Case di riposo. Uecoop: “È boom di posti letto nel privato. In 10 anni +40%. Nel pubblico calo del 15%”

Case di riposo. Uecoop: “È boom di posti letto nel privato. In 10 anni +40%. Nel pubblico calo del 15%”

Case di riposo. Uecoop: “È boom di posti letto nel privato. In 10 anni +40%. Nel pubblico calo del 15%”
Analisi della Unione europea delle cooperative su dati Istat: “In un decennio sono stati creati nuovi posti letto nel privato, che sono passati dai 159.851 del 2006 ai 223.800 del 2016 con un saldo positivo di quasi 64mila a fronte dei quali però si assiste a un calo di quasi il 15% del settore pubblico e la perdita di oltre 15.700 posti letto”

“Boom delle case di riposo private con l’aumento del 40% dei posti letto negli ultimi dieci anni a fronte di una domanda di assistenza agli anziani che cresce con l’aumento della popolazione over 65 che già adesso supera i 13,5 milioni di persone ed il entro il 2050 sarà di 20 milioni”. È quanto emerge da un’analisi della Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Sistan in relazione all’ultimo Rapporto Istat sulla popolazione italiana.
 
“L’invecchiamento progressivo della popolazione pone la sfida di un’assistenza di qualità a lungo termine anche al di fuori del perimetro della famiglia – spiega Uecoop – con la necessità di potenziare un sistema di welfare che metta insieme il meglio del pubblico e il meglio del privato con il mondo cooperativo che sta già garantendo assistenza e cura, dentro e fuori le mura domestica grazie a oltre 328mila addetti sul territorio nazionale”.
 
“Ma se la famiglia resta il principale ambito di vita degli anziani è innegabile che le case di riposo stiano diventando la nuova frontiera dell’assistenza – sottolinea Uecoop – con il record di quasi 500 milioni di euro investiti da società italiane e straniere (per il 60% i capitali sono francesi) nell’ultimo anno per compravendite di strutture per anziani soprattutto nel nord e nel centro Italia fra Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana secondo il report di Collier International Italia”.
 
“Una dinamica di mercato – evidenzia Uecoop – che si accompagna al boom in corso da una decina d’anni di creazione di nuovi posti letto che nel privato sono passati dai 159.851 del 2006 ai 223.800 del 2016 con un saldo positivo di quasi 64mila a fronte dei quali però si assiste a un calo di quasi il 15% del settore pubblico e la perdita di oltre 15.700 posti letto. Mettendo a confronto i due settori, risulta così che 7 posti letto su 10 sono gestiti da privati. A livello di servizio globale però – spiega Uecoop – l’assistenza nelle case di riposo è cresciuta per quasi 50mila nuovi posti e le strutture a disposizione degli anziani sono passate da 5.691 a 7.398 con un aumento del 30% nel decennio, con una quota di 319 residenze a gestione mista pubblico-privata”.
 
“Considerato il trend di invecchiamento della popolazione – sottolinea Uecoop – diventa quindi strategico formare una platea di professionisti dell’assistenza in grado di seguire al meglio gli anziani dentro e fuori le residenze, ma considerato che i non autosufficienti sono già 2,5 milioni e raddoppieranno entro il 2030, è necessario anche aiutare le famiglie che non potendo più seguire un parente a casa devono trovare una sistemazione in casa di riposo aggravando il bilancio domestico di un’ulteriore spesa”.
 
“In questo scenario è chiaro che sia necessario un sistema di welfare che valorizzi – conclude l’Unione europea delle cooperative Uecoop – il meglio un mondo cooperativo che pur nascendo nel privato svolge da sempre e per tradizione un compito al servizio delle comunità e dei territori, dando risposte ai bisogni della gente e al tempo stesso promuovendo il lavoro e l’occupazione”.

06 Settembre 2018

© Riproduzione riservata

116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’
116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’

C’è un numero che in Europa esiste da quasi vent’anni e che dovrebbe servire a una cosa estremamente semplice: evitare che ogni bisogno sanitario finisca al pronto soccorso. È il...

Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”
Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”

La spesa sanitaria torna a salire, ma il tempo dell’espansione senza freni è finito. Dopo il balzo degli anni della pandemia e il successivo riassestamento, l’Ocse certifica che nel 2024...

Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia
Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia

Sono stati 3.150 i casi di tubercolosi notificati in Italia nel 2024 con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente e un tasso di notifica pari a 5,3 casi per 100mila...

Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat
Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più. Con valori...