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Per 8 italiani su 10 le farmacie sono riferimenti essenziali sul territorio, il 90% si fida del farmacista. Il report Censis-Federfarma
Non solo luogo per dispensare i farmaci, ma presidio sociosanitario: lo pensa il 76% degli italiani sulle farmacie. Positivo il risultato del Rapporto “La farmacia nella sanità di prossimità”: il 93% apprezza la dispensazione in farmacia di farmaci prima disponibili solo in ospedali o Asl perché riduce spostamenti e tempi di attesa. Vincente anche la farmacia dei servizi, ma gli italiani chiedono un ampliamento ulteriore. IL RAPPORTO
Per il 76% degli italiani la farmacia è non è solo un luogo fisico di distribuzione dei farmaci, ma un presidio sociosanitario integrato nel Servizio sanitario nazionale. Un luogo in cui il 91,3% dei cittadini ha molta o abbastanza fiducia nel proprio farmacista e, proprio per questo, il 71,9% si reca sempre nella stessa farmacia. Questi sono solo alcuni dei dati emersi dal Il Rapporto Censis-Federfarma “La farmacia nella sanità di prossimità””, realizzato da Censis con il supporto di Federfarma e presentato a Roma dal segretario generale Censis Giorgio De Rita e dalla ricercatrice Censis Chiara Ryan.
“Si tratta della seconda ricerca che facciamo con Censis e i risultati sono molto cambiati” ha spiegato a QS Marco Cossolo, presidente Federfarma. “La ricerca deve essere uno strumento di riflessione per tutti noi. L’evoluzione che sta facendo la farmacia è in stato di avanzamento anche se non ancora compiuta, ed è responsabilità di tutti completarla nell’interesse dei cittadini. Non farlo sarebbe un dispetto ai cittadini italiani che non possiamo permetterci”.
Farmacie come avamposto di prossimità per l’80% dei cittadini
In un contesto di grandi mutazioni per il Ssn, caratterizzato da una popolazione in continuo invecchiamento e da un moltiplicarsi delle cronicità, sono sempre più in aumento anche i pazienti in polifarmacoterapia, che rappresentano una sfida per la sostenibilità del Ssn e un’importante responsabilità per le farmacie, come avamposto della prossimità.
Per l’80,5% dei cittadini le farmacie sono punti di riferimento essenziali della sanità sul territorio in cui si risiede, e quasi la totalità (97,2%) la considera un servizio essenziale per le comunità. Sette italiani su 10 vanno in farmacia almeno una volta al mese, di cui il 21,7% almeno una volta a settimana. Il 90,5% afferma di seguire le indicazioni del farmacista e di fidarsi e il 64,5% conferma di chiedere direttamente al professionista consigli e raccomandazioni su piccoli disturbi.
Farmacia come soluzione agli ospedali oberati
Quasi 8 cittadini su 10 ritengono che la farmacia riduca la pressione dei pazienti su medici e ospedali. In particolare il 93% ritiene siano fondamentali per anziani e persone con mobilità ridotta nelle aree rurali.
Questo aspetto di collegamento tra pazienti ed ospedali viene rimarcato dal generale apprezzamento del trasferimento di alcuni farmaci dalla distribuzione diretta e per conto (DPC) di ospedali e Asl al canale convenzionato. Il 68,4% degli italiani dichiara di aver già approfittato del servizio e averne visto i vantaggi. Per il 93,8% fa risparmiare tempo ai pazienti, per il 93,7% riduce gli spostamenti, per il 93,0% riduce i tempi di attesa, per il 92,4% rende le procedure più agili, per il 90,7% avvicina la sanità ai cittadini. Inoltre, con un focus sulla cronicità, per il 90,0% semplifica la gestione delle cure e per l’89,4% facilita la continuità di rapporto tra pazienti cronici e farmacisti, arrivando anche a migliorare l’aderenza terapeutica.
Monitoraggio delle cronicità: servizio apprezzato ma da comunicare di più
Il 44,9% degli italiani, il 45,9% dei cronici, è a conoscenza della possibilità per le farmacie di offrire servizi per l’assistenza ai malati cronici tramite attività di screening e monitoraggio dell’aderenza alla terapia. Una percentuale da aumentare nel tempo, visto che il 96,2% degli italiani e il 97,3% dei malati cronici ritengono vitale in questa fase creare e potenziare servizi sul territorio facilmente accessibili per chi ha una malattia cronica. L’88,2% degli italiani è convinto che il supporto costante dei farmacisti consentirebbe ai pazienti di seguire con maggiore efficacia le terapie prescritte. Infine, l’89,7% degli italiani ritiene che l’allungamento del tempo di validità delle ricette faciliti la gestione delle terapie da parte dei malati cronici.
Farmacia dei servizi promossa a pieni voti
Supera la prova dell’apprezzamento dei cittadini anche la Farmacia dei servizi, ormai passata da sperimentazione a integrazione effettiva per la maggior parte delle 20 mila farmacie del servizio convenzionato. Il più apprezzato (94,4%) è il recapito a domicilio dei farmaci per persone fragili; ma anche il supporto sanitario primario ha successo: il 91,5% apprezza la misurazione della pressione, il 90,5% le prenotazioni di analisi e visite, l’89% i test per la misurazione di colesterolo, glicemia, emoglobina glicata, creatina, transaminasi, ematocrito, l’87,6% lo screening al colon retto, l’86,2% la telemedicina. Riconosciuti e ben valutati anche i vaccini “più vicini”: l’88,7% degli italiani apprezza la somministrazione dei vaccini antinfluenzali e anti- Covid, l’83,2% gli alti tipi di vaccini (es. HPV, pneumococco).
“Ora il Ddl Semplificazioni ha allargato le possibilità della Farmacia dei servizi e i decreti attuativi sono in arrivo – ha confermato Cossolo -. Questi servizi non vanno visti come un surplus a cui si accede in farmacia, ma in un percorso del paziente dove non sono un fine ma uno strumento. Il fine deve restare monitorare lo stato di salute del cittadino e del paziente cronico, mantenendolo lontano dall’aggravarsi. Questa è l’utilità dei servizi e della prevenzione”.
Gli aspetti da migliorare: più integrazione con le altre professioni e prevenzione
In questo procedimento c’è spazio per migliorare, secondo i cittadini italiani, che sembrano aver interiorizzato la necessità di una presa in carico di equipe per i pazienti che deve necessariamente comprendere il farmacista. L’89,7% si aspetta più collaborazione tra farmacisti, medici e altri professionisti della salute, l’89% l’ampliamento delle tipologie di farmaci oggi ancora distribuiti tramite ospedali o in Asl, l’88,2% il potenziamento delle attività di consulenza ai cittadini, l’85,2% più attività di prevenzione e in generale più servizi accessibili (84,3%).
“Stiamo lavorando su questo – ha concluso Cossolo – ci sono dei ragionamenti che vengono fatti con il governo sull’integrazione tra medici di medicina generale e farmacisti, e credo che quello che è successo in quest’anno abbia permesso di superare le legittime diffidenze. Abbiamo cominciato a parlare e sono convinto che i risultati si vedono già e si vedranno nel futuro”.
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