Dispositivi medici. Tempi pagamenti Asl ancora lenti. In media 168 giorni e debiti a quota 2,9 mld

Dispositivi medici. Tempi pagamenti Asl ancora lenti. In media 168 giorni e debiti a quota 2,9 mld

Dispositivi medici. Tempi pagamenti Asl ancora lenti. In media 168 giorni e debiti a quota 2,9 mld
Il decreto sblocca debiti sembra aver perso smalto. Dopo i vistosi cali dei tempi con cui le aziende sanitarie regionali pagano le imprese nel 2013 e 2014, nei primi 8 mesi dell’anno il timing sembra essersi quasi arrestato. E il limite di 60 giorni è ancora una chimera.

Tempi di pagamento in lieve calo nel 2015. Ma il limite di 60 giorni è ancora un obiettivo lontano. In media per i pagamenti alle aziende produttrici di dispositivi medici ci vogliono 168 giorni con debiti che ammontano a 2,9 mld di euro.
 
I numeri li ha forniti Assobiomedica nel suo aggiornamento riferito ad agosto 2015 in cui mostra come la Regione che ha i tempi più elevati è il Molise (634 giorni), seguita dalla Calabria (557 giorni) e dalla Campania (297 giorni). La Regione più celere è invece la Valle d’Aosta con tempi medi di pagamento in 76 giorni. Bene anche il Friuli (80 giorni) e la Lombardia (86 giorni). Da notare come nessuna regione rispetta però il timing fissato per legge di 60 giorni.
 
Per quanto riguarda il debito esso ammonta a 2,9 mld ad agosto 2015. La Regione più indebitata è la Campania (402 mila euro). Poi c’è il Piemonte con 305 mila euro, seguito dal Lazio con 287 mila euro. Sopra i 200 mila euro anche i debiti di Calabria (257 mila euro), Sicilia (250mila euro), Toscana (219mila euro), Lombardia (216 mila euro), Puglia (212 mila euro).
 
Da notare come rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso quando ci volevano 190 giorni nel 2015 questi sono scesi a 168. Numeri in ogni caso ottimi se per esempio riferiti al 2012 quando ci volevano 276 giorni.
 
Ma andando a scorrere i dati si nota come mentre nel 2013-2014 grazie al decreto sblocca pagamenti i tempi sono scesi rapidamente, nel 2015 invece la situazione sembra essersi cristallizzata. A gennaio ci volevano 176 giorni, ad agosto 168. 

24 Settembre 2015

© Riproduzione riservata

116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’
116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’

C’è un numero che in Europa esiste da quasi vent’anni e che dovrebbe servire a una cosa estremamente semplice: evitare che ogni bisogno sanitario finisca al pronto soccorso. È il...

Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”
Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”

La spesa sanitaria torna a salire, ma il tempo dell’espansione senza freni è finito. Dopo il balzo degli anni della pandemia e il successivo riassestamento, l’Ocse certifica che nel 2024...

Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia
Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia

Sono stati 3.150 i casi di tubercolosi notificati in Italia nel 2024 con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente e un tasso di notifica pari a 5,3 casi per 100mila...

Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat
Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più. Con valori...