Sigarette elettroniche. I liberal italiani: “Quella tassa è ingiustificata”

Sigarette elettroniche. I liberal italiani: “Quella tassa è ingiustificata”

Sigarette elettroniche. I liberal italiani: “Quella tassa è ingiustificata”
Si tratterebbe di “un arbitrario tratto di penna da parte del potere pubblico, magari su pressioni lobbistiche”. Al massimo si potrebbe ipotizzare una tassazione delle fiale contenenti nicotina. Lo sostiene Pietro Monsurrò, fellow dell’Istituto Bruno Leoni, in un Briefing Paper  dedicato al tema.

“Le sigarette elettroniche sono normali prodotti commerciali per i quali, al momento, non sono noti ‘costi sociali’ accertati rilevanti. Per tenere conto di eventuali rischi, nell’attesa di evidenze conclusive, si può immaginare una forma di tassazione molto moderata, che prenda a riferimento – per esempio – il contenuto di nicotina”. È quanto sostenuto da Pietro Monsurrò, fellow dell’Istituto Bruno Leoni, nel suo Briefing Paper “Tassare le sigarette elettroniche?”.

“È auspicabile quindi che sia i nuovi rivenditori che i tabaccai potranno vendere i nuovi prodotti: sarebbe del resto grave che, dati gli investimenti già effettuati da parte degli esercenti dei nuovi negozi di sigarette elettroniche, un arbitrario tratto di penna da parte del potere pubblico, magari su pressioni lobbistiche di alcune categorie di operatori economici, mandi questi esercizi commerciali a gambe per aria”, sostiene Monsurrò.

Lo studio tenta di stimare il possibile gettito – tenendo conto sia della perdita di gettito dal business del tabacco tradizionale, sia del maggior gettito presumibilmente sottratto al contrabbando – in diversi scenari di imposizione. In relazione alle misure contenute nel Decreto del Fare, Monsurrò spiega: “Il mercato delle sigarette elettroniche con e senza nicotina sarà fortemente depresso, rimanendo attrattivo quasi esclusivamente per chi cerca di smettere, venendo a mancare l’incentivo di un minore costo. A parità di altre condizioni aumenterà quindi il fumo di sigarette normali (incluse quelle di contrabbando), e i posti di lavoro nell’indotto si ridurranno considerevolmente”.
 

18 Luglio 2013

© Riproduzione riservata

116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’
116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’

C’è un numero che in Europa esiste da quasi vent’anni e che dovrebbe servire a una cosa estremamente semplice: evitare che ogni bisogno sanitario finisca al pronto soccorso. È il...

Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”
Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”

La spesa sanitaria torna a salire, ma il tempo dell’espansione senza freni è finito. Dopo il balzo degli anni della pandemia e il successivo riassestamento, l’Ocse certifica che nel 2024...

Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia
Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia

Sono stati 3.150 i casi di tubercolosi notificati in Italia nel 2024 con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente e un tasso di notifica pari a 5,3 casi per 100mila...

Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat
Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più. Con valori...