dollari PPP per 1.000 abitanti in Francia .

Secondo l’OCSE, queste stime sono probabilmente sottostimate, poiché riguardano un numero limitato di diagnosi e non includono tutte le prestazioni sanitarie correlate al caldo.

Uno sguardo al futuro: pressione in aumento entro il 2050

Le proiezioni climatiche indicano che, in assenza di efficaci misure di adattamento, l’impatto delle alte temperature sui sistemi sanitari è destinato a crescere ulteriormente. Entro il 2050, in alcuni Paesi l’utilizzo ospedaliero e i costi associati al caldo potrebbero aumentare del 15-20%, con effetti più marcati nelle aree mediterranee .
Queste stime non tengono ancora conto dell’invecchiamento della popolazione né dell’eventuale esposizione a temperature senza precedenti, fattori che potrebbero amplificare ulteriormente la pressione sui servizi sanitari.

Pianificazione e resilienza sanitaria

Lo studio sottolinea come molti Paesi dispongano già di dati sanitari utili per monitorare l’impatto del clima sulla salute, ma che tali informazioni siano ancora poco utilizzate per la programmazione e la prevenzione.
Integrare sistematicamente dati climatici e sanitari può aiutare i decisori pubblici ad anticipare i picchi di domanda, rafforzare la resilienza dei servizi e pianificare interventi mirati a tutela delle fasce più vulnerabili.

Italia: aumentano accessi e ricoveri legati al caldo

Nel dataset OCSE l’Italia è tra i Paesi che forniscono dati dettagliati sia su accessi in pronto soccorso sia su ospedalizzazioni, con serie settimanali disaggregate per regione e diagnosi sensibili al caldo.

I grafici del rapporto mostrano chiaramente che per l’Italia, come per altri Paesi europei, si registra:

  • un aumento delle visite al pronto soccorso per condizioni associate allo stress da caldo, febbre e malessere;
  • un incremento delle ospedalizzazioni per le stesse categorie cliniche.

Questi trend sono coerenti con l’evidenza scientifica internazionale che indica un impatto crescente delle ondate di calore sui servizi sanitari reali.

17 Dicembre 2025

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