Lo studio Cergas sui costi dell’autosufficienza del sistema sangue. Grazzini: “Ecco perché quei conti non tornano”

Lo studio Cergas sui costi dell’autosufficienza del sistema sangue. Grazzini: “Ecco perché quei conti non tornano”

Lo studio Cergas sui costi dell’autosufficienza del sistema sangue. Grazzini: “Ecco perché quei conti non tornano”
Molti aspetti e passaggi tecnicamente inesatti. Da evidenziare, poi, che a commissionare lo studio sono state le aziende del gruppo emoderivati di Farmindustria, ovviamente ad eccezione di quella che fino ad oggi detiene l’esclusiva della lavorazione del plasma prodotto dal sistema trasfusionale italiano

Gentile Direttore,
le propongo una sintetica riflessione in merito all’articolo da voi pubblicato ieri dal titolo “Sangue. Cergas: ‘autosufficienza totale porterebbe a costi maggiori tra i 164 e i 376 mln l’anno’”.
Lo studio del Cergas si è addentrato con apprezzabile competenza e coraggio in un ambito molto complesso e altamente specialistico, con dati ufficiali sulla “materia prima” plasma necessariamente generali e informazioni ufficiali di ordine economico gioco-forza relativamente limitate.
 
Tali difficoltà sono state certamente all’origine di non pochi aspetti o passaggi tecnicamente inesatti, come tali rilevabili nel testo da parte di un lettore esperto. Benché tali elementi tendano ad indebolire la complessiva attendibilità del lavoro – si evidenzia, ad una lettura esperta – essi riguardano sostanzialmente gli aspetti descrittivi “di contorno”, molti dei quali potevano essere tranquillamente omessi – rendendo anche più leggibile il testo – in ragione del messaggio che, “alla fine della fiera”, si intendeva dare, ovvero: “attenzione! perseguire la totale autosufficienza di medicinali plasmaderivati con la raccolta del plasma nazionale costa troppo, l’acquisto sul mercato è molto più conveniente!”. 
 
La prima cosa che vorrei evidenziare è che chi ha sentito il bisogno di commissionare questo studio (con un grant incondizionato) sono state le aziende farmaceutiche del gruppo emoderivati di Farmindustria, ovviamente ad eccezione di quella che fino ad oggi detiene, seppure ancora per poco tempo, l’esclusiva della lavorazione del plasma prodotto dal sistema trasfusionale italiano.
 
Il sistema pubblico coordinato dal Ministero della salute e dal Centro nazionale sangue, di cui fanno parte i Centri regionali sangue, i servizi trasfusionali, i professionisti della medicina trasfusionale e, non ultime, le associazioni e federazioni dei donatori di sangue, non ha sentito questo bisogno semplicemente perché da vari anni si è già consapevolmente e responsabilmente posto il problema della sostenibilità della produzione di medicinali plasmaderivati da plasma “pubblico” e si è attivato in un’ottica non solo economicistica, ma nella visione multidimensionale in cui un sistema così complesso deve essere approfonditamente analizzato, considerandone quindi tutti gli aspetti, inclusi quelli di ordine etico, quelli inerenti all’insostituibile capitale sociale rappresentato da 1 milione e settecentomila donatori volontari, quelli inerenti all’utilizzo clinico appropriato dei prodotti del sangue e, non ultimo, quelli che riguardano molto da vicino l’efficienza, l’efficacia, la qualità e la sicurezza del sistema.
 
Senza entrare nel merito, per necessaria sintesi, degli obiettivi strategici posti dalle normative europee e nazionali in tema di autosufficienza del sangue dei suoi prodotti, né, in particolare, dei molteplici progetti e azioni sviluppati in materia di produzione di plasma e medicinali plasmaderivati, desidero solo ricordare ciò che il sistema sangue italiano ha prodotto in termini di pubblicazioni, a testimonianza di un impegno collettivo, responsabile e organizzato, che pochi settori della sanità pubblica credo possano vantare.
 
Al di là, pertanto, degli annunci sensazionalistici, ci permettiamo di invitare i politici, i decisori, i colleghi, i donatori di sangue e tutti i lettori attenti all’equilibrio dialettico e al reale interesse del cittadino assistito, anche, sia ben chiaro, in termini di corretta ed etica allocazione delle risorse, a prendere visione del Rapporto ISTISAN 12-53 (http://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/rapporto_istisan_12-53_0_0.pdf) e dello Special Issue della Rivista internazionale Blood Transfusion, Supplemento 4-2013 (http://www.bloodtransfusion.it/Rivista.aspx?id=87).
 
Nell’ambito di quest’ultimo, abbiamo pubblicato, in collaborazione con autorevoli economisti, crediamo in modo scientificamente e tecnicamente ben circostanziato, la nostra visione della sostenibilità del sistema plasma-plasmaderivati italiano, sulla base della quale molto serenamente invitiamo il Cergas a “rifare i conti”.
 
Giuliano Grazzini
Direttore Centro Nazionale Sangue
Istituto Superiore di Sanità

Giuliano Grazzini

21 Febbraio 2014

© Riproduzione riservata

Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni
Dipendenze. Nei SerD mancano quasi 2mila professionisti, la proposta del Rapporto Oised: Case di Comunità come portale di prevenzione e primo trattamento. Risparmi fino a 222 milioni

Nei Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) italiani mancano 1.976 professionisti rispetto agli standard organizzativi previsti per l'assistenza territoriale. Una carenza che si accompagna a un secondo divario: i servizi...

Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché
Stati Uniti. Alle elezioni di Midterm i democratici conquistano Camera e Senato. E la sanità di Trump e Kennedy esce sconfitta: ecco perché

Trump ha perso. I democratici hanno ripreso Camera e Senato, e il presidente degli Stati Uniti entra negli ultimi due anni di mandato da ‘anatra zoppa’. Ma il voto di...

Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”
Obesità. Efpia: “La politica non pensi solo alla prevenzione. Investire e allinearsi alla scienza”

“La questione non è più se l'obesità meriti un trattamento. La questione è se i nostri sistemi sanitari siano pronti ad allineare le politiche alla scienza”. Se lo chiedono Paulina...

Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi
Clima e salute. Oms: sei interventi potrebbero salvare 1,6 milioni di vite ogni anno e generare benefici economici per migliaia di miliardi

Sistemi di allerta per i rischi sanitari legati al caldo, servizi di acqua potabile resilienti ai cambiamenti climatici, servizi igienico-sanitari di base, strutture per l’igiene e il lavaggio delle mani,...