Istat. Disabili: “Solo 1 su 5 assistito a domicilio. Quasi 700 mila senza alcun tipo di sostegno”

Istat. Disabili: “Solo 1 su 5 assistito a domicilio. Quasi 700 mila senza alcun tipo di sostegno”

Istat. Disabili: “Solo 1 su 5 assistito a domicilio. Quasi 700 mila senza alcun tipo di sostegno”
Sui 4 milioni di disabili italiani, il 16,9% non beneficia di alcun tipo di assistenza e solo il 20,4% ha l'assistenza domiciliare. Il 52,7% dichiara di avere limitazioni gravi nella vita quotidiana. I dati del rapporto Istat sull'inclusione sociale delle persone con limitazioni dell’autonomia personale. IL RAPPORTO.

Circa 4 milioni di persone di 11-87 anni che nel 2005 avevano riferito difficoltà nelle funzioni motorie, sensoriali o nelle attività essenziali della vita quotidiana. dichiarano di avere limitazioni funzionali anche nel 2011. Si rileva dall'ultimo rapporto Istat sull'inclusione sociale delle persone con limitazioni dell’autonomia personale.
 
La maggior parte di esse riferisce di avere limitazioni gravi (52,7%), ovvero il massimo grado di difficoltà in almeno una delle funzioni della mobilità e della locomozione, della vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, spogliarsi, mangiare, ecc) o della comunicazione (vedere, sentire, parlare).
Oltre la metà (51,5%) ha più di 75 anni Tra le donne anziane è più alta, rispetto agli uomini della stessa età, la quota di quante sono colpite da limitazioni funzionali.
Le difficoltà nelle attività essenziali della vita quotidiana e quelle di tipo motorio sono predominanti.
Nella popolazione giovanile (11-34 anni) con limitazioni funzionali, si osserva una maggiore propensione a restare nella famiglia di origine (92,2%) rispetto al totale della popolazione giovanile (67,8%).
 
Considerando congiuntamente l'assistenza sanitaria domiciliare e gli aiuti per la vita quotidiana, emerge la presenza di una quota consistente di persone che non beneficia di questo tipo di sostegno (16,9% pari a 676 mila persone).
La presenza di limitazioni funzionali ha un forte impatto sull'esclusione dal mondo lavorativo: solo il 16% (circa 300 mila individui) delle persone con limitazioni funzionali di 15-74 anni lavora, contro il 49,9% del totale della popolazione. Il 72% degli occupati con limitazioni funzionali sono uomini.
La quota di chi non è mai entrato nel mercato del lavoro è molto più elevata tra le persone con gravi limitazioni funzionali (il 18,5% contro l'8,8% tra chi ha limitazioni funzionali lievi).
 
Il 38,4% delle persone con limitazioni funzionali ha difficoltà ad accedere agli edifici per mancanza di supporti o assistenza, il 25,3% non riesce ad uscire di casa quando vorrebbe per motivi di salute ed il 14,1% è limitato nell'utilizzo del proprio veicolo per gli stessi motivi, con percentuali più elevate se le limitazioni sono gravi.
Il 45,8% delle persone di 15-87 anni con limitazioni funzionali (circa 1 milione e mezzo) ha difficoltà ad effettuare viaggi per vacanza a causa di problemi di salute. Per gli stessi problemi, circa un quarto del collettivo ha difficoltà nell'utilizzo di internet e nello svolgere attività nel tempo libero (rispettivamente 24,6% e 26,5%). 
 
 
Solo un quinto delle persone con limitazioni fruiscono di assistenza sanitaria a domicilio
Circa 750 mila persone con limitazioni funzionali (pari al 20,4%), fruiscono di assistenza sanitaria a domicilio, vale a dire fornita da personale sanitario quale medici (incluso il medico di famiglia), infermieri, fisioterapisti, ecc. L’11,7% si avvale di assistenza sanitaria domiciliare meno di una volta a settimana, mentre sono meno numerosi i casi di assistenza prestata più volte la settimana o  quotidianamente (8,7%).
C’è una differenza rilevante per livello di gravità delle limitazioni funzionali, con un maggiore ricorso all’assistenza sanitaria a domicilio tra chi ha limitazioni gravi (29,9% contro l’8,4% tra chi le ha lievi) e tra gli anziani (23,1% contro il 12,7% tra chi ha meno di 65 anni). Una quota di oltre i due terzi 
delle persone con gravi limitazioni funzionali (70,1%) non ne fruisce affatto. 
L’assistenza sanitaria a domicilio è prestata principalmente con visite del medico di famiglia (nell’83,1% dei casi) e ricorso a personale infermieristico (24,9%); più contenuto il ricorso a fisioterapisti (18,3%) o altri medici (16,7%).
 
L’utilizzo di assistenza sanitaria domiciliare aumenta proporzionalmente con l’aumentare del numero di aree funzionali coinvolte, passando da una media del 6,5% per chi ha una sola area funzionale compromessa, fino al 32,6% per chi ha limitazioni in tutte e tre le aree funzionali. Solo il 12,8% delle persone paga per il servizio di assistenza sanitaria ricevuto a casa.
 
Considerando congiuntamente l’assistenza sanitaria domiciliare e gli aiuti per la vita quotidiana, emerge la presenza di una quota di persone che non ha alcun tipo di sostegno (16,9%), benchè abbia gravi (6,6%) o lievi limitazioni funzionali (31,8%). Fruiscono in misura maggiore sia di aiuti che di assistenza sanitaria le persone anziane (22,5% contro l’11,1% delle persone di 11-64 anni) e quanti hanno gravi limitazioni funzionali (28,8% contro il 6,8% di quanti hanno limitazioni funzionali lievi).  

14 Dicembre 2012

© Riproduzione riservata

Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”
Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”

La spesa sanitaria torna a salire, ma il tempo dell’espansione senza freni è finito. Dopo il balzo degli anni della pandemia e il successivo riassestamento, l’Ocse certifica che nel 2024...

Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia
Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia

Sono stati 3.150 i casi di tubercolosi notificati in Italia nel 2024 con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente e un tasso di notifica pari a 5,3 casi per 100mila...

Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat
Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più. Con valori...

Natalità. Istat: “Fecondità scende ancora a 1,14 figli per donna, prosegue il calo delle nascite ma popolazione stabile grazie alle migrazioni”
Natalità. Istat: “Fecondità scende ancora a 1,14 figli per donna, prosegue il calo delle nascite ma popolazione stabile grazie alle migrazioni”

Cala ancora il numero di nascite in Italia: 355mila nel 2025, il 3,9% in meno rispetto al 2024. La fecondità scende a 1,14 figli per donna. La popolazione resta però...