Malattie non trasmissibili. Le indicazioni dell’Oms Europa su come ridurle nelle carceri

Malattie non trasmissibili. Le indicazioni dell’Oms Europa su come ridurle nelle carceri

Malattie non trasmissibili. Le indicazioni dell’Oms Europa su come ridurle nelle carceri
Più di 1,5 milioni di persone sono detenute in tutta la Regione europea e la loro salute è più fragile rispetto alle altre persone. Per diversi decenni, l'Oms si è concentrata sui 4 fattori di rischio di Mnt più significativi nei luoghi di detenzione: uso di tabacco e alcol, bassi livelli di attività fisica e diete squilibrate. Ma questo rapporto dell'Oms condivide una visione rinnovata che include l'inquinamento ambientale e i fattori sanitari sistemici come cause di preoccupazione. LO STUDIO.

Le malattie non trasmissibili (Mnt) sono tra le maggiori minacce per la salute delle persone che vivono nelle carceri, ma le politiche per affrontare questo grave problema sono ancora insufficienti. Il nuovo rapporto dell’Oms “Addressing the Ncd burden in prisons in the WHO European Region: interventions and policy options” condivide nuovi dati e delinea un approccio aggiornato per ridurre questi rischi e apportare benefici a tutti gli Stati membri.

Le MNT nelle carceri: necessità di priorità e investimenti
Più di 1,5 milioni di persone sono detenute in tutta la Regione europea e la loro salute è più fragile di quella delle persone nelle comunità esterne. “Le malattie non trasmissibili causano il 71% dei decessi a livello globale e rappresentano una sfida per i sistemi sanitari. Tuttavia, le Mnt sono scarsamente riconosciute come un importante problema sanitario nelle carceri, dove l’attenzione principale è stata tradizionalmente rivolta alla prevenzione delle malattie infettive e delle lesioni”, ha dichiarato Hans Henri P. Kluge, Direttore regionale dell’OMS per l’Europa.

“Il sottoinvestimento nelle Mnt che si riscontra nella società in generale è amplificato nelle carceri, dove le Mnt non sono ancora considerate una priorità”. A livello globale, si stima che ogni anno circa 30 milioni di persone, la maggior parte delle quali vive una situazione di svantaggio multiplo, si spostino tra le carceri e le comunità. Per alcune persone nella Regione, il carcere è un luogo in cui hanno accesso ai servizi sanitari per la prima volta nella loro vita.

Secondo la nuova pubblicazione dell’Oms, le politiche sulle Mnt nelle carceri dovrebbero concentrarsi su un maggior numero di fattori di salute rispetto al passato, allinearsi agli approcci raccomandati dall’Oms e tenere conto delle specificità del contesto carcerario sia nella progettazione che nell’attuazione degli interventi e delle politiche.

Malattie cardiovascolari e respiratorie, tumori e salute mentale nelle strutture di detenzione: i fatti principali
Il rapporto dell’Oms riassume i dati di una recente ricerca sulle disuguaglianze delle Mnt nelle persone che vivono in carcere.
– La prevalenza di malattie cardiovascolari nelle persone di età superiore ai 50 anni che vivono nelle carceri in Europa è oltre 3 volte superiore a quella della popolazione generale.
– Le probabilità di avere una patologia respiratoria, tra cui l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva, sono da 3 a 6 volte più alte tra le persone in carcere rispetto alle comunità esterne.
– Rispetto alla popolazione generale, i detenuti hanno tassi di malattie psicotiche e depressione maggiore da 2 a 4 volte superiori e tassi di disturbo antisociale di personalità 10 volte superiori.
– I dati provenienti dal Canada e dagli Stati Uniti d’America mostrano che alle persone detenute viene diagnosticato il cancro al collo dell’utero a tassi 4-5 volte superiori e che il rischio di morire di cancro è 1,4-1,6 volte più alto rispetto alle persone nelle comunità esterne.
– Le Ncd esistenti pongono le persone infettate con il Sars-CoV-2 a un rischio più elevato di Covid grave o di morte.

Un nuovo approccio per ridurre i rischi di Mnt nelle carceri
Per diversi decenni, l’Oms si è concentrata sui 4 fattori di rischio di Mnt più significativi nei luoghi di detenzione: uso di tabacco e alcol, bassi livelli di attività fisica e diete squilibrate. Ma questo rapporto dell’Oms condivide una visione rinnovata che include l’inquinamento ambientale e i fattori sanitari sistemici come cause di preoccupazione.

“Nelle carceri, molti fattori di rischio per le Mnt si sovrappongono e hanno un effetto negativo cumulativo sulla salute”, ha spiegato Carina Ferreira-Borges, responsabile del programma Alcol, droghe illecite e salute nelle carceri dell’Oms/Europa. “Per esempio, si stima che i rischi ambientali siano responsabili di quasi un quarto dei decessi e che l’accesso limitato all’assistenza sanitaria possa lasciare incontrollate molte condizioni di base, come l’ipertensione e il diabete”.

Il rapporto dell’Oms sottolinea la necessità di disporre di dati più completi che le strutture di detenzione possano raccogliere e condividere tra loro per migliorare le politiche. Per costruire le relative capacità tra il personale sanitario delle carceri, l’Ufficio europeo dell’Oms per la prevenzione e il controllo delle Mnt ha annunciato un corso di formazione speciale intitolato “Innovation in Ncd policy and action: a course for prison health-care workers”. L’Oms invita tutti gli Stati membri a partecipare.

13 Maggio 2022

© Riproduzione riservata

Infezioni respiratorie. Salgono ancora i nuovi casi, sono stati 503 mila nell’ultima settimana
Infezioni respiratorie. Salgono ancora i nuovi casi, sono stati 503 mila nell’ultima settimana

L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 16 al 23 novembre, è stata pari a 8,96 casi per 1.000 assistiti (vs 7,91 nel bollettino precedente), in...

Alcol. Consumo a rischio per 8 mln di italiani, restano criticità per giovani, donne e anziani. La Relazione 2024 del Ministero della Salute al Parlamento
Alcol. Consumo a rischio per 8 mln di italiani, restano criticità per giovani, donne e anziani. La Relazione 2024 del Ministero della Salute al Parlamento

Il consumo di alcol in Italia nel 2023 si conferma un problema di salute pubblica, con 8 milioni di consumatori a rischio, di cui 5,5 milioni di uomini e 2,5...

C’erano una volta i buoni esempi sanità
C’erano una volta i buoni esempi sanità

C’era una volta l’Emilia-Romagna a dare il buon esempio con una sanità dignitosa, una solidarietà che non aveva uguali verso i più deboli di ovunque fossero e con il costante...

Migliorano screening e territorio, ma tempi di attesa per interventi e Pronto soccorso restano critici. Ecco le performance di Asl e Ospedali
Migliorano screening e territorio, ma tempi di attesa per interventi e Pronto soccorso restano critici. Ecco le performance di Asl e Ospedali

Dalle Asl, che mostrano un significativo recupero soprattutto negli screening oncologici e nei servizi territoriali, alle Aziende ospedaliere, dove invece permangono criticità importanti sui tempi di attesa e nei Pronto...