Scienziati europei. Salute in pericolo. Leggi più severe sugli alimenti. “Come per il fumo”

Scienziati europei. Salute in pericolo. Leggi più severe sugli alimenti. “Come per il fumo”

Scienziati europei. Salute in pericolo. Leggi più severe sugli alimenti. “Come per il fumo”
A chiederlo è l’European Heart Network (Ehn), perché "la disattenzione ad una corretta alimentazione sta diventando un’emergenza sanitaria". Proposta la riforma dell'intero business alimentare, dal commercio e alla pubblicità. Ma anche della politica agricola europea. Il Rapporto integrale dell'Ehn.

L’industria alimentare e della ristorazione dovrebbe ridurre il contenuto di grassi, zucchero e sale negli alimenti (da pane e altri prodotti da forno, piatti pronti e cereali per la colazione). Andrebbero poi eliminati i grassi prodotti industrialmente (trans-fats) negli alimenti commercializzati nell'Unione Europea. Ma per disincentivare l’assunzione di alimenti poco salutari, si potrebbero anche tassare prodotti e bevande, rendere disponibile acqua potabile fresca nelle scuole, nei luoghi di lavoro e altri luoghi pubblici, al tempo stesso eliminando o almeno riducendo la disponibilità di bevande zuccherate. E poi campagne di comunicazione per favorire migliori scelte alimentari e la creazione di opportunità di attività fisica, oltre a etichette più trasparenti e facili da comprendere.

Sono queste le raccomandazioni per migliorare le abitudini alimentari degli europei contenute nel Rapporto European Heart Network (Ehn), l’organizzazione che raggruppa a livello europeo le Fondazioni e le Associazioni nazionali per la salute del cuore, presentato ieri a Bruxelles per fare il punto sui rischi per la salute legati all’alimentazione. Le cifre, d’altra parte, parlano chiaro: il costo delle malattie cardiovascolari nell'UE è stato stimato nel 2008, pari a 192 miliardi di euro – una cifra maggiore addirittura del  budget di tutta l'Ue. Ogni giorno 12.000 cittadini europei muoiono prematuramente a causa di attacchi cardiaci, ictus e altre malattie cardiovascolari, e per molte di queste persone la morte poteva essere evitata. Un’emergenza che non è sconnessa alla sbagliata alimentazione. È infatti legato al “drammatico” aumento nella prevalenza di persone in sovrappeso, obesità, e legato a questo di casi di diabete di tipo 2, perché, spiega l’Ehn, queste patologie evolvono verso un aumento delle malattie cardiovascolari.
Il messaggio dell’Ehn è chiaro: “la prevenzione è fondamentale” perché la ricerca dimostra che anche piccoli cambiamenti dei  fattori di rischio (alimentazione non corretta, sedentarietà, abuso di alcool e fumo) possono apportare risultati significativi anche a  breve termine. E’ provato inoltre che l'impatto della prevenzione è maggiore se coinvolge tutta la popolazione e non solo i gruppi a rischio più elevato.
“Come è stato fatto per il tabacco, è necessario un approccio più forte  da parte dei governi europei per affrontare il problema", ha detto Mike Rayner, capo del gruppo di esperti per la nutrizione dell’Ehn e direttore del Gruppo di Ricerca e Promozione della Salute, presso l'Università di Oxford, della British Heart Foundation, nella sua relazione a Bruxelles,  rilevando "in particolare che  l'industria alimentare non è stata all’altezza delle sue responsabilità". Si evidenzia ovunque sugli scaffali dei negozi e sugli schermi televisivi la presenza di bevande zuccherate, e  di  alimenti confezionati  ad alto contenuto di sale, grassi saturi e zuccheri, e di prodotti con etichette poco chiare o con messaggi ingannevoli. "Questa è una sfida che i governi devono affrontare nel pubblico interesse", ha dichiarato Rayner.

Secondo Susanne Løgstrup, direttore dello European Heart Network, “stiamo assistendo ad un aumento del carico di malattia cardiovascolare e di un livellamento dei tassi di mortalità, con le tendenza che erano in decrescita  in precedenza e si sono ora invertite. Le malattie cardiovascolari sono causa non solo della morte prematura e responsabili per quasi la metà dei decessi ogni anno (48% o più di 4,3 milioni in Europa), ma sono anche causa di disabilità cronica su larga scala in tutta Europa. I cittadini a più basso censo sono quelli maggiormente colpiti e i paesi più poveri la salute sta peggiorando ".

