Inquinamento. Dal particolato agli ossidi di zolfo, negli ultimi 30 anni in Europa sono crollate le emissioni. Italia in ritardo

Inquinamento. Dal particolato agli ossidi di zolfo, negli ultimi 30 anni in Europa sono crollate le emissioni. Italia in ritardo

Inquinamento. Dal particolato agli ossidi di zolfo, negli ultimi 30 anni in Europa sono crollate le emissioni. Italia in ritardo
È quanto emerge da un’analisi Eurostat che ha registrato l'andamento delle emissioni di inquinanti atmosferici tra il 1990 e il 2017. La caduta maggiore è stata registrata per gli ossidi di zolfo (SOx) che sono diminuiti del 90%, seguiti dai composti organici volatili non metanici (NMVOC) e dagli ossidi di azoto (NOx), che sono diminuiti approssimativamente del 60%. Le emissioni di particolato fine (PM2,5) sono diminuite di quasi la metà dall'anno 1990. Anche in Italia i numeri segnano un calo ma meno marcato.

Negli ultimi 28 anni (dal 1990 al 2017) nella UE si sono registrate riduzioni delle emissioni di tutti gli inquinanti atmosferici. La caduta maggiore è stata registrata per gli ossidi di zolfo (SOx) che sono diminuiti del 90%, seguiti dai composti organici volatili non metanici (NMVOC) e dagli ossidi di azoto (NOx), che sono diminuiti approssimativamente del 60%. Le emissioni di particolato fine (PM2,5) sono diminuite di quasi la metà dall'anno 1990. La riduzione più piccola è stata registrata per le emissioni di ammoniaca (NH 3 ), che sono diminuite di circa un quarto. Anche nel nostro Paese le tonnellate di inquinante sono scese ma i progressi sono stati più limitati rispetto alla media europea.
 
 
Ecco i dati.

 
Ossidi di zolfo
L'inquinante con la maggiore riduzione delle emissioni nella Ue è stato l’ossido di zolfo. Le emissioni di SOx nel 2017 sono state di 2,3 milioni di tonnellate rispetto a 25 milioni di tonnellate nel 1990 (-90%). La maggior parte delle emissioni di SOx è stata ridotta nel settore della produzione e distribuzione di energia (15,3 milioni di tonnellate in meno). 
 
Le riduzioni rileva il report sono state il risultato di una combinazione di misure politiche:
– commutazione del combustibile nei settori connessi all'energia, lontano dai combustibili solidi e liquidi con alto contenuto di zolfo verso combustibili a basso contenuto di zolfo come il gas naturale;
– applicazione di tecniche di desolforazione dei gas di combustione (FGD) in impianti industriali;
– Direttive UE relative al contenuto di zolfo di alcuni combustibili liquidi.
 
L’Italia è passata da 1,7 mln di tonnellate a 115 mila (-94%) ed è l’unico inquinante dove la riduzione è stata più marcata rispetto alla media europea.
 
Ossidi di azoto
Negli ultimi 28 anni, le emissioni di NOx in tutta l'UE sono più che dimezzate da 18 a 7,5 milioni di tonnellate La riduzione maggiore si è verificata nel trasporto su strada (4,6 milioni di tonnellate in meno), il principale settore che contribuisce alle emissioni totali di NOx. Le riduzioni delle emissioni nel settore dei trasporti su strada sono principalmente il risultato del montaggio di catalizzatori sui veicoli. Le norme legislative note come norme "Euro" hanno guidato questa mossa. Le emissioni di NOx nel settore della produzione e distribuzione di energia sono diminuite di 3 milioni di tonnellate grazie all'introduzione di tecnologie di abbattimento specifiche (ad es. Bruciatori a basso NOx, tecniche di abbattimento dei gas di combustione) e al passaggio da combustibile solido a gassoso.
 
 
Ammoniaca
Le emissioni di NH 3 derivano quasi interamente dall'agricoltura. Rispetto ad altri inquinanti, le riduzioni delle emissioni di NH3 sono state moderate. Nella Ue nel corso degli ultimi 27 anni le emissioni di NH3 sono diminuite solo da circa un quarto da 5,2 a 3,9 milioni di tonnellate (-24%). Le principali riduzioni sono state raggiunte attraverso una migliore gestione del letame. Oggi l'ammoniaca è probabilmente il gas acidificante più significativo emesso in Europa. L’Italia è passata da 474.993 tonnellate a 384.192 tonnellate (-20%), un dato che ci vede al 4° posto per quantità di emissioni dopo Germania, Francia e Spagna.
 
 
Composti organici volatili non metanici
Tra il 1990 e il 2017, le emissioni di NMVOC in tutta l'UE sono state ridotte di circa il 60% da 17,8 a 7 milioni di tonnellate. Una forte riduzione è avvenuta nel settore dei trasporti su strada (5 milioni di tonnellate in meno) e nei processi industriali e nell'uso dei prodotti (2,9 milioni di tonnellate in meno).
 
L’Italia è passata da 2 mln di tonnellate a 935 mila (-53%), un dato che in ogni caso ci vede al 2° posto dopo la Germania per quantità emesse.
 
Particolato fine
Le emissioni di PM2.5 in tutta l'UE sono diminuite di quasi il 50% tra il 1990 e il 2017 passando da 2,4 mln a 1,3 tonnellate. L’Italia è passata da 228 mila a 164 mila (-28%). Le riduzioni più significative hanno avuto luogo nel settore della produzione e distribuzione di energia, nel settore commerciale, istituzionale e delle famiglie, nonché nel trasporto stradale.

19 Settembre 2019

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