Solo 6 italiani su 100 prenotano le visite mediche online. E solo un terzo dei medici usa internet per scambio dati sanitari con i colleghi

Solo 6 italiani su 100 prenotano le visite mediche online. E solo un terzo dei medici usa internet per scambio dati sanitari con i colleghi

Solo 6 italiani su 100 prenotano le visite mediche online. E solo un terzo dei medici usa internet per scambio dati sanitari con i colleghi
Siamo in ritardo nella digitalizzazione della sanità e questo, secondo il consorzio Curiamo la corruzione ci pone più a rischio di altri Paesi. In Finlandia, ad esempio, più del 30% di visite ed esami è prenotato on line e lo stesso avviene in Spagna.  Mentre in Danimarca sono più di 9 su 10 i medici che usano internet per scambiarsi informazioni con i colleghi sui dati dei propri pazienti.

La digitalizzazione della sanità è in ritardo. Sono 1.772.000 gli italiani che nell’ultimo anno hanno prenotato visite online e 1.130.000 hanno utilizzato internet per prenotare accertamenti diagnostici come analisi e radiografie. Le regioni più virtuose sono il Veneto, il Lazio e il Trentino Alto Adige, mentre la regione rimasta più indietro è la Puglia, dove meno dell’1% dei cittadini ha prenotato visite online. A livello europeo sono i finlandesi a utilizzare di più internet per prenotare le visite mediche (il 32,5% della popolazione di 16-74 anni), seguiti dai danesi (32,3%) e dagli spagnoli (27,5%). Gli italiani si attestano al 6,4%, mentre chiudono la graduatoria bulgari (1,9%), greci (1,8%) e ciprioti (0%). Questi sono i dati elaborati dai partner del progetto "Curiamo la corruzione" (www.curiamolacorruzione.it).
 
Il progetto, sostenuto dalla Siemens Integrity Initiative, promuove una maggiore trasparenza, integrità e responsabilità individuale e collettiva nella sanità attraverso attività di ricerca, iniziative di formazione e comunicazione sul territorio, sensibilizzazione dei decisori pubblici e privati, sperimentazione di misure anticorruzione nelle strutture sanitarie pilota di Bari, Melegnano, Siracusa e Trento.
 
Il profetto "Curiamo la corruzione" evidenzia come il 18,8% degli italiani è convinto che un utilizzo più intenso di internet nella pubblica amministrazione renderebbe le procedure più trasparenti, dando più forza ai cittadini. "Oltre a far risparmiare tempo e denaro, riducendo gli sprechi, l’informatizzazione delle procedure aumenta la trasparenza, perché restringe gli ambiti di discrezionalità degli operatori e permette al cittadino di avere un maggiore controllo. Questa opinione è condivisa anche dal 71% dei dirigenti delle strutture sanitarie, certi che la normativa che obbliga le Asl a dotarsi di un sito web permetta un maggiore controllo dei costi e dei servizi, e costituisca un reale deterrente alla corruzione".

Dai risultati, inoltre, emerge come la situazione tra gli operatori non sia migliore. Meno di un terzo dei medici italiani (il 31,2%) utilizza le reti digitali per lo scambio dei dati dei pazienti con altri operatori sanitari, mentre in Danimarca la quota sale al 91,8%, in Spagna al 63,6%, nel Regno Unito al 52,8%, in Francia al 39,4%. Più indietro i medici tedeschi, che solo nel 23,9% dei casi scambiano in rete i dati dei pazienti.

Pur avendo registrato negli ultimi anni un’accelerazione sul piano normativo, la digitalizzazione della sanità italiana procede a un ritmo più lento di quello previsto dall’Agenda Digitale, per cui entro la fine del 2017 il processo di informatizzazione del sistema sanitario dovrà essere compiuto. Ad esempio, l’introduzione del Fascicolo sanitario elettronico, annunciato come una rivoluzione in termini di risparmio di tempi e di costi, al momento risulta attivo solo in 5 regioni (Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana) ed è in fase di sperimentazione o di implementazione nelle altre. Siamo poi ancora lontani dall’adempimento dell’obbligo di legge che imponeva a tutte le aziende sanitarie di attivare i pagamenti online e di rendere disponibili i referti in formato digitale entro il mese di novembre 2015.

Anche di digitalizzazione e di trasparenza nella sanità si parlerà il prossimo 6 aprile presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Roma, nel corso della prima Giornata nazionale contro la corruzione in sanità, organizzata da Transparency International Italia insieme a Censis, Ispe Sanità (Istituto per la Promozione dell’Etica in Sanità) e Rissc (Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità). Sono stati invitati a partecipare il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, e il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Nel corso della giornata verranno presentati i risultati del primo anno di attività di ricerca e in diverse città italiane verranno organizzate iniziative di sensibilizzazione dei cittadini e degli operatori contro la corruzione.

15 Marzo 2016

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