L’allarme dell’Oms: “Servono urgentemente nuovi antifungini. Pipeline globale ancora insufficiente”

L’allarme dell’Oms: “Servono urgentemente nuovi antifungini. Pipeline globale ancora insufficiente”

L’allarme dell’Oms: “Servono urgentemente nuovi antifungini. Pipeline globale ancora insufficiente”
Ogni anno, si registrano circa 6,5 milioni di infezioni fungine invasive e 3,8 milioni di decessi, di cui oltre due terzi direttamente attribuibili all’infezione. Dal 2014 al 2024, solo quattro antifungini sistemici hanno ricevuto autorizzazione all’immissione in commercio. Ad oggi, nove farmaci antifungini sono in fase clinica (1-3): tre in fase 3, due in fase 2, quattro in fase 1. Soltanto quattro soddisfano almeno uno dei criteri di innovazione, e solo due li soddisfano tutti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato il primo rapporto sistemico sulle terapie antifungine in sviluppo clinico e preclinico, lanciando un chiaro allarme: la pipeline globale non è in grado di far fronte all’emergenza rappresentata dalle infezioni fungine invasive e dalla crescente resistenza farmacologica.

Ogni anno, si registrano circa 6,5 milioni di infezioni fungine invasive e 3,8 milioni di decessi, di cui oltre due terzi direttamente attribuibili all’infezione. Patologie spesso trascurate, ma che colpiscono duramente pazienti immunocompromessi – in aumento a causa di trapianti, oncologia, terapia intensiva e malattie infettive come l’HIV.

I patogeni critici secondo l’OMS
Nel 2022, l’OMS ha stilato la lista dei patogeni fungini prioritari (FPPL), con quattro agenti ritenuti “a priorità critica”:
– Cryptococcus neoformans (meningite criptococcica),
– Aspergillus fumigatus (aspergillosi invasiva),
– Candida albicans e Candida auris (candidemie e infezioni sistemiche).
Tutti caratterizzati da elevata letalità, multiresistenza e scarse opzioni terapeutiche. C. auris, in particolare, rappresenta un caso emblematico: si diffonde rapidamente negli ospedali, è resistente a più classi di antifungini e ha causato epidemie globali.

Dal 2014 al 2024, solo quattro antifungini sistemici hanno ricevuto autorizzazione all’immissione in commercio da FDA, EMA o autorità cinesi:
– Isavuconazolo, per aspergillosi e mucormicosi,
– Ibrexafungerp, attivo su Candida auris e A. fumigatus, prima molecola della classe dei triterpenoidi,
– Oteseconazolo, approvato solo negli USA per infezioni vaginali ricorrenti,
– Rezafungin, echinocandina a lunga emivita per candidemie.
Di questi, solo uno soddisfa i criteri di innovazione OMS: appartenenza a una nuova classe chimica, nuovo target molecolare o meccanismo d’azione, e assenza di cross-resistenze note.

La pipeline attuale: quantità scarsa e innovazione limitata
Ad oggi, nove farmaci antifungini sono in fase clinica (1-3): tre in fase 3, due in fase 2, quattro in fase 1. Soltanto quattro soddisfano almeno uno dei criteri di innovazione, e solo due li soddisfano tutti. In particolare:
– A. fumigatus è il patogeno più “targettato”,
– pochissimi candidati in studio contro C. neoformans,
– nessun farmaco in sperimentazione clinica contro meningite criptococcica.
Ancora più preoccupante è la situazione preclinica: solo 22 programmi in sviluppo nel mondo, con la maggior parte in Nord e Sud America. La pipeline pediatrica è quasi assente.

Le raccomandazioni dell’OMS
Il rapporto OMS evidenzia forti barriere scientifiche ed economiche: i funghi sono eucarioti, con target simili a quelli umani, rendendo difficile sviluppare farmaci selettivi. Inoltre, il mercato limitato e il basso ritorno economico scoraggiano l’industria.

L’OMS esorta quindi a:
– potenziare il finanziamento pubblico e i partenariati per lo sviluppo (PDP),
– migliorare la sorveglianza globale delle resistenze,
– promuovere formulazioni pediatriche e diagnostica rapida,
– incentivare la ricerca traslazionale su nuovi meccanismi d’azione.

01 Aprile 2025

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