Cure palliative. La relazione del Ministero: meno decessi con patologia neoplastica nei reparti per acuti

Cure palliative. La relazione del Ministero: meno decessi con patologia neoplastica nei reparti per acuti

Cure palliative. La relazione del Ministero: meno decessi con patologia neoplastica nei reparti per acuti
E' quanto emerge dal rapporto che il Ministero della Salute ha presentato al Parlamento. Nel triennio 2011/2013 la spesa relativa ai farmaci analgesici oppiodi mostra un incremento medio pari al 50%. I valori più elevati si registrano in Campania, Lazio e Puglia. IL RAPPORTO

Diminuiscono in Italia i decessi di pazienti con una patologia neoplastica avvenuti in un reparto ospedaliero per acuti. E’ quanto emerge dal rapporto sulle cure palliative, aggiornato al 2012, che il Ministero della Salute ha presentato al Parlamento.

Il primo elemento da segnalare è il calcolo dell’indicatore della mortalità ospedaliera rapportata al numero di decessi per neoplasia. L’indicatore , calcolato per il nord-est, per il nord-ovest, per il centro, per il sud e per le isole presenta un valore particolarmente elevato nel nord-est (41,7%), mentre assume un valore particolarmente basso nel sud (16.9%) e nelle isole (18.1%).

Analizzando la ripartizione percentuale dei deceduti nei reparti ospedalieri, emerge che oltre il 50% dei decessi avviene nei raparti di medicina generale, nel 14% nelle oncologie e 6% nelle geriatrie. Nel calcolo dell’andamento del numero di decessi regionalmente si possono identificare tre gruppi di Regioni: quelle che presentano un valore decrescente in linea con l’andamento nazionale, le Regioni che sono invarianti rispetto l’anno precedente e le Regioni per le quali il numero dei decessi aumenta. Nel primo gruppo vengono classificate le Regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, P.A. Trento,, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Lazio, Molise e Puglia. Nel secondo gruppo le Regioni P.A. Bolzano, Umbria, Abruzzo e Basilicata. Nel terzo gruppo Toscana, Marche, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Il rapporto segnala che “le cure palliative in ospedale, nell’ambito della rete di cure palliative, sono caratterizzate da consulenza palliativa, assicurata da un’equipe medico-infermieristica con specifica competenza ed esperienza. Avendo identificato i reparti di medicina generale tra quelli dove più frequentemente avvengono i decessi, è auspicabile una maggior presenza dell’equipe palliativa”.

Valutando i valori relativi al consumo di farmaci analgesici oppioidi registrato dalle vendite delle farmacie, nel triennio 2011/2013, la spesa mostra un incremento medio nel triennio a livello nazionale pari a circa il 50 per cento. Nell'analisi a livello regionale, relativamente alla percentuale di incremento della spesa nel triennio 2011/2013, si osserva un aumento dell'importo in tutte le Regioni, con valori più elevati nelle Regioni Campania (73%), Lazio (68%) e Puglia (69%); Basilicata (39%), Abruzzo (40%) e Sardegna (40%) restano, nonostante si registri una crescita costante dei consumi, sempre al di sotto della media nazionale pari al 48%.

Per quanto concerne la rete pediatrica, dall’analisi dei dati relativi alla numerosità dei minori deceduti per patologia neoplastica in ambito ospedaliero si evidenzia come vi sia un trend in calo (ridotto del 19% dall’anno 2006 all’anno 2011) con tendenza alla stabilità (155 minori nel 2011 – 156 nel 2012) negli ultimi 24 mesi.

Ciò fa presumere, segnala il rapporto, che le Cure palliative pediatriche (Cpp) e la gestione domiciliare dei bambini oncologici inguaribili, stia diventando, anche se con modalità differenti, un modello assistenziale attuato ed in via di espansione. Persiste un’alta percentuale di minori (27,5%) che muore in ambito critico. Una percentuale analoga di bambini (27%) muore in reparto di oncoematologia pediatrica, mentre una quota (22%) minore nei reparti di pediatria. Più di 3.000 sono le giornate di ricovero totali, con una degenza media pari a 20 giorni/anno.
 

31 Luglio 2014

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