“Motivazione al lavoro” nella PA. Per i lavoratori con neoplasie può costituire un ausilio terapeutico

“Motivazione al lavoro” nella PA. Per i lavoratori con neoplasie può costituire un ausilio terapeutico

“Motivazione al lavoro” nella PA. Per i lavoratori con neoplasie può costituire un ausilio terapeutico
La motivazione al lavoro è stato sempre ritenuto un importante elemento nella gestione e prevenzione dei rischi in medicina del lavoro. In un’analisi dei fattori motivanti che sottendono la soddisfazione nel lavoro, soprattutto nel pubblico impiego, emergono tre bisogni: quello di apprezzamento, quello di autorealizzazione e, per ultimo, il bisogno di ricompensa economica. Si tratta di un approccio da perseguire anche attraverso eventuali integrazioni delle linee guida

Ad un anno dalla Circolare 981/2018 del Ministero dell’Economia e Finanze “Integrazione delle linee guida di cui alla circolare 972/2015 in temi di accertamenti medico-legali di idoneità al servizio da parte della Commissione Medica di Verifica” in cui il parametro valutativo di riferimento all’attività lavorativa specifica, Claudio Prestigiacomo, Presidente Commissione Medica verifica MEF Roma, in occasione del recente evento di Paestum organizzato dall’Associazione Nazionale di Medicina Legale per la Pubblica Amministrazione, ha introdotto l’innovativo concetto di “Motivazione al lavoro” per i lavoratori affetti da neoplasia in trattamento e/o fallow-up per i quali un’attività amministrativa non gravosa può costituire anche un ausilio terapeutico.
 
La motivazione al lavoro è stato sempre ritenuto un importante elemento nella gestione e prevenzione dei rischi in medicina del lavoro. In un’analisi dei fattori motivanti che sottendono la soddisfazione nel lavoro, soprattutto nel pubblico impiego, emergono tre bisogni: quello di apprezzamento, quello di autorealizzazione e, per ultimo, il bisogno di ricompensa economica.
 
“L’idoneità, alla luce della normativa citata è la somma delle capacità che permettono ad un individuo, con sufficiente validità, di soddisfare un determinato requisito – ha spiegato Prestigiacomo -. L’idoneità lavorativa è quindi rappresentata dall’insieme delle capacità allo svolgimento di una determinata vita lavorativa e delle specifiche mansioni ad essa connesse (senza rischi concreti per la salute del lavoratore e dell’ambiente di lavoro cioè i colleghi di lavoro e l’utenza). Ove venga meno la completa idoneità si prenderanno in considerazione:
1) mantenimento del profilo professionale con esclusione di alcune mansioni;
2) utile reinpiego in profili professionali equivalenti o, eventualmente, anche in profili con mansioni inferiori;
3) inidoneità assoluta al servizio quale dipendente della Pubblica Amministrazione".
 
"La CMV – prosegue Prestigiacomo – non ha il compito di individuare quali siano le mansioni praticabili dal dipendente, bensì dovrà precisare quali siano le mansioni controindicate e cioè pregiudizievoli, in quanto incompatibili con la residua efficienza psico-fisica o comunque foriere di probabile aggravamento della infermità causa della riscontrata inidoneità relativa. Tenendo presente che il giudizio di temporanea non idoneità assoluta va formulato:
1) In presenza di una fase di acuzie e/o di ripresa della patologia neoplasica o anche in fase di accertamento e approfondimento diagnostico che controindichi l’espletamento del servizio;
2) Una documentata fase di evoluzione migliorativa o riabilitativa tale da far ritenere prevedibile il recupero della capacità lavorativa nello stesso o in altro profilo professionale, nella consapevolezza che non si superi il periodo massimo di comporto, si ricorrerà alla motivazione da lavoro, tenendo comunque presente l’età anagrafica.
 
Ad esempio per un medico potranno essere precluse attività di reparto, di turni di guardia, di sala operatoria, indicando magari la compatibilità con mansioni in ambito ambulatoriale”.
 
Si tratta indubbiamente di un approccio da perseguire anche attraverso eventuali integrazioni delle linee guida in materia: il lavoratore soddisfatto si identifica con i fini dell’organizzazione ove opera e la sua produttività migliora. Indici significativi della motivazione al lavoro nel pubblico impiego sono l’assenteismo, l’avvicendamento, il basso rendimento, che costituiscono indici di deterioramento della situazione psicologica del dipendente di fronte al lavoro (disaffezione al lavoro). Spesso la disaffezione è provocata da incapacità o scarsa volontà politica di adeguare le condizioni di lavoroalle accresciute esigenze derivanti dall’aumentodel livello culturale e di critica del pubblico dipendente.

 


Domenico Della Porta
Docente di Medicina del Lavoro Uninettuno Roma



Specialista in Psicotecnica

Domenico Della Porta

22 Giugno 2019

© Riproduzione riservata

World’s Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester. Il primo italiano è il Policlinico Gemelli di Roma al 33° posto. Ecco la nuova classifica di Newsweek
World’s Best Hospitals 2026. Il miglior ospedale del mondo si conferma la Mayo Clinic di Rochester. Il primo italiano è il Policlinico Gemelli di Roma al 33° posto. Ecco la nuova classifica di Newsweek

È stata pubblicata la nuova classifica mondiale World’s Best Hospitals 2026, realizzata da Newsweek in collaborazione con Statista, che individua i 250 ospedali più importanti del pianeta. La graduatoria tiene...

La svolta digitale nei pagamenti: più trasparenza e qualità
La svolta digitale nei pagamenti: più trasparenza e qualità

Tra piattaforme informatiche, DRG e LEA, il Servizio sanitario evolve verso modelli più trasparenti e orientati alla qualità. Uno dei temi più interessanti riguarda come cambieranno le remunerazioni in relazione...

Corte dei conti: “Ssn sotto pressione, divari territoriali e nodi strutturali ancora irrisolti”
Corte dei conti: “Ssn sotto pressione, divari territoriali e nodi strutturali ancora irrisolti”

Nella Relazione presentata all’inaugurazione dell’anno giudiziario, la Procura generale della Corte dei conti conferma le criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale. Si tratta di temi che affondano le radici nel...

Aumentare dell’11% gli studi clinici in UE vale 35mila pazienti curati e 3 mln di giorni di malattia prevenuti all’anno
Aumentare dell’11% gli studi clinici in UE vale 35mila pazienti curati e 3 mln di giorni di malattia prevenuti all’anno

Oltre 35mila europei potranno trarre beneficio dall’accesso a trattamenti medici innovativi (e potenzialmente salvavita) se l’Unione Europea riuscirà ad aumentare dell’11% studi e trial clinici all’interno del proprio territorio, percentuale...