Oms-Unicef: “Nel mondo si muore ancora per mancanza di acqua pulita ed elettricità nei servizi sanitari. Ogni anno 8 milioni di morti”

Oms-Unicef: “Nel mondo si muore ancora per mancanza di acqua pulita ed elettricità nei servizi sanitari. Ogni anno 8 milioni di morti”

Oms-Unicef: “Nel mondo si muore ancora per mancanza di acqua pulita ed elettricità nei servizi sanitari. Ogni anno 8 milioni di morti”
Lo rileva un nuovo rapporto Oms-Unicef su “Acqua, servizi igienico-sanitari, igiene, rifiuti ed elettricità nelle strutture sanitarie” che sottolinea come basterebbero solo 60 centesimi di dollari a persona ogni anno nei paesi meno sviluppati per cambiare le cose ma attualmente solo il 12% di tutti i paesi dispone di oltre il 75% dei fondi necessari per raggiungere gli obiettivi di WASH nelle strutture sanitarie. IL RAPPORTO.

In tutto il mondo, milioni di vite potrebbero essere salvate evitando anche la perdita di ingentissime risorse economiche attraverso un intervento semplice e conveniente: servizi idrici, sanitari e igienici (in sigla WASH) nelle strutture sanitarie.

Un nuovo rapporto Oms-Unicef sottolinea infatti che i servizi Safe WASH consentono pratiche salvavita di prevenzione e controllo delle infezioni, frenano la diffusione della resistenza antimicrobica e aiutano a fornire a tutti servizi di assistenza sanitaria primaria di qualità. Tuttavia, sottolinea il rapporto, le azioni intraprese nei paesi sono insufficienti e circa 8 milioni di persone muoiono ogni anno in 137 paesi a basso e medio reddito a causa di un’assistenza sanitaria di scarsa qualità, che comporta la perdita di 6 trilioni di dollari dovuta a cattive condizioni di salute e mortalità prematura.

Interventi come il miglioramento della disponibilità di postazioni per l’igiene delle mani e dell’acqua potabile, la pulizia regolare, servizi igienici funzionanti e un regolare approvvigionamento idrico in loco possono aiutare notevolmente a migliorare i servizi sanitari, le prestazioni del personale e a rispettare la dignità degli utenti delle strutture sanitarie.

“Spesso ci viene data la scusa che i problemi di salute pubblica sono troppo costosi da risolvere, ma ora comprendiamo che fornire WASH ed energia di base alle strutture sanitarie è sia non negoziabile che conveniente”, ha affermato la dott.ssa Maria Neira, direttore dell’OMS per l’ambiente, Cambiamenti climatici e salute aggiungendo che “Non abbiamo scuse e il tempo stringe. L’infrastruttura di base è un prerequisito per la qualità dell’assistenza ed è essenziale per le pratiche salvavita”.

In media, i servizi WASH di base costano solo 60 centesimi di dollaro USA a persona ogni anno nei paesi meno sviluppati, o, in altri termini, solo il 6% dell’attuale spesa sanitaria annuale dei Paesi meno sviluppati. Con l’aumentare del rischio di future pandemie, cambiamenti climatici, insicurezza geopolitica e conflitti, gli investimenti sono più critici che mai. Tuttavia, sottolinea ancora il rapporto, attualmente solo il 12% di tutti i paesi dispone di oltre il 75% dei fondi necessari per raggiungere gli obiettivi di WASH nelle strutture sanitarie.

I servizi WASH, una corretta gestione dei rifiuti e la disponibilità di energia elettrica, inoltre, possono impattare positivamente sulla salute delle madri e dei bambini durante il parto. Basti pensare che la mancanza di servizi aumenta il rischio di infezione, in particolare di sepsi, che può essere mortale per bambini e madri e che più di 1 milione di donne e ragazze rispendendo a una indagine hanno sottolineato come i servizi WASH rappresentino la seconda necessità più importante per la salute riproduttiva e materna di qualità, dopo un’assistenza dignitosa e rispettosa.

“Gli ultimi dati rivelano che 5 milioni di bambini hanno perso la vita prima del loro quinto compleanno per cause prevenibili, la metà dei quali erano neonati”, ha affermato Cecilia Scharp, direttore dell’UNICEF per acqua, servizi igienico-sanitari e igiene e clima, energia, ambiente e DRR e che “Molte di queste morti sono prevenibili con una soluzione semplice come acqua e sapone sicuri. I servizi idrici e igienico-sanitari gestiti in modo sicuro dove nascono i bambini contribuiranno a salvare la vita di milioni di bambini e madri ogni anno”.

Circa il 43% delle morti neonatali si è verificato nell’Africa sub-sahariana, dove solo la metà delle strutture sanitarie dispone di una fonte d’acqua in loco. Inoltre, i progressi globali nella riduzione della mortalità materna si sono arrestati tra il 2016 e il 2020. Se il mondo continua su questa tendenza, mancherà l’obiettivo di sviluppo sostenibile per ridurre la mortalità materna prevenibile, con la perdita di più di 1 milione di vite entro il 2030.

Ma qualcosa fortunatamente sta cambiando e il rapporto mostra che oltre il 70% dei 73 paesi monitorati sta aggiornando e implementando la gestione dei rifiuti sanitari e gli standard WASH, anche con un focus sulla resilienza climatica. Ma resta comunque una percentuale ancora alta (circa 1 Paese su 5) che non mostra segni di miglioramento.

13 Giugno 2023

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