Patologie croniche. Più aumenta il loro numero più l’efficacia del sistema sanitario può fare la differenza. L’indagine Ocse

Patologie croniche. Più aumenta il loro numero più l’efficacia del sistema sanitario può fare la differenza. L’indagine Ocse

Patologie croniche. Più aumenta il loro numero più l’efficacia del sistema sanitario può fare la differenza. L’indagine Ocse
I primi dati dell'indagine riguardano oltre 60mila pazienti over 45 di 20 Paesi affetti da patologie croniche. L'80,5% di questi ha dichiarato di avere almeno una patologia cronica e il 50% ha più di una. Le persone con più patologie croniche hanno più probabilità di dichiarare di essere in salute nei Paesi in cui l'assistenza primaria è considerata di alta qualità. Nella gestione della propria patologia a domicilio pesa molto anche il livello di istruzione del paziente. L’INDAGINE

Con l’invecchiamento della popolazione mondiale, aumenta il numero di persone affette da patologie croniche. Il Patient-Reported Indicator Surveys (PaRIS) è un’indagine internazionale che concentra la sua attenzione sugli esiti della presa in carico dei pazienti provando a vedere i diversi sistemi di assistenza sanitaria attraverso i loro occhi. In particolare, l’indagine si è concentrata su come gli over 45 con condizioni croniche vivano la loro situazione e quale impatto questa ha sulle loro vite. La raccolta dei dati è in corso in 20 paesi. L’Ocse ha pubblicato una sintesi dei primi risultati breve ottenuti da oltre 60.000 pazienti e 1.200 ambulatori di assistenza di 15 Paesi.

Oltre il 75% delle persone coinvolte nell’indagine, in tutte le fasce d’età, giudica la propria salute come buona, molto buona o eccellente. Questa valutazione diminuisce con l’accumularsi di condizioni croniche, arrivando a una percentuale inferiore al 50% tra le persone con tre o più condizioni croniche. Lo schema è simile per uomini e donne.

L’80,5% dei pazienti che hanno partecipato all’indagine (di età pari o superiore ai 45 anni e che usufruiscono dell’assistenza primaria) ha dichiarato di avere almeno una patologia cronica e il 50% ha più di una. Un quarto vive con tre o più condizioni croniche.

Alcune patologie sono più frequenti tra gli uomini, quali l’ipertensione arteriosa e le patologie cardiovascolari e cardiache. Di contro, le donne hanno maggiori probabilità di soffrire di artrite, depressione e altri problemi legati alla salute mentale.

In alcuni paesi, le persone con più patologie croniche valutano il loro stato di salute migliore rispetto ad altri. Questo suggerisce quanto il sistema sanitario possa fare la differenza. Le persone con più patologie croniche hanno più probabilità di dichiarare di essere in salute nei Paesi in cui l’assistenza primaria è considerata di alta qualità.

Più condizioni croniche si gestiscono e più diventa alto il rischio potenziale di frammentazione de percorsi di cura. Il coordinamento e la continuità assistenziale sono quindi particolarmente importanti, e una buona condivisione delle informazioni – attraverso cartelle cliniche ben curate e accessibili a tutto il sistema sanitario – aiuta a coordinare le attività di cura e adattare l’assistenza alle esigenze dei pazienti.

Mentre gli operatori sanitari forniscono cure essenziali, gran parte della gestione quotidiana delle patologie croniche è affidata ai pazienti stessi. Una gestione efficace della propria patologia, dalla gestione dei farmaci all’organizzazione delle visite mediche, fino alla gestione della dieta e dell’attività fisica, avviene non nello studio del medico ma nella casa degli stessi pazienti. Mettere quindi le persone in condizione di gestire al meglio la propria salute diventa una componente vitale dell’assistenza sanitaria, soprattutto per chi vive in condizioni croniche.

La fiducia delle persone nella cura della propria salute e del proprio benessere tende a diminuire con l’aumentare del numero di patologie croniche da dover gestire. Inoltre, le persone con un livello di istruzione più basso riferiscono di avere meno fiducia nella gestione della propria salute. Complessivamente, il 61% delle persone con istruzione superiore si dichiara fiducioso sulla capacità di gestire la propria condizione di salute, rispetto al 54% di coloro che hanno un livello di istruzione inferiore. Un dato che si accentua con l’aumentare del numero delle condizioni croniche.

In tutti i contesti organizzativi, la fiducia dei pazienti nei loro medici è elevata: circa il 78% degli utenti rispondono “sicuramente” alla domanda se hanno fiducia nel proprio medico. Per quanto riguarda la fiducia nel sistema sanitario, la percentuale è però più bassa, variando tra il 60% e il 65%.

01 Febbraio 2024

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