Dal Covid alla carenza di risorse e personale. Ecco le prime sfide per il nuovo Ministro Schillaci

Dal Covid alla carenza di risorse e personale. Ecco le prime sfide per il nuovo Ministro Schillaci

Dal Covid alla carenza di risorse e personale. Ecco le prime sfide per il nuovo Ministro Schillaci
È veramente lungo l’elenco dei temi su cui il nuovo titolare della Salute dovrà confrontarsi. Su tutti spiccano le richieste di nuovi fondi da parte delle Regioni, la drammatica carenza di personale, l’attuazione del Pnrr e le nuove indicazioni sul Covid. Ma la lista delle questioni da affrontare, anche a breve, è molto più corposa.

Dalle risorse, alla carenza del personale passando per l’attuazione del Pnrr fino al Covid. Sono solo alcuni temi di un lungo elenco che dovrà affrontare il neo Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Partiamo dai soldi. Le Regioni hanno già fatto intendere che quando scritto sulla Nadef (rapporto Pil/spesa sanitaria in calo fino al 6,1% nel 2025) vuol dire 15 miliardi in meno per la sanità. Numeri che per i governatori, che gestiscono nei fatti il Ssn, vogliono dire, in primis, impossibilità di assumere personale (già di per sé carente) e anche alla luce del caro energia di far andare avanti la macchina.

A cascata, la stretta sulla spesa sanitaria, renderà praticamente impossibile attuare la riforma del territorio disegnata dal Dm 77 e prevista dal Pnrr anche perché senza personale per esempio le Case della Comunità rischiano di restare vuote. E poi c’è il problema degli ospedali e delle lunghe liste d’attesa che rischiano di aggravarsi senza medici, infermieri e tecnici in più che possano potenziare l’offerta a fronte di una domanda inevitabilmente crescente vista la demografia del Paese. Il tema delle risorse è quindi il più rilevante e su cui Schillaci fin da subito dovrà confrontarsi in sede di Legge di Bilancio. Da questo punto di vista il suo profilo di tecnico sulla carta non aiuta ma già questo sarà un primo banco di prova su cui giudicare il nuovo capo di Lungotevere Ripa.

Non solo soldi però, in ballo c’è infatti l’attuazione del Pnrr (sempre che il Governo Meloni non decida di apportarvi modifiche) che per la sanità insieme al Piano complementare vale circa 20 mld. In quest’ambito la partita è in mano alle Regioni ma al Ministero della Salute (e Agenas) spetta il compito di vigilare e intervenire per tempo per evitare di mandare in fumo il Piano.

C’è poi da vedere come il nuovo Ministro si comporterà sulla pandemia. Gran parte della maggioranza di Governo ha sempre criticato la linea della prudenza di Speranza e infatti già sui social c’è chi ha storto il naso per alcune dichiarazioni del neo Ministro che lo scorso anno difendeva il Green Pass. Sia chiaro rispetto all’anno passato molte restrizioni sono cadute (rimane in sostanza quello della quarantena per i positivi e l’obbligo di mascherina nelle struttura sanitarie) ma è chiaro che come già richiesto dalle Regioni c’è attesa sulle nuove indicazioni del Ministro oltre che sulla definitiva eliminazione delle restrizioni in essere anche sul proseguimento della campagna vaccinale. Il tutto senza dimenticare come il Covid non sia scomparso e come nuove varianti siano dietro l’angolo come ha avvisato l’Ecdc.

I temi com’è noto sono ancora parecchi da affrontare. Tra i primi c’è quello delicato delle nomine dei vertici di Agenas e Aifa che sono sottoposti a spoil system. Il Ministro ha 90 giorni per decidere se cambiare o confermare i direttori generali. In questo scenario, sarà poi da vedere se Schillaci deciderà di procedere alla riorganizzazione del Ministero della Salute anche per ridisegnare la squadra dei dirigenti.

Sempre dal lato delle riforme ci sono in ballo quella sulla governance del farmaco in cui rientra la riforma di Aifa (tra poco ad esempio scadono i membri di Ctr e Cps) e quella sul settore dei dispositivi medici, comparto che è in agitazione dopo la pubblicazione del decreto sul payback.

Riforma attesa è anche quella sul ruolo dei medici di famiglia per capire come inserirli nelle Case della Comunità anche se la partita potrebbe anch’essere demandata alla contrattazione della nuova convenzione. Allo stesso tempo ci sarà da capire se il nuovo Ministro vorrà aggiornare il Dm 70 sugli standard ospedalieri.

Importante sarà poi la costruzione del rapporto con le Regioni, vero snodo decisivo per il futuro del Ssn. Atteso anche un indirizzo in merito alle Legge 194, un tema su cui il nuovo Governo potrebbe decidere di apportare qualche intervento.

Nodo da sciogliere, e rimasto in sospeso, è poi quello del Dm tariffe che porta in sé l’aggiornamento dei Lea. Il Dm è atteso dal 2017 ma i tentativi di portarlo a casa sono sempre falliti.

Un elenco lungo quindi ma solo parziale a cui Schillaci non potrà sottrarsi.

Luciano Fassari

Luciano Fassari

24 Ottobre 2022

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