Covid. Gimbe: “Nell’ultima settimana i nuovi casi crescono del 42,4%. Salgono anche i ricoveri, sia in terapia intensiva che in regime ordinario. Ok alle mascherine, ma non bastano” 

Covid. Gimbe: “Nell’ultima settimana i nuovi casi crescono del 42,4%. Salgono anche i ricoveri, sia in terapia intensiva che in regime ordinario. Ok alle mascherine, ma non bastano” 

Covid. Gimbe: “Nell’ultima settimana i nuovi casi crescono del 42,4%. Salgono anche i ricoveri, sia in terapia intensiva che in regime ordinario. Ok alle mascherine, ma non bastano” 
I casi attualmente positivi arrivano a 60.134 a fronte dei 50.630 della settimana scorsa mentre, sul fronte degli ospedali, aumentano i pazienti ricoverati con sintomi (3.625 vs 3.048) e in terapia intensiva (319 vs 271). Continuano a salire, seppur lentamente, anche i decessi (155 vs 137). "L’obbligo delle mascherine anche all'aperto – sottolinea Cartabellotta – è una misura coerente con la rapida ascesa dei contagi, visto che non conosciamo ancora il reale impatto della riapertura delle scuole e quello dell’ulteriore sovraccarico dei servizi sanitari conseguente alla stagione influenzale, ma non basta".

Più di 5mila casi più in una settimana, pari a un incremento del 42,4% rispetto alla settimana precedente, registrati dall’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe sull’andamento della pandemia in Italia.
 
Nella settimana 30 settembre-6 ottobre sono stati infatti segnalati 17.252 nuovi casi a fronte dei 12.114 della settimana precedente pur dinanzi a un incremento sostanzialmente modesto dei casi testati (429.984 vs 394.396).
 
Gimbe segnala anche un rilevante aumento del rapporto positivi/casi testati (4% vs 3,1%). 
 
I casi attualmente positivi arrivano a 60.134 a fronte dei 50.630 della settimana scorsa mentre, sul fronte degli ospedali, aumentano i pazienti ricoverati con sintomi (3.625 vs 3.048) e in terapia intensiva (319 vs 271). Continuano a salire, seppur lentamente, anche i decessi (155 vs 137).
 
Queste le principali variazioni da una settimana all’altra di monitoraggio: 
• Decessi: +18 (+13,1%)
• Terapia intensiva: +48 (+17,7%)
• Ricoverati con sintomi: +577 (+18,9%)
• Nuovi casi: +17.252 (+42,4%)
• Casi attualmente positivi: +9.504 (+18,8%)
• Casi testati +35.588 (+9%)
• Tamponi totali: +63.351 (+9,7%)
 
Andamento nuovi casi positivi e rapporto positivi/casi testati

 
“Nell’ultima settimana – sottolinea il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta – la curva dei contagi si è impennata, in conseguenza del netto incremento del rapporto positivi/casi testati. Si conferma inoltre la crescita costante dei pazienti ospedalizzati con sintomi e di quelli in terapia intensiva”. 
 
Da metà luglio i nuovi casi settimanali sono più che decuplicati (da poco oltre 1.400 a più di 17.000), con incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 4%, con punte più elevate in Liguria (7,7%), Campania (6,3%), Provincia autonoma di Trento (6,8%), Piemonte (6,2%) e Valle d’Aosta (5,4%). 
 
Tale dinamica – osserva Gimbe – ha generato il progressivo aumento dei casi attualmente positivi, quintuplicati da fine luglio: da 12.482 a 60.134.
 
Sul versante delle ospedalizzazioni, da fine luglio si rileva un incremento dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva, che sono aumentati rispettivamente da 732 a 3.625 e da 49 a 319. 
 
“Se il dato nazionale – puntualizza Cartabellotta – non lascia intravedere alcun sovraccarico dei servizi ospedalieri, iniziano ad emergere differenze regionali rilevanti”. 
 
In particolare al 6 ottobre ben 8 Regioni registrano tassi di ospedalizzazione per 100.000 abitanti superiori alla media nazionale di 6,5: Lazio (13,9), Liguria (13), Campania (9,2), Sardegna (8,8), Sicilia (7,9), Piemonte (7,1), Abruzzo e Puglia (6,6).
 
