Covid. In 17 regioni superata soglia allarme per ricoveri in Terapia intensiva e in 14 anche quella per i ricoveri Area non critica. I dati

Covid. In 17 regioni superata soglia allarme per ricoveri in Terapia intensiva e in 14 anche quella per i ricoveri Area non critica. I dati

Covid. In 17 regioni superata soglia allarme per ricoveri in Terapia intensiva e in 14 anche quella per i ricoveri Area non critica. I dati
La media dei ricoveri nelle terapie intensive italiane si attesta (con i dati di ieri) al 43%, ben oltre la soglia di allarme del 30% fissata dal Ministero della Salute. Non va meglio per i posti letto di ricovero dei pazienti covid in area non critica: la media italiana è al 51% (la soglia di rischio in questo caso è del 40%), con 14 regioni oltre la soglia. Questi i dati aggiornati a ieri sera dall'Agenas, in base una rielaborazione dei dati della Protezione Civile e del Ministero della Salute. 

Saltano le soglie critiche per i ricoveri Covid sia in Terapia intensiva che in regime ordinario. La media italiana infatti indica un'occupazione di pazienti covid in Terapia intesiva del 43% mentre per quelli ricoverati in "area non critica" siamo al 51%.
 
Se pensiamo che le soglie di allarme di Iss e Ministero sono fissate rispettivamente al 30 e al 40%, è evidente che il sistema è a rischio tenuta a meno di un abbassamento della pressione sui reparti covid.
 
In particolare la soglia del 30% è stata superata nettamete in 17 Regioni mentre quella nei reparti di area non critica da atre 14 Regioni.
 
È quanto rileva oggi il monitoraggio dell'Agenas, aggiornato a ieri sera, in base una rielaborazione dei dati della Protezione Civile e del Ministero della Salute. 
 

 

Questo l'attuale quadro della situazione sul territorio nazionale.
 
Abruzzo
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 37%
Ricoveri Covid in Area non critica: 50%

Basilicata
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 30%
Ricoveri Covid in Area non critica: 34%
 
Calabria

Ricoveri Covid in terapia intensiva: 33%
Ricoveri Covid in Area non critica: 48%
 
 
Campania
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 34%
Ricoveri Covid in Area non critica: 48%
 
Emilia Romagna
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 35%
Ricoveri Covid in Area non critica: 47%
 
Friuli Venezia Giulia
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 28%
Ricoveri Covid in Area non critica: 37%
 
Lazio
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 33%
Ricoveri Covid in Area non critica: 49%
 
Liguria
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 43%
Ricoveri Covid in Area non critica: 51%
 
Lombardia
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 43%
Ricoveri Covid in Area non critica: 51%
 
Marche
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 43%
Ricoveri Covid in Area non critica: 51%
 
Molise

Ricoveri Covid in terapia intensiva: 21%
Ricoveri Covid in Area non critica: 26%
 
Pa Bolzano
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 51%
Ricoveri Covid in Area non critica: 94%
 
Pa Trento
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 42%
Ricoveri Covid in Area non critica: 66%
 

Piemonte
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 62%
Ricoveri Covid in Area non critica: 91%
 
Puglia
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 45%
Ricoveri Covid in Area non critica: 42%
 
Sardegna
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 36%
Ricoveri Covid in Area non critica: 33%
 
Sicilia
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 32%
Ricoveri Covid in Area non critica: 37%
 
Toscana
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 47%
Ricoveri Covid in Area non critica: 36%
 
Umbria
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 58%
Ricoveri Covid in Area non critica: 50%
 
Valle d'Aosta
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 46%
Ricoveri Covid in Area non critica: 70%
 
Veneto
Ricoveri Covid in terapia intensiva: 27%
Ricoveri Covid in Area non critica: 35%

19 Novembre 2020

© Riproduzione riservata

Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”
Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”

La spesa sanitaria torna a salire, ma il tempo dell’espansione senza freni è finito. Dopo il balzo degli anni della pandemia e il successivo riassestamento, l’Ocse certifica che nel 2024...

Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia
Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia

Sono stati 3.150 i casi di tubercolosi notificati in Italia nel 2024 con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente e un tasso di notifica pari a 5,3 casi per 100mila...

Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat
Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più. Con valori...

Natalità. Istat: “Fecondità scende ancora a 1,14 figli per donna, prosegue il calo delle nascite ma popolazione stabile grazie alle migrazioni”
Natalità. Istat: “Fecondità scende ancora a 1,14 figli per donna, prosegue il calo delle nascite ma popolazione stabile grazie alle migrazioni”

Cala ancora il numero di nascite in Italia: 355mila nel 2025, il 3,9% in meno rispetto al 2024. La fecondità scende a 1,14 figli per donna. La popolazione resta però...