Sclerosi multipla. Pazienti rispettosi delle misure di contenimento anti Covid

Sclerosi multipla. Pazienti rispettosi delle misure di contenimento anti Covid

Sclerosi multipla. Pazienti rispettosi delle misure di contenimento anti Covid
Lo rileva uno studio realizzato dal Policlinico e dall’Università Tor Vergata di Roma e dal Dipartimento di Scienze della salute dell’Università di Genova che ha indagato l’aderenza alle misure previste dal lockdown da parte dei pazienti affetti da sclerosi multipla fra quelli considerati più vulnerabili in virtù delle terapia immunosoppressive a cui sono sottoposti

L’emergenza sanitaria nazionale ancora in corso, dovuta all’epidemia di Covid-19, ha visto l’Italia in prima linea nella lotta al virus. Le misure adottate dal Governo sono state via via più restrittive fino al Dpcm del 9 Marzo 2020 che ha sancito l’inizio del lockdown sull’intero territorio nazionale per la tutela della salute dei cittadini e soprattutto per la salvaguardia delle persone più fragili come gli anziani e i malati cronici.

Uno studio realizzato dal Policlinico Tor Vergata, dall’Università degli studi di Roma Tor Vergata e dal Dipartimento di Scienze della salute dell’Università di Genova dal titolo “Adherence to social distancing and use of personal protective equipment and the risk of Sars-COV-2 infection in a cohort of patients with Multiple Sclerosis” e pubblicato sulla rivista internazionale “Multiple Sclerosis and related disorders” ha indagato l’aderenza dei pazienti in cura presso il Centro di riferimento regionale Sclerosi Multipla del Policlinico Tor Vergata, alle misure previste dal lockdown.

“Volevamo indagare la reale aderenza alle misure previste dai vari Dpcm, che imponevano la necessità di munirsi di dispositivi di protezione personali e di rispettare il distanziamento sociale e valutarne l’impatto sul rischio di contagio nei nostri pazienti – ha spiegato Doriana Landi della Uosd Sclerosi Multipla del Policlinico Universitario Tor Vergata, autrice dello studio – le persone affette da Sclerosi Multipla sono, infatti, fra quelle considerate più vulnerabili in virtù delle terapia immunosoppressive a cui sono sottoposte. Avevamo quindi l’obiettivo di comprendere quanto il lockdown abbia modificato realmente i loro comportamenti e in che misura ne abbia tutelato la salute esponendoli il meno possibile al rischio di infezione”.
 
I pazienti sono stati invitati a completare on-line e in forma del tutto anonima un questionario. Hanno risposto a domande relative a vari ambiti con l’obiettivo di indagare caratteristiche anagrafiche e sociali (età, genere, luogo di residenza, tipo di abitazione e numero di conviventi, occupazione lavorativa, adozione di modalità di lavoro agile, aderenza al distanziamento sociale, uso di Dpi), parametri clinici legati alla malattia da cui sono affetti (durata della Sclerosi Multipla, fenotipo clinico, livello di disabilità, farmaco con cui sono in trattamento) e, infine, l’eventuale occorrenza di sintomi influenzali e non associati all’infezione da virus Sars-Cov-2 e di possibili contatti diretti o indiretti con persone contagiate.
 
I risultati dello studio sono confortanti: i pazienti con SM, in particolare quelli con condizioni cliniche o sociali sfavorevoli (donne, disabili, disoccupati, anziani), hanno dimostrato una buona aderenza al distanziamento sociale e all’uso dei dispositivi di protezione individuale. Per i pazienti maschi, occupati e con meno disabilità si è osservato, invece, un rischio maggiore di entrare in contatto con persone positive al Sars-Cov-2 o potenzialmente infette.
 
Lo studio dimostra anche come l’implementazione di alcuni servizi, ad esempio l’assistenza sociale e domiciliare, possa migliorare significativamente la protezione dal contagio. I pazienti SM, infatti, pur avendo rispettato il lockdown, in alcuni casi sono stati “costretti” a lasciare la propria abitazione e recarsi presso il centro SM o nei presidi territoriali per gli acquisti di beni necessari, per sottoporsi a trattamenti farmacologici o per il ritiro dei farmaci modificanti il decorso di malattia.
 
“Durante la sospensione della attività ambulatoriali di routine abbiamo cercato di dare tutta l’assistenza necessaria ai pazienti – ha detto Girolama Alessandra Marfia, Responsabile della Uosd Sclerosi Multipla dell’Università Tor Vergata – coloro che avevano visite programmate presso il Centro sono stati contattati per aggiornamenti circa le loro condizioni cliniche, a molti è stata data la possibilità di effettuare la visita in telemedicina, ma ad esempio le terapie infusionali così come anche la gestione delle emergenze, nel caso dei nostri pazienti le ricadute di malattia, sono state effettuate necessariamente in Ospedale. In linea con quelle che sono le raccomandazioni a livello nazionale si riconferma, dunque, l’importanza della responsabilizzazione individuale, ma emerge la necessità di migliorare la capacità delle istituzioni sanitarie territoriali nel sostenere e intercettare le esigenze dei pazienti, soprattutto dei cosiddetti pazienti a rischio. Promuovere la sinergia tra comportamenti individuali e politiche socio-sanitarie è indispensabile per garantire la sostenibilità delle cure per tutti e la sicurezza dei pazienti più fragili. Non è un caso, infatti, che alla domanda su quale aspetto volessero cambiare dell’assistenza fornita loro dal nostro Centro la maggior parte dei pazienti ha chiesto di potenziare proprio l’assistenza sanitaria domiciliare”.

14 Luglio 2020

© Riproduzione riservata

L’IA in sanità può generare fino a 22 miliardi di risparmi. L’analisi e le proposte dell’Anaao
L’IA in sanità può generare fino a 22 miliardi di risparmi. L’analisi e le proposte dell’Anaao

Il dibattito sulla sanità italiana resta da anni bloccato su un'unica domanda: quanti miliardi in più servono? È una domanda legittima, ma non è la sola che dobbiamo porci. Il...

Cosa provocherà El Niño nel 2027? La realtà è che i ricercatori non lo sanno
Cosa provocherà El Niño nel 2027? La realtà è che i ricercatori non lo sanno

I meteorologi sono stati chiari: quest’anno il fenomeno El Niño potrebbe avere un impatto senza precedenti sul clima globale e portare ad eventi estremi e pericolosi per l’uomo. Su Nature...

Case della Comunità, i cittadini siano dentro le scelte. Agenas traccia la roadmap: dai tavoli civici a WhatsApp, fino alla co-progettazione dei servizi
Case della Comunità, i cittadini siano dentro le scelte. Agenas traccia la roadmap: dai tavoli civici a WhatsApp, fino alla co-progettazione dei servizi

Una Casa della Comunità che non parla con la comunità rischia di essere soltanto un poliambulatorio con un’insegna nuova. È il messaggio che attraversa il documento di indirizzo predisposto da...

Alzheimer, in Europa il costo socioeconomico potrebbe superare mille miliardi entro il 2036. “Agire ora”
Alzheimer, in Europa il costo socioeconomico potrebbe superare mille miliardi entro il 2036. “Agire ora”

L’Alzheimer è a un punto di svolta in Europa. I progressi nelle terapie e nella diagnostica possono trasformare l’approccio alla cura e alla gestione della malattia, ma le iniziative politiche...