Carceri. Simit lancia l’allarme infezioni: “Uno su tre ha l’Epatite C e uno su due quella B”

Carceri. Simit lancia l’allarme infezioni: “Uno su tre ha l’Epatite C e uno su due quella B”

Carceri. Simit lancia l’allarme infezioni: “Uno su tre ha l’Epatite C e uno su due quella B”
Nonostante la riduzione del sovraffollamento nelle carceri (-19%) e l'aumento dei posti letto, resta forte la concentrazione di detenuti con malattie trasmissibili: dalle 10 alle 15 volte superiore a quelli della popolazione generale. Preoccupa il tasso in aumento di mortalità a causa di tutte queste malattie, ma è in diminuzione quello dei suicidi. Un detenuto su tre è straniero.

Cambia la situazione nelle carceri italiane: secondo gli ultimi dati si nota un calo repentino dei presenti, circa 54.252 i presenti secondo le ultime stime, contro i 61.449 di giugno 2014. In diminuzione, quindi, anche il sovraffollamento: da circa il 128,8% si è giunti al 110,1%. Il problema è stato parzialmente risolto sia con l’aumento dei posti letto, che ormai raggiungono i 49.400 contro i 47.700 di giugno, sia con l’uscita di molti detenuti in attesa di giudizio. Le ultime ricerche confermano che un detenuto su tre è straniero: a giugno era il 34,4%, sceso secondo gli ultimi dati al 32%.
 
Una campagna per sensibilizzare. La Società italiana di medicina e sanità penitenziaria (SimsPe-onlus), la Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e Network persone sieropositive Italia (Nps), data l’importanza sia epidemiologica che sociale del tema ha presentato la nuova edizione de “La Salute non Conosce Confini”, campagna d’informazione e sensibilizzazione sulle patologie infettive croniche negli istituti penitenziari italiani. “Il progetto, sostenuto da quattro anni da un contributo di società private farmaceutiche, ha permesso la produzione dei dati più recenti ed attualmente disponibili sulla diffusione delle Malattie Infettive all’interno del Sistema Penitenziario Italiano”, ha sottolineato Sergio Babudieri, Presidente SimsPe onlus.
 
“Il momento della detenzione può avere delle positività, un momento di cui non godrebbe solo il singolo ma l’intera comunità – ha sottolineato Massimo Andreoni, presidente Società italiana malattie infettive – Perché intercettando le malattie del detenuto si può offrire la possibilità di cura all’interno del carcere e non rischiare la diffusione una volta fuori dalla prigione, laddove si moltiplicano i comportamenti a rischio, che possono far proliferare talune gravi infezioni. L’importante diffusione stimata tra il 30 ed il 40% dei residenti, dell’infezione da epatite C e l’epatite cronica attiva con evoluzione in cirrosi epatica che ne consegue, appaiono oggi come la prima emergenza sanitaria da affrontare in questo ambito”.
 
I dati. Oltre la metà delle persone detenute risulta venuta a contatto con il virus dell’epatite B, anche se coloro che risultano portatori attivi di malattia si attestano intorno al 5-6% dei presenti. I test di screening cutanei sulla tubercolosi, che non rilevano la malattia attiva ma permettono d’identificare i portatori dell’infezione che, notoriamente, la manifestano solo in caso di riduzione delle difese immunitarie, risultano 15-20 volte superiori alla popolazione generale e, tra i detenuti stranieri, oltre la metà risultano positivi.
 
“Esiste ancora – ha spiegato Roberto Monarca, presidente della Società europea di medicina penitenziaria (Health Without Barriers – European Federation for Prison Health) – una forte concentrazione di detenuti con malattie trasmissibili, in particolare Epatite C, Epatite B e Hiv: dalle 10 alle 15 volte superiore a quelli della popolazione generale. Ci aspettiamo per i prossimi mesi una graduale diminuzione della prevalenza delle infezioni trasmissibili: rispetto allo studio del 2007, questi numeri sono già in calo”.
 
L’infezione da HIV è ancora oggi ampiamente diffusa tra le persone detenute tossicodipendenti, con prevalenze in questi maggiori del 20% e del 5-7% sulla popolazione generale residente. Le malattie a trasmissione sessuale appaiono di frequente riscontro in tale ambito e, segnatamente, la sifilide pur interessando non più del 2-3% dei presenti, mostra un tasso di inconsapevolezza elevatissimo (>85%).
 
“Tra le malattie che preoccupano di più, quelle mentali e quelle trasmissibili, ma anche cardiovascolari e tumorali –ha concluso Roberto Monarca – Un detenuto su quattro è affetto da Epatite C, ma con l’avvento dei nuovi farmaci la situazione dovrebbe migliorare in breve tempo. Preoccupa il tasso in aumento di mortalità a causa di tutte queste malattie, ma è in diminuzione quello dei suicidi”.

18 Novembre 2014

© Riproduzione riservata

Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni
Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni

Nei Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) italiani mancano 1.976 professionisti rispetto agli standard organizzativi previsti per l'assistenza territoriale. Una carenza che si accompagna a un secondo divario: i servizi...

Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché
Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché

Trump ha perso. I democratici hanno ripreso Camera e Senato, e il presidente degli Stati Uniti entra negli ultimi due anni di mandato da ‘anatra zoppa’. Ma il voto di...

Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”
Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”

“La questione non è più se l'obesità meriti un trattamento. La questione è se i nostri sistemi sanitari siano pronti ad allineare le politiche alla scienza”. Se lo chiedono Paulina...

Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi
Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi

Sistemi di allerta per i rischi sanitari legati al caldo, servizi di acqua potabile resilienti ai cambiamenti climatici, servizi igienico-sanitari di base, strutture per l’igiene e il lavaggio delle mani,...