Complice il Covid scende in Europa il numero di donne che si sottopone allo screening del cancro al seno. In Italia negli ultimi 10 anni -4%

Complice il Covid scende in Europa il numero di donne che si sottopone allo screening del cancro al seno. In Italia negli ultimi 10 anni -4%

Complice il Covid scende in Europa il numero di donne che si sottopone allo screening del cancro al seno. In Italia negli ultimi 10 anni -4%
Lo rivelano i nuovi dati Eurostat che segnalano come rispetto al 2011, i tassi di screening del cancro al seno sono aumentati appena in 6 dei 20 paesi dell’UE con dati disponibili. Al vertice Danimarca (83,0%), Finlandia (82,2%) e Svezia (80,0%). I tassi più bassi di screening del cancro al seno sono stati registrati in Bulgaria (20,6%), Cipro (24,6%), Slovacchia (25,5%), Ungheria (29,8%) e Lettonia (30,8%). Italia al 55,9%.

Il cancro al seno è una delle forme di cancro più comuni e una delle principali cause di mortalità femminile nell’UE . La prevenzione è fondamentale per ridurre l’impatto della malattia e ridurre i tassi di mortalità, tuttavia, la pandemia di COVID-19 ha avuto un grande impatto sull’assistenza sanitaria preventiva e molti programmi di screening hanno avuto ripercussioni negli ospedali e nelle unità sanitarie dell’UE. Questo deve essere tenuto in considerazione quando si analizzano i dati per il 2021.

Nel 2021, i primi tre paesi con i più alti tassi di screening del cancro al seno per le donne di età compresa tra 50 e 69 anni, che avevano ricevuto una mammografia nei due anni precedenti, sono stati i paesi nordici dell’UE: Danimarca (83,0%), Finlandia (82,2%) e Svezia (80,0%). Seguono a ruota Malta (77,8%) e Slovenia (77,2%). All’altra estremità della scala, i tassi più bassi di screening del cancro al seno sono stati registrati in Bulgaria (20,6%), Cipro (24,6%), Slovacchia (25,5%), Ungheria (29,8%) e Lettonia (30,8%). L’Italia è passata dal 59,6% del 2011 al 55,9% del 2021.

Rispetto al 2011, i tassi di screening del cancro al seno sono aumentati in 6 dei 20 paesi dell’UE con dati disponibili, con gli aumenti maggiori osservati a Malta (+26,9 punti percentuali (pp) ), Lituania (+12,9 pp) ed Estonia (+7,7 pp) . In 13 paesi dell’UE, i tassi di screening del cancro al seno sono diminuiti tra il 2011 e il 2021. Diminuzioni superiori a 10,0 pp sono state osservate in Lussemburgo (-16,3 pp), Irlanda (-12,1 pp) e Ungheria (-10,6 pp).

La Grecia ha registrato la più alta disponibilità di macchine mammografiche

Nel 2021, la disponibilità più elevata di unità mammografiche (macchine progettate esclusivamente per l’esecuzione di mammografie) per 100.000 abitanti per le donne di età compresa tra 50 e 69 anni è stata registrata in Grecia (7,1 unità) e Cipro (5,9 unità). Il tasso di unità mammografiche è stato elevato anche in Belgio (3,6), Italia (3,4) e Croazia (3,3). Al contrario, la disponibilità più bassa è stata osservata in Germania (0,5 unità), Francia (0,7), Romania (0,9) e Polonia (1,0), seguite da Lussemburgo, Repubblica Ceca ed Estonia (tutti con 1,1 unità ogni 100.000 abitanti).

Gli aumenti maggiori tra il 2011 e il 2021 nella disponibilità di unità mammografiche per 100.000 abitanti sono stati registrati in Grecia (+1,6 unità), Cipro e Bulgaria (entrambi +1,2). Al contrario, la disponibilità di queste unità è diminuita in 9 dei 24 paesi dell’UE con dati disponibili. Le diminuzioni maggiori sono state registrate a Malta (-1,0), Lussemburgo (-0,5), Slovenia, Polonia e Danimarca (tutti -0,3 unità ogni 100.000 abitanti).

06 Novembre 2023

© Riproduzione riservata

Verso la Manovra. Sfuma l’uscita anticipata dalla procedura Ue. E ora rischia di farsi in salita la strada per trovare i 5 mld in più chiesti per la sanità
Verso la Manovra. Sfuma l’uscita anticipata dalla procedura Ue. E ora rischia di farsi in salita la strada per trovare i 5 mld in più chiesti per la sanità

La sorpresa sulla quale il Governo aveva sperato fino all’ultimo non è arrivata. L’Istat ha confermato per il 2025 un rapporto tra deficit e Pil pari al 3,1%, in miglioramento...

Spesa sanitaria a 148,5 miliardi nel 2026 (+4,9%). Nel 2029 salirà a 159,4 miliardi ma resterà al 6,4% del Pil. Ma con l’invecchiamento salirà al 7,4% nel 2070
Spesa sanitaria a 148,5 miliardi nel 2026 (+4,9%). Nel 2029 salirà a 159,4 miliardi ma resterà al 6,4% del Pil. Ma con l’invecchiamento salirà al 7,4% nel 2070

La spesa sanitaria pubblica italiana è destinata a salire a 148,522 miliardi di euro nel 2026, con un incremento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Un’accelerazione significativa dopo il +2,5% registrato...

Inail: 600mila denunce di infortunio nel 2025 (+1,2) e 1.198 morti sul lavoro (-3,3%)
Inail: 600mila denunce di infortunio nel 2025 (+1,2) e 1.198 morti sul lavoro (-3,3%)

Più denunce di infortunio, meno morti sul lavoro, ma un forte aumento delle malattie professionali. È il bilancio del 2025 tracciato dall’Inail. È il quadro che emerge della Relazione annuale...

Terapie digitali, prima dell’algoritmo viene il paziente
Terapie digitali, prima dell’algoritmo viene il paziente

Certificare il software non basta. Senza rilevazione fisica, verifica clinica del paziente e responsabilità professionale, il dato digitale può trasformare l’errore in una falsa certezza scientifica. Poi  certificare un software...