Spesa sanitaria privata. Vecchietti (Rbm): “Il secondo pilastro esiste già e aiuta molte famiglie. Perché non renderlo disponibile a tutti?

Spesa sanitaria privata. Vecchietti (Rbm): “Il secondo pilastro esiste già e aiuta molte famiglie. Perché non renderlo disponibile a tutti?

Spesa sanitaria privata. Vecchietti (Rbm): “Il secondo pilastro esiste già e aiuta molte famiglie. Perché non renderlo disponibile a tutti?
È quanto scrive l’Ad Direttore Generale Rbm Assicurazione Salute in occasione dell’invio al Ministro alla Salute Giulia Grillo, dell’anteprima della pubblicazione integrale dell’8° Rapporto Rbm-Censis presentato la scorsa settimana. Che risponde anche ai commenti arrivati nei giorni successivi alla presentazione dello studio.

“Gentile Ministro, grazie prima di tutto da cittadino e da operatore del settore salute per l’attenzione dedicata ai contenuti dell’VIII Rapporto Rbm-Censis. In queste ultime settimane mentre analizzavamo i risultati del Rapporto che fotografavano la crescita della Spesa Sanitaria Privata in Italia, abbiamo ritenuto nostro dovere riflettere su possibili strumenti per contenerne l’impatto sui redditi delle famiglie e, in particolare, di quelle con redditi medio-bassi e/o interessate da condizioni di fragilità sanitaria. La Sua disponibilità al dialogo con tutti gli attori del comparto, per la ricerca di soluzioni volte alla riduzione delle diseguaglianze testimonia un importante cambiamento nei rapporti tra politica e società ed offre a tutti noi una grande opportunità di dare un contributo al Sistema Sanitario del nostro Paese, che saremo onorati di poter cogliere. Abbiamo quindi il piacere di condividere con Lei l’anteprima del Rapporto sperando di avere l’opportunità di poterne discutere a breve”.
 
È quanto ha dichiarato Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale RBM Assicurazione Salute, in occasione dell’invio al Ministro alla Salute Giulia Grillo, dell’anteprima della pubblicazione integrale dell’8° Rapporto Rbm-Censis sulla Sanità Pubblica, Privata e Intermediata presentato la settimana scorsa al Welfare Day 2018, “La Salute è un Diritto. Di Tutti”. Che risponde anche ai commenti arrivati nei giorni successivi alla presentazione dello studio.
 
“Come di consueto, registriamo che le principali evidenze emerse dal Rapporto hanno dato il via ad un confronto tra gli addetti ai lavori – commenta Vecchietti – questa dialettica, se utilizzata in modo costruttivo, potrà senz’altro creare le premesse per identificare soluzioni utili per migliorare la fruizione da parte dei cittadini dei servizi sanitari e ridurre il peso crescente delle cure pagate di tasca propria dagli italiani. In quest’ottica ci tengo a sottolineare che dal Rapporto non emerge nessuna indicazione volta a ‘smantellare’ il Ssn, come ho letto in alcuni accorati interventi in questi giorni. A tal proposito, invito anche coloro che hanno espresso simili preoccupazioni a leggerne con estrema attenzione i contenuti, da oggi a disposizione di tutti”.
 
E ancora, aggiunge Vecchietti: “La Spesa Sanitaria privata è la più grande forma di disuguaglianza in sanità. Il nostro Rapporto si è occupato di comprenderne a fondo le determinanti, le funzioni ed il livello di appropriatezza. Esistono delle evidenze innegabili, peraltro confermate anche dalle serie storiche dei dati Istat dal 2001 al 2017, che confermano in modo inequivocabile come la crescita della Spesa Sanitaria privata sia un fenomeno strutturale che caratterizza i Sistemi Sanitari dei principali Paesi Occidentali e che quindi non può essere risolto con il mero incremento dei finanziamenti al Ssn. ‘Nascondere la polvere sotto il tappeto’ non serve a nessuno e meno che mai ai cittadini; continuare a ragionare per stereotipi ignorando la realtà non solo produce maggiore disinformazione ma è anche irresponsabile. É sorprendente come ancora oggi a 20 anni dalla Riforma Bindi, che ha definito la prima disciplina delle Forme Sanitarie Integrative nel nostro Paese, con la Sanità Integrativa che è un supporto aggