Emergenza. Cure urgenti sotto pressione in Europa: un rapporto Oms indica le opzioni politiche per rafforzare l’assistenza negli ospedali

Emergenza. Cure urgenti sotto pressione in Europa: un rapporto Oms indica le opzioni politiche per rafforzare l’assistenza negli ospedali

Emergenza. Cure urgenti sotto pressione in Europa: un rapporto Oms indica le opzioni politiche per rafforzare l’assistenza negli ospedali

Un nuovo rapporto di Oms Europa e Osservatorio europeo sui sistemi sanitari individua le principali opzioni politiche per migliorare l’organizzazione delle cure in emergenza-urgenza. Al centro, coordinamento di sistema, rafforzamento dell’assistenza primaria, servizi di ambulanza più integrati e pronto soccorso meglio strutturati IL RAPPORTO

Le crescenti pressioni sui servizi di emergenza negli ospedali europei richiedono riforme di sistema e una migliore integrazione tra assistenza territoriale, servizi di emergenza e pronto soccorso.

È questo il messaggio centrale del nuovo rapporto “Affrontare le sfide nelle cure urgenti ed emergenziali: quali sono le opzioni politiche?” pubblicato congiuntamente dall’Oms/Europa e dall’Osservatorio europeo sui sistemi e le politiche sanitarie, che analizza le principali opzioni politiche per rafforzare l’assistenza urgente ed emergenziale nella Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il documento esamina quindi come i Paesi possano organizzare, dotare di personale e coordinare in modo più efficace i servizi sanitari, con l’obiettivo di garantire cure tempestive e di alta qualità ai pazienti, evitando allo stesso tempo pressioni inutili sugli ospedali.

Il principale nodo da sciogliere – ormai una criticità strutturale nei sistemi sanitari europei – è quello della crescente pressione sui pronto soccorso, spesso il sintomo di squilibri più profondi nell’organizzazione dell’assistenza, a partire dalla debolezza dell’assistenza primaria e dalla carenza di personale sanitario. Il documento richiama quindi i decisori politici alla necessità di riforme di sistema, che superino interventi frammentati e puntino invece su integrazione dei servizi, pianificazione della forza lavoro e investimenti nella sanità territoriale. In questo senso, rafforzare le cure urgenti non significa soltanto migliorare l’efficienza dei pronto soccorso, ma ripensare l’intero equilibrio tra ospedale e territorio per garantire accesso appropriato alle cure e sostenibilità dei sistemi sanitari.

E quindi, in quest’ottica, secondo il rapporto, l’efficacia dell’assistenza d’urgenza dipende soprattutto da una pianificazione e da un coordinamento a livello di sistema: insomma, non basta intervenire su singole componenti dell’organizzazione sanitaria.

“L’assistenza sanitaria d’urgenza e di emergenza non può essere risolta concentrandosi solo su una parte del sistema. I decisori politici devono adottare una visione d’insieme del sistema, allineando gli incentivi, investendo nel personale sanitario e rafforzando l’assistenza primaria in modo che le persone ricevano l’assistenza giusta, nel posto giusto, al momento giusto”, ha affermato la Dott.ssa Natasha Azzopardi-Muscat, Direttrice dei Sistemi Sanitari dell’Oms/Europa.

Servizi urgenti e fiducia nel sistema sanitario

Le cure urgenti ed emergenziali, evidenzia il rapporto, sono erogate in contesti molto diversi, che vanno dall’assistenza domiciliare e primaria ai servizi di ambulanza fino ai pronto soccorso ospedalieri, destinati principalmente ai casi più gravi e potenzialmente letali. Garantire servizi urgenti adeguati è quindi considerato fondamentale non solo per ottenere buoni risultati clinici, ma anche per mantenere la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario e limitare l’eccessivo ricorso agli ospedali.

“Il funzionamento di un sistema sanitario sotto pressione rivela molto sui suoi punti di forza e di debolezza – ha affermato il Dott. Ewout van Ginneken, Direttore dell’Osservatorio Europeo – l’assistenza urgente e di emergenza si colloca all’intersezione tra questi punti di forza e di debolezza, e la riforma in questo ambito comporta veri e propri compromessi, in cui alcuni interventi possono modificare la domanda senza risolvere le cause profonde. Mappando le opzioni politiche, questo documento fornisce ai decisori politici le prove di cui hanno bisogno per costruire sistemi di cui le persone si fidano e che rispondono efficacemente quando è più necessario”.

Il nodo dell’assistenza primaria

Uno degli aspetti più critici evidenziati dal rapporto riguarda il ruolo dell’assistenza primaria. In linea teorica, dovrebbe rappresentare il primo punto di contatto per la maggior parte dei bisogni urgenti di salute. Tuttavia, in molti Paesi i pazienti continuano a rivolgersi direttamente ai pronto soccorso ospedalieri.

Tra le principali cause individuate dagli autori vi sono la scarsa disponibilità di appuntamenti nello stesso giorno o di servizi fuori orario, le difficoltà nel reclutamento e nel mantenimento dei medici di famiglia e di altro personale dell’assistenza primaria, la limitata fiducia del pubblico nella qualità delle cure territoriali e alcuni incentivi di sistema che, di fatto, favoriscono il ricorso agli ospedali. Tra questi, ad esempio, la presenza di co-pagamenti per l’assistenza primaria che non si applicano invece alle cure di emergenza.

Per il rapporto, rafforzare un’assistenza primaria accessibile, solida e affidabile rappresenta quindi una condizione essenziale per migliorare l’utilizzo dei servizi urgenti.

I modelli intermedi tra territorio e ospedale

In diversi sistemi sanitari sono stati introdotti modelli intermedi tra assistenza primaria e ospedale, come reparti per feriti lievi o centri di pronto soccorso dedicati ai casi meno gravi, spesso con servizi disponibili anche fuori dall’orario ordinario.

Secondo il rapporto, queste soluzioni possono contribuire a migliorare l’accesso alle cure e ridurre i colli di bottiglia nei pronto soccorso. Tuttavia, se non progettati e integrati correttamente nel sistema sanitario, rischiano di marginalizzare ulteriormente l’assistenza primaria o addirittura di generare una domanda aggiuntiva di prestazioni.

Il ruolo dei servizi di ambulanza

Un altro elemento centrale dell’organizzazione delle emergenze riguarda i servizi di ambulanza, il nostro 118. Il rapporto sottolinea la necessità di rafforzarne il ruolo e le competenze, prevedendo la possibilità di valutare e trattare i pazienti direttamente sul posto, prendendo decisioni informate anche nei casi in cui il trasporto in ospedale non sia necessario. Fondamentali risultano inoltre accordi di consegna dei pazienti negli ospedali ben organizzati e sicuri, una piena integrazione con il sistema sanitario complessivo – compreso l’accesso alle cartelle cliniche e alla consulenza specialistica a distanza – e la disponibilità di personale adeguato, in particolare paramedici con formazione avanzata.

I fattori chiave per i pronto soccorso ospedalieri

I pronto soccorso rappresentano una componente centrale dell’assistenza d’emergenza perché consentono di concentrare nello stesso luogo competenze e risorse. Tuttavia, si tratta di strutture costose e complesse da organizzare.

Secondo il rapporto, funzionano meglio quando dispongono di team dedicati di medici e infermieri altamente qualificati, strutture adeguate e una chiara organizzazione interna, oltre a collegamenti forti con gli altri reparti ospedalieri e con i servizi territoriali per garantire continuità assistenziale ai pazienti.

Pianificazione del sistema e personale sanitario

Il miglioramento dell’assistenza urgente ed emergenziale richiede, secondo Oms Europa ed Osservatorio europeo, una pianificazione basata sull’intero sistema sanitario. Ciò implica una progettazione dei servizi fondata sulle evidenze, una migliore comprensione di come i cittadini utilizzano le prestazioni sanitarie, attenzione al contesto locale e alle aspettative della popolazione e un’allocazione più efficace delle risorse disponibili.

Un aspetto altrettanto decisivo riguarda la pianificazione della forza lavoro. I Paesi devono poter contare sul giusto mix di competenze professionali, sostenuto da adeguati incentivi e programmi di formazione, sia per gli operatori dell’assistenza primaria – in particolare nelle aree remote – sia per i paramedici e gli specialisti di medicina d’urgenza.

Comunicazione e fiducia dei cittadini

Il rapporto evidenzia infine come la fiducia del pubblico nel sistema sanitario, soprattutto nell’assistenza primaria, possa influenzare in modo significativo il modo in cui i cittadini utilizzano i servizi. Una comunicazione chiara sul funzionamento del sistema e su quando è opportuno rivolgersi a specifiche tipologie di assistenza può contribuire a indirizzare i pazienti verso i servizi più appropriati.

“I servizi di emergenza rappresentano spesso la valvola di sfogo per le sfide più ampie del sistema sanitario – ha sottolineato il Dott. Tomas Zapata, Consulente Regionale Oms/Europa per il Personale Sanitario e l’Erogazione dei Servizi e tra gli autori del rapporto – rafforzare l’assistenza d’urgenza significa quindi affrontare la capacità del personale, l’accesso alle cure primarie e il coordinamento del sistema, come parte di un più ampio sforzo di riforma che contribuisca a rafforzare la fiducia dei cittadini”.

Attraverso la definizione di un ampio ventaglio di opzioni politiche basate su evidenze scientifiche, il rapporto intende quindi supportare i Paesi nel compiere scelte di riforma complesse e nel costruire sistemi di assistenza sanitaria d’urgenza ed emergenza più resilienti, coordinati e capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini.

E. M.

11 Marzo 2026

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