Andamento dei ricoveri in terapia intensiva e regime ordinario
 

 
“La composizione percentuale dei casi attualmente positivi – continua il Presidente – si mantiene costante dai primi di luglio: mediamente il 93-94% dei positivi sono in isolamento domiciliare perché asintomatici/oligosintomatici; il 5-6% ricoverati con sintomi e lo 0,5% in terapia intensiva. Tuttavia, anche per questo indicatore le differenze regionali accendono ulteriori spie rosse”. 
 
In alcune Regioni, infatti, la percentuale dei casi ospedalizzati è nettamente superiore alla media nazionale del 6,6%: Sicilia (11,5%), Liguria (10,4%) Lazio (9,9%), Puglia (8,9%), Piemonte (8,6%), Abruzzo (8,2%), Basilicata (7,9%).
 
Anche sul versante dei decessi dai primi di settembre inizia a delinearsi un trend in lento ma costante incremento: il numero dei pazienti deceduti è aumentato da 46 a 155 per settimana. In altri termini, spiega Cartabellotta, “le dinamiche dell’epidemia, molto diverse dalla prima ondata, dimostrano che il progressivo incremento dei casi attualmente positivi iniziato a fine luglio, dopo un mese ha innescato l’incremento di pazienti ospedalizzati con sintomi e in terapia intensiva, e dopo 2 mesi, inizia a riflettersi anche sui decessi”.
 
“L’obbligo delle mascherine anche all'aperto – conclude Cartabellotta – è una misura coerente con la rapida ascesa dei contagi, visto che non conosciamo ancora il reale impatto della riapertura delle scuole e quello dell’ulteriore sovraccarico dei servizi sanitari conseguente alla stagione influenzale. Tuttavia, per contenere la seconda ondata, in particolare nelle Regioni del centro-sud, la Fondazione Gimbe ribadisce la necessità di giocare d’anticipo sul virus su tutti i fronti: in particolare, è indifferibile potenziare e uniformare gli standard dell’assistenza sanitaria territoriale e ospedaliera, oltre che trovare una soluzione per ridurre l’elevato rischio di contagio sui mezzi pubblici”.

08 Ottobre 2020

© Riproduzione riservata

Dalla medicina “taglia unica” alle cure su misura: Aifa pubblica il Position Paper su medicina di precisione e appropriatezza prescrittiva
Dalla medicina “taglia unica” alle cure su misura: Aifa pubblica il Position Paper su medicina di precisione e appropriatezza prescrittiva

La medicina sta cambiando pelle. I progressi della genomica, della farmacogenomica e delle tecnologie digitali stanno progressivamente superando il modello delle terapie standard, uguali per tutti, per aprire la strada...

Farmacie Ue: 46 milioni di accessi al giorno e 47 servizi sanitari attivi. Il rapporto Pgeu: “Centrali contro la carenza di farmaci”
Farmacie Ue: 46 milioni di accessi al giorno e 47 servizi sanitari attivi. Il rapporto Pgeu: “Centrali contro la carenza di farmaci”

Il ruolo delle farmacie di comunità in Europa non è mai stato così strategico. È quanto emerge dal rapporto annuale 2025 del Pharmaceutical Group of the European Union (Pgeu, l'organismo...

Telemedicina, quanto vale la cura a distanza?
Telemedicina, quanto vale la cura a distanza?

La sanità passa sempre più dallo schermo. Con questo occorre capire se e quanto perde in umanità dei rapporti medico/paziente. Prenotare una televisita, inviare esami al medico, essere monitorati a...

Quella malsana passione per le classifiche in sanità ha contagiato pure le liste di attesa
Quella malsana passione per le classifiche in sanità ha contagiato pure le liste di attesa

Alcuni giorni fa sono uscito su Il Sole 24 Ore dei dati sulle liste di attesa delle prestazioni ambulatoriali nelle varie Regioni italiane. I dati sono tratti dalla Piattaforma Nazionale...