Medicina generale. Per l’84% dei medici di famiglia vantaggi da integrazione fra professionisti

Medicina generale. Per l’84% dei medici di famiglia vantaggi da integrazione fra professionisti

Medicina generale. Per l’84% dei medici di famiglia vantaggi da integrazione fra professionisti
E' quanto emerso dall'indagine annuale del centro studi Fimmg, presentata in occasione del 70° Congresso nazionale in corso a Santa Margherita di Pula. Per i medici di famiglia la condivisione della cartella clinica via web è la migliore soluzione per comunicare.

Il lavoro in squadra dei Mmg, la loro integrazione con gli specialisti e la collaborazione con altre figure professionali è considerata dagli stessi medici di medicina generale un’opportunità di crescita professionale che produce benefici per il paziente. Per l’84,3% dei mmg i vantaggi dell’integrazione sono “molti” o “abbastanza”. Il 46% ritiene, però, che in mancanza di un’organizzazione adeguata ci possa essere il rischio di confusione tra ruoli e responsabilità. E’ quanto emerge dall’indagine annuale del Centro Studi Fimmg, presentata in occasione del 70° Congresso nazionale in corso a Santa Margherita di Pula. Lo studio è stato realizzato attraverso interviste via web su un campione di oltre mille medici, rappresentativo di un universo di circa 50mila mmg.
 
Sul fronte della comunicazione tra medici per definire diagnosi o percorsi terapeutici del paziente, la condivisione della cartella clinica per via telematica viene indicata come la soluzione idealmente più efficace, a minor consumo di risorse, anche se finora meno utilizzata. Gli strumenti più diffusi rimangono l'impegnativa e i documenti portati dal paziente, anche se quasi la metà dei medici di famiglia li considerano spesso inefficaci perché vengono dimenticati dai pazienti o perché questi ultimi non sanno riferire la terapia e gli esiti degli accertamenti
La difficoltà a trovare sedi per costituire forme aggregative è considerata l’ostacolo principale per realizzare a pieno un’integrazione tra mmg, mentre la scarsa comunicazione sui reciproci interventi rappresenta lo scoglio più grande per quella tra medici di famiglia e di continuità assistenziale.
 
“Dall’indagine emerge una forte consapevolezza da parte della categoria rispetto all'opportunità offerta dai meccanismi di integrazione professionale e nell'individuare la condivisione telematica della scheda sanitaria dell'assistito con gli specialisti come la migliore potenzialità comunicativa a nostra disposizione – ha commentato il responsabile del Centro Studi Fimmg, Paolo Misericordia –.  I medici di medicina generale sono concordi nell’affermare che solo integrando il lavoro tra di loro e con gli specialisti, e collaborando con altre figure professionali, si può sperare di raggiungere migliori risultati nella cura dei pazienti, nella riduzione delle complicanze e degli eventi avversi e contenere i costi finali. Il modello del 'lavorare da solo'non può più reggere e sicuramente non reggerà nel prossimo futuro ed è e sarà indispensabile passare al modello integrato del lavoro in team”.

10 Ottobre 2014

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