Morbillo. L’Europa non è al sicuro. E l’Italia è tra i paesi più colpiti. I nuovi dati dell’Ecdc

Morbillo. L’Europa non è al sicuro. E l’Italia è tra i paesi più colpiti. I nuovi dati dell’Ecdc

Morbillo. L’Europa non è al sicuro. E l’Italia è tra i paesi più colpiti. I nuovi dati dell’Ecdc

Il report mensile dell'Ecdc fotografa una situazione preoccupante: 6.037 casi in dodici mesi nell'Ue/See, trasmissione prevalentemente locale e copertura vaccinale ancora lontana dal 95% raccomandato. A gennaio 2026 l’Italia è il paese con più casi nel mese.

L’Europa non ha ancora archiviato l’emergenza morbillo. L’ultimo report mensile dell’Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) restituisce un quadro che dovrebbe preoccupare le autorità sanitarie nazionali, Italia compresa: nel solo mese di gennaio 2026, il nostro paese ha registrato 84 casi, il numero più alto in assoluto tra i 28 paesi che hanno trasmesso dati all’agenzia europea. Seguono Spagna (48), Francia (12), Romania (9) e Belgio (7), per un totale di 173 casi nel mese. Sedici paesi non hanno segnalato alcun caso.

Dodici mesi, oltre seimila casi

Il dato mensile si inserisce in un quadro annuale che lascia poco spazio all’ottimismo. Tra il 1° febbraio 2025 e il 31 gennaio 2026, i trenta Stati membri Ue/See hanno complessivamente notificato 6.037 casi di morbillo, di cui 4.866 — l’80,6% — confermati in laboratorio. Solo quattro paesi (Lussemburgo, Malta, Finlandia e Liechtenstein) non hanno segnalato alcun caso nell’intero periodo.

La Romania domina la classifica con 2.839 casi, pari al 47% del totale europeo, seguita da Francia (821, 13,6%), Italia (538, 8,9%), Paesi Bassi (504, 8,3%) e Spagna (390, 6,5%). In termini di tasso di notifica per milione di abitanti — l’indicatore che misura l’intensità della circolazione virale rispetto alla popolazione — la media Ue/See si attesta a 13,3 casi per milione, ma Romania (148,9), Belgio (30,4), Paesi Bassi (28,1) e Cipro (23,8) la superano significativamente.

Il virus circola soprattutto in casa

Un dato merita particolare attenzione: la trasmissione è prevalentemente locale. Dei 6.037 casi, solo 489 (8,1%) sono classificati come importati — ovvero contratti fuori dal paese di segnalazione. Altri 210 (3,5%) sono legati a casi importati ma acquisiti localmente. La quota più rilevante, 1.927 casi (31,9%), è di trasmissione locale accertata, mentre per 3.411 casi (56,5%) lo stato di importazione resta ignoto. In undici paesi almeno la metà dei casi era importata o correlata a importazioni, ma nel complesso il morbillo nell’Ue/See si diffonde principalmente per trasmissione comunitaria interna. Il che significa che il problema non è il viaggiatore che porta il virus dall’estero: è la circolazione virale già presente sul territorio.

I più vulnerabili: neonati e bambini piccoli

Sul piano demografico, i dati confermano una distribuzione bimodale. Il 37,3% dei casi (2.250) riguarda bambini sotto i cinque anni, ma una quota quasi equivalente — il 37,8%, pari a 2.282 casi — interessa persone di 15 anni o più. I tassi di notifica più elevati si registrano tra i neonati sotto l’anno di età (185,5 casi per milione) e i bambini tra 1 e 4 anni (94,6 per milione). I lattanti sono i soggetti più esposti alle complicanze gravi, e la loro protezione dipende quasi interamente dall’immunità di gregge: nella maggior parte dei paesi Ue/See la prima dose di vaccino viene somministrata dopo i 12 mesi, lasciando i bambini più piccoli scoperti per definizione.

Il nodo della vaccinazione: troppi non protetti

Il dato più critico dell’intero report riguarda lo stato vaccinale dei contagiati. Dei 5.736 individui con età e stato vaccinale noti, ben 4.455 — il 77,7% — non erano vaccinati. L’11,1% aveva ricevuto una sola dose, il 9% due o più dosi. Nel gruppo 1-4 anni, fascia target della prima dose in quasi tutti i paesi europei, il 70,3% dei contagiati non era vaccinato.

La ragione di fondo è nota e non risolta: la copertura vaccinale in Europa resta ampiamente al di sotto della soglia del 95% per due dosi raccomandata dall’Oms per garantire l’immunità di gregge. Le ultime stime Oms-Unicef per il 2024 mostrano che solo quattro paesi Ue/See — Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo — hanno raggiunto quella soglia per entrambe le dosi. Tutti gli altri, Italia inclusa, restano sotto.

Un obiettivo ancora lontano

L’eliminazione del morbillo in Europa era un obiettivo fissato dall’Oms per il 2020, poi rinviato. I dati del 2025-2026 dimostrano che è ancora lontano. L’Ecdc è esplicito nelle conclusioni: per raggiungerlo, i paesi devono migliorare stabilmente la copertura della vaccinazione infantile di routine e colmare le lacune immunitarie accumulate tra adolescenti e adulti che in passato hanno mancato le opportunità di vaccinazione. Un’agenda che, per l’Italia — ottava per tasso di notifica e prima per casi assoluti a gennaio 2026 — non è più rinviabile.

11 Marzo 2026

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