Ogm. Pronto il nuovo Piano nazionale 2015-2018 per il controllo negli alimenti

Ogm. Pronto il nuovo Piano nazionale 2015-2018 per il controllo negli alimenti

Ogm. Pronto il nuovo Piano nazionale 2015-2018 per il controllo negli alimenti
Scopo del Piano è quello di facilitare la programmazione e di uniformare le attività svolte sul territorio dalle Autorità sanitarie. Nel documento sono state individuate le principali matrici, gli alimenti da sottoporre al controllo e i criteri da adottare da parte degli USMAF, nonché quelli cui ogni Regione deve conformarsi per l’adozione di un proprio Piano regionale di controllo. IL PIANO

Il Piano nazionale di controllo ufficiale sulla presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) negli alimenti rappresenta la realizzazione di una pianificazione unitaria e armonizzata dei controlli per questo specifico settore sia sul territorio che all’importazione. Scopo del piano nazionale, elaborato mdal Ministero della Salute, è quello di facilitare la programmazione e di uniformare le attività svolte sul territorio dalle Autorità sanitarie regionali e provinciali e all’importazione. Nel nuovo Piano 2015-2018 sono state individuate le principali matrici, gli alimenti da sottoporre al controllo e i criteri da adottare da parte degli USMAF, nonché quelli cui ogni Regione deve conformarsi per l’adozione di un proprio Piano regionale di controllo ufficiale. Sono indicate, inoltre, le modalità di trasmissione dei dati, per garantire il corretto flusso delle informazioni sui controlli effettuati dalle Autorità sanitarie in ogni Regione/Provincia.

Gli obiettivi che costituiscono la base del piano di controllo nazionale sono:
– Programmare e coordinare, attraverso criteri uniformi, le attività mirate alla verifica della conformità degli alimenti ai requisiti di autorizzazione ed etichettatura richiesti dalla normativa comunitaria e nazionale in materia di OGM.
– Garantire il flusso di informazioni dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano alle Autorità centrali e conseguentemente alla Commissione europea.
– Fornire a tutti i soggetti coinvolti una visione complessiva dei risultati regionali e nazionali, importante per le successive programmazioni.
 
Come dicevamo, ogni Regione deve elaborare, in ottemperanza al Piano nazionale, un Piano regionale di controllo ufficiale sulla presenza degli OGM negli alimenti ed individuare, inoltre, un referente ai fini del coordinamento regionale/provinciale del Piano stesso.
Il Piano regionale deve contenere le seguenti informazioni:
– organizzazione delle ispezioni;
– indicazione dei laboratori (II.ZZ.SS, ARPA, AA.SS.LL., ecc.) deputati al controllo ufficiale e relativi referenti;
– indicazione del numero di campioni assegnato, in base alle realtà produttive locali, ad ogni provincia/ASL e della tipologia di alimenti da sottoporre al controllo ufficiale;
– criteri seguiti per la ripartizione del numero dei campioni e della tipologia dei prodotti alimentari da sottoporre al controllo;
– indicazioni sulle modalità di campionamento adottate.

La verifica dell’adempimento alle prescrizioni della normativa vigente in materia di OGM dovrà realizzarsi mediante controlli effettuati su tutto il territorio nazionale e all’importazione.
Le ispezioni comprendono:
a) I controlli documentali consistono nella verifica della conformità alla normativa vigente della documentazione relativa alle materie prime, ai prodotti e alle procedure adottate per evitare la presenza di OGM.
b) I controlli d’identità consistono nella verifica, mediante ispezione visiva, della concordanza tra i certificati e altri documenti di accompagnamento della partita e la partita stessa.
c) I controlli materiali devono comprendere anche la verifica dell’applicazione delle procedure di cui alla lettera a).
Si spiega quindi che i controlli dovranno essere effettuati attraverso ispezioni e campionamenti, in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti, compresa l’importazione.

Le analisi sui campioni prelevati dovranno essere effettuate dalle ARPA, dagli IIZZSS, dai laboratori delle ASL territorialmente competenti e dagli altri laboratori per il controllo ufficiale designati dalle Autorità competenti, nonché dall’ISS per quanto concerne le analisi di revisione. Nel caso di OGM non autorizzati nell’Unione Europea, la sola analisi qualitativa risulterà sufficiente, in quanto per loro non è prevista alcuna soglia di tolleranza.

17 Dicembre 2014

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