Dal Rapporto dell’Ehn emerge inoltre che ci sono grandi diseguaglianze fra le diverse regioni europee e tra i gruppi socio-economici: c'è un gap di 19 anni nell'aspettativa di vita per gli uomini e 15 per le donne tra persone a basso e ad alto censo. Il divario nell'aspettativa di vita in buona salute è ancora più grande in tutta Europa – 21 anni negli uomini e 19 nelle donne. Anche all'interno di un singolo Paese vi è una differenza di fino a 10 anni di aspettativa di vita maschile tra i gruppi socio-economici più bassi e più alti. La situazione è peggiore nelle regioni settentrionali come il Regno Unito, la Scozia in particolare, e l'Irlanda e in alcuni paesi dell'Europa orientale, tuttavia, tendenze negative stanno emergendo nei paesi del Mediterraneo come la Spagna e l'Italia, dovute al fatto che i giovani stanno abbandonando le diete tradizionali e fanno meno attività fisica. Obesità, diabete e ipertensione sono in forte aumento in età giovanile: un bambino europeo su quattro è in sovrappeso.

"Siamo dinnanzi ad una bomba ad orologeria", avverte Philip James, presidente dell'Associazione Internazionale per lo Studio dell'Obesità (IASO) e fondatore della International Obesity Task Force. "Siamo nel 2011 e infarti e ictus, con tutte le relative conseguenze, sono ancora un problema terribile in Europa,” aggiunge Dr. Hans Stam, presidente dell’ Ehn, "le casse degli Stati nazionali sono sotto pressione, costringendo i governi di tutta Europa a tagliare le spese previdenziali e ad aumentare l'età pensionabile. Nel clima economico attuale, le tesorerie UE stanno facendo un grave errore a trascurare i costi economici delle malattie cardiovascolari. I governi devono dare priorità ad azioni preventive su basi comprovate. Cambiare il sistema alimentare e i modelli di attività fisica in Europa richiede un intervento coerente a livello nazionale, locale ed Europeo, come mezzo per ottenere benefici economici significativi".

Al centro del piano d'azione dell’Ehn ci sono proposte di modifica dell'intero business alimentare, del commercio e della pubblicità. Sono proposte anche riforme della politica agricola comune europea per aiutare gli agricoltori e l'industria a portare alimenti più sani, genuini, più  nutrienti sulla tavola delle famiglie.
Il Rapporto propone un approccio legislativo combinato con obiettivi e parametri nutrizionali più ambiziosi. Si propongono una serie di interventi  politici  e si formulano raccomandazioni dettagliate per gli organismi politici europei, nazionali e locali, insieme a proposte per l'industria, gli operatori sanitari e le fondazioni. L'elenco di raccomandazioni comprende incentivi fiscali quali le imposte e sussidi e altre misure robuste, come il divieto di pubblicità dei prodotti alimentari non salutari, in particolare ai bambini. Diversi Paesi europei stanno già intraprendendo questa strada, ma con l'attuale sistema alimentare è essenziale che sia varato un piano a livello europeo.

"Per i governi il momento di agire è ora" dice Susanne Løgstrup, esortando le autorità pubbliche, da quelle locali a quelle  nazionali, ad intervenire, valutando positivamente le recenti iniziative come la tassa sui grassi saturi introdotta dalla Danimarca, sulle bevande zuccherate analcoliche dalla Francia e sugli alimenti ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale in Ungheria. "E’ evidente che tali misure hanno effetti positivi", ha detto Løgstrup.  L’industria alimentare e della ristorazione, secondo le raccomandazioni, dovrebbe avere obiettivi vincolanti per ridurre il contenuto di grassi, zucchero e sale negli alimenti (da pane e altri prodotti da forno, piatti pronti e cereali per la colazione). La relazione chiede anche alla Commissione Europea di presentare una proposta per un regolamento a livello comunitario per eliminare i grassi prodotti industrialmente (trans-fats) negli alimenti commercializzati nell'Unione Europea.

Il rapporto, intitolato "Dieta, attività fisica e prevenzione delle malattie cardiovascolari in Europa", è stato sottoposto alla valutazione di esperti dell'Ocse, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea.
 

24 Novembre 2011

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