Omeopatia. La prescrive un medico di famiglia su cinque. Ma medici e farmacisti chiedono “posologia e indicazioni terapeutiche sulle confezioni”

Omeopatia. La prescrive un medico di famiglia su cinque. Ma medici e farmacisti chiedono “posologia e indicazioni terapeutiche sulle confezioni”

Omeopatia. La prescrive un medico di famiglia su cinque. Ma medici e farmacisti chiedono “posologia e indicazioni terapeutiche sulle confezioni”
Omeoimprese presenta i dati del sondaggio condotto su 300 tra medici, farmacisti e opinion leader della sanità. “Il 41% dei medici, il 37% dei farmacisti, il 28% degli opinion leader medico-scientifici non nutrono preconcetti nei riguardi dell’omeopatia” e “solo il 14% tra medici e farmacisti si rifiuterebbe di prescriverli”, spiega l’associazione che riunisce i produttori di farmaci omeopatici. L’omeopatia viene prescritta soprattutto per curare raffreddori, riniti e influenze (54%) e per problemi all’apparato respiratorio (33%).

In Italia, un medico di famiglia su cinque prescrive farmaci omeopatici. Ne apprezzano la naturalità (36%) e la complementarietà con l’allopatia (20%). Solo il 14% tra medici e farmacisti si rifiuterebbe di prescriverli. Sono alcuni dei dati emersi da EMG-Acqua per Omeoimprese, l’associazione delle aziende che in Italia producono e distribuiscono farmaci omeopatici. Il sondaggio è stato condotto su un campione di 300 esperti tra medici generici, farmacisti, docenti universitari in ambito medico e giornalisti che scrivono di sanità. Il 60% circa degli intervistati utilizzano gli omeopatici utilizza per curarsi ma chiede maggiore informazione su posologia e indicazioni terapeutiche, elemento che favorirebbe una maggiore conoscenza.

Il bilancio, comunque, per Omeoimprese è positivo. “Il 41% dei medici, il 37% dei farmacisti, il 28% degli opinion leader medico-scientifici non nutrono preconcetti o manifestano pregiudizi nei riguardi dell’omeopatia. Tutt’altro: il 44% fra medici e farmacisti ritiene particolarmente utili i medicinali omeopatici. E la quasi totalità degli intervistati (96%) non li trova dannosi”.
 
E ancora, “se i primi sostenitori dell’omeopatia sono i farmacisti italiani, sicuramente un punto di riferimento importante per i pazienti nel caso di lievi problemi di salute, anche i medici, i docenti universitari e i giornalisti scientifici dichiarano di apprezzare l’omeopatia per la sua efficacia (15%). Non raggiungono il 10% coloro i quali parlano di ‘effetto placebo’ in riferimento a questa categoria farmacologica e solo il 14% tra medici e farmacisti si rifiuterebbe di prescriverli”, spiega Omeoimprese.

I medici scelgono l’omeopatia soprattutto per curare raffreddori, riniti e influenze (54%), per problemi all’apparato respiratorio (33%), insonnia (27%), dolori articolari o muscolari (13%). Un trend confermato dai farmacisti.

In generale chi non consiglia o usa l’omeopatia pensa che una maggiore informazione sui farmaci, gli effetti, l’utilizzo, possano indurre ad una maggiore prescrizione. Il 60% degli opinion makers e del personale sanitario dichiara di essere abbastanza informato, ma vorrebbe più comunicazione sull’efficacia (45%), sui risultati di test scientifici e sperimentazioni (37%). Il 31% dei farmacisti si aspetta indicazioni più puntuali sull’utilizzo, il 28% vorrebbe spiegazioni sulla posologia.

“I risultati della ricerca – commenta il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga – sono buoni e forniscono al comparto e alle Istituzioni Sanitarie indicazioni preziose sul futuro di questa disciplina. L’omeopatia in Italia è apprezzata dai pazienti, così come dalla comunità scientifica. In Italia, tuttavia, troppo spesso se ne parla con pregiudizio soprattutto quando accadono – fortunatamente molto di rado – spiacevoli fatti di cronaca e la superficialità del nostro modello di comunicazione confonde il valore del farmaco e le modalità di utilizzo”.

“Il messaggio alle aziende e soprattutto alle Istituzioni sanitarie e al Ministro della Salute – prosegue Gorga – è molto chiaro: la strada da intraprendere è quella di un lavoro congiunto per regolamentare, anche in Italia, tutti quegli aspetti che ancora oggi risultano non definiti. Mi riferisco, ad esempio, al tema dell’inserimento del foglietto illustrativo con posologia nelle confezioni e una maggiore presenza del Ministero in una corretta e trasparente comunicazione”.

19 Giugno 2019

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