Spesa sanitaria a 148,5 miliardi nel 2026 (+4,9%). Nel 2029 salirà a 159,4 miliardi ma resterà al 6,4% del Pil. Ma con l’invecchiamento salirà al 7,4% nel 2070

Spesa sanitaria a 148,5 miliardi nel 2026 (+4,9%). Nel 2029 salirà a 159,4 miliardi ma resterà al 6,4% del Pil. Ma con l’invecchiamento salirà al 7,4% nel 2070

Spesa sanitaria a 148,5 miliardi nel 2026 (+4,9%). Nel 2029 salirà a 159,4 miliardi ma resterà al 6,4% del Pil. Ma con l’invecchiamento salirà al 7,4% nel 2070

La Ragioneria generale dello Stato aggiorna le previsioni di medio-lungo periodo. Nel 2025 la spesa si è fermata a 141,5 miliardi, crescendo meno delle attese. Forte accelerazione nel 2026, trainata soprattutto dal personale. Dal 2027 la crescita rallenta: +2,4% medio annuo fino al 2029. Nel lungo periodo sarà soprattutto la dinamica demografica a spingere verso l’alto il peso della sanità sull’economia. IL TESTO

La spesa sanitaria pubblica italiana è destinata a salire a 148,522 miliardi di euro nel 2026, con un incremento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Un’accelerazione significativa dopo il +2,5% registrato nel 2025, ma che porterà l’incidenza sul Pil soltanto dal 6,3% al 6,4%. È quanto emerge dal nuovo Rapporto della Ragioneria generale dello Stato ‘Le tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario – Aggiornamento 2026’.

Il punto di partenza è il consuntivo 2025. Secondo i dati di Contabilità nazionale richiamati dalla Rgs, la spesa sanitaria si è attestata a 141,539 miliardi, il 2,5% in più rispetto al 2024, mantenendo invariata al 6,3% la propria incidenza sul Pil. Una crescita peraltro inferiore a quella prevista nel precedente DPFP 2025, che stimava per lo scorso anno un aumento del 4,1%.

Nel 2026 la spinta arriva soprattutto dal personale. La spesa per i redditi da lavoro dipendente dovrebbe raggiungere 47,985 miliardi, con un balzo del 7,3% sul 2025, legato in particolare agli effetti del rinnovo dei contratti 2025-2027, ai miglioramenti economici e alle maggiori spese necessarie a sostenere gli standard introdotti dal PNRR. I consumi intermedi sono invece stimati a 49,239 miliardi, in aumento del 3,4%, con una dinamica alimentata anche dai prodotti farmaceutici.

Le prestazioni sociali in natura acquistate da produttori market saliranno complessivamente a 46,747 miliardi, +4,2%. All’interno di questa voce, la farmaceutica convenzionata è prevista a 8,389 miliardi, con un aumento del 4,9%, mentre per l’assistenza medico-generica la spesa raggiungerà 7,710 miliardi, in crescita del 3,9%.

Per le altre prestazioni acquistate da produttori market – che comprendono tra l’altro assistenza ospedaliera, specialistica e protesica – la previsione è di 30,648 miliardi, +4,2%. La crescita riflette l’aggiornamento dei tetti di spesa e delle tariffe, il potenziamento dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica e l’integrazione dei nuovi servizi delle farmacie convenzionate. Le altre componenti di spesa vengono invece quantificate in 4,551 miliardi, +5%.

Dal 2027 crescita più lenta, 159,4 miliardi nel 2029

Dopo il forte incremento atteso quest’anno, la dinamica dovrebbe rallentare. Nel triennio 2027-2029 la spesa sanitaria crescerà mediamente del 2,4% l’anno, a fronte di un Pil nominale previsto in aumento medio del 2,6%. Il peso della sanità sul Pil dovrebbe quindi rimanere sostanzialmente fermo al 6,4% per tutto il periodo. La previsione incorpora gli oneri dei rinnovi negoziali del personale dipendente e convenzionato del Ssn, l’andamento dei costi rilevato dal monitoraggio, gli interventi previsti a legislazione vigente e quelli collegati all’implementazione del PNRR.

In valori assoluti, la traiettoria indicata dalla Ragioneria vede la spesa passare dai 148,522 miliardi del 2026 ai 151,222 miliardi del 2027, quindi a 155,059 miliardi nel 2028 e a 159,443 miliardi nel 2029. I tassi di crescita annuali sono rispettivamente del 4,9%, 1,8%, 2,5% e 2,8%, mentre l’incidenza sul Pil resta sempre al 6,4%.

Nel lungo periodo l’invecchiamento spinge la spesa verso il 7,4% del Pil

Il quadro cambia guardando oltre il 2030. Nello scenario di base utilizzato dalla Rgs, che isola gli effetti derivanti dall’evoluzione della struttura demografica, il rapporto tra spesa sanitaria e Pil è previsto salire progressivamente dal 6,4% del 2029 al 7,4% nel 2070, con un aumento di circa un punto di Pil.

La crescita dovrebbe essere più sostenuta nella prima parte dell’orizzonte di previsione, per poi rallentare dal 2042 e sostanzialmente stabilizzarsi nell’ultimo decennio. La Ragioneria individua nel progressivo aumento della popolazione anziana, sia in termini assoluti sia relativi, il principale fattore alla base della pressione crescente sulla spesa sanitaria.

22 Settembre 2026

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