Dentisti. Calano le aspettative dei giovani

Dentisti. Calano le aspettative dei giovani

Dentisti. Calano le aspettative dei giovani
Scelgono di diventare dentisti, ma senza aspettarsi alti guadagni. Anche perché il 60% degli studenti in Odontoiatria non può contare su uno studio di famiglia già avviato. È la fotografia dei dentisti del domani scattata dal Collegio Nazionale di Odontoiatria con l’Associazione Dentisti Italiani.

Voglio diventare dentisti, non per seguire le orme dei padri, ma per vocazione. Pur consapevoli delle nuove difficoltà legate alla crisi economica e alla concorrenza dei centri dentali low cost. In passato, infatti, lo studio privato era l'obiettivo di tutti i giovani, futuri dentisti, ma ora solo 1 su 5 spera di aprire un’attività propria. La metà vorrebbe collaborare con altri liberi professionisti e cresce la quota di chi aspira a un contratto dipendente o nel settore pubblico che però non riserva ampi sbocchi. Ben 8 su 10 sarebbero pronti a trasferirsi all'estero per lavorare, la maggioranza ammette che dovrà impegnarsi in corsi di specializzazione e master per avere una preparazione adeguata e sempre aggiornata.

È questa la fotografia dei dentisti del domani che emerge da un sondaggio sugli studenti di odontoiatria promosso dal Collegio Nazionale di Odontoiatria con l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani.

Gli studenti di odontoiatria sono oggi circa 4500 su tutto il territorio nazionale. Nelle sedi italiane dei corsi di laurea di odontoiatria i posti banditi per il prossimo anno accademico sono 984, circa 50 in più rispetto allo scorso anno, come spiega Marco Ferrari, Professore Ordinario Università di Siena e Presidente della Conferenza dei Corsi di Laurea in Odontoiatria: “Negli ultimi tre, quattro anni il numero di posti è sempre lievemente cresciuto, in modo che fosse congruo alle necessità regionali e nazionali. Questo potrebbe sembrare in contrasto con il numero di dentisti presenti sul territorio, in realtà è specchio di un problema di ricambio generazionale: i dentisti che formiamo in questi anni andranno a sostituire la grande quantità di colleghi figli del baby-boom, per cui troveranno lo spazio per esercitare”.
 
Il 65 % degli studenti arriva da una famiglia in cui uno o entrambi i genitori sono dipendenti, il 60% non ha alle spalle familiari con uno studio già avviato. Il 70% studia lontano da casa facendo sacrifici e sobbarcandosi spese considerevoli.

“L'83% rifarebbe questa scelta, avendo deciso di svolgere questa attività perché lo ha sempre voluto o perché lo ritiene un lavoro che regala soddisfazioni: appena 1 su 10 entra a odontoiatria attratto solo dai possibili guadagni”, spiega Antonella Polimeni, Professore Ordinario di Odontoiatria all’Università Sapienza di Roma e Presidente del Collegio Nazionale Docenti Universitari di Odontoiatria. Secondo la quale il fatto che “la maggioranza ha una vera e propria vocazione per la professione, fa ben sperare sulla qualità dei dentisti che avremo nei prossimi anni”.

Per l'86% degli studenti odontoiatria è stata la prima scelta e non un “ripiego” rispetto a medicina: un cambiamento considerevole rispetto al passato. “Tutto questo anche se i ragazzi hanno ben chiara la metamorfosi che si è avuta in questa attività: in passato l'obiettivo di tutti era aprire il proprio studio professionale, oggi a causa della crisi e anche delle difficoltà tecniche e burocratiche, 1 su 2 vorrebbe associarsi con altri colleghi e sono in crescita anche i ragazzi che sperano di essere assunti come dipendenti (10%) o nel settore pubblico (6%)- interviene ancora Polimeni – ciò spinge molti a un maggior realismo, senza però farsi sedurre dai centri dentali low cost dove vorrebbe lavorare appena l'1% degli studenti”.

Tutto sommato, sottolineano i vertici dell’odontoiatria italiana, i dati di occupazione sono molto incoraggianti perché il 57% dei nuovi dentisti ha un impiego appena un anno dopo la laurea, l'87% a tre anni di distanza. Va inoltre sottolineato che la ricerca italiana è al quarto posto al mondo per qualità dopo Stati Uniti, Inghilterra e Giappone e rappresenta il sogno del 4% dei nostri studenti.

 

02 Settembre 2013

© Riproduzione riservata

Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni
Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni

Nei Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) italiani mancano 1.976 professionisti rispetto agli standard organizzativi previsti per l'assistenza territoriale. Una carenza che si accompagna a un secondo divario: i servizi...

Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché
Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché

Trump ha perso. I democratici hanno ripreso Camera e Senato, e il presidente degli Stati Uniti entra negli ultimi due anni di mandato da ‘anatra zoppa’. Ma il voto di...

Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”
Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”

“La questione non è più se l'obesità meriti un trattamento. La questione è se i nostri sistemi sanitari siano pronti ad allineare le politiche alla scienza”. Se lo chiedono Paulina...

Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi
Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi

Sistemi di allerta per i rischi sanitari legati al caldo, servizi di acqua potabile resilienti ai cambiamenti climatici, servizi igienico-sanitari di base, strutture per l’igiene e il lavaggio delle mani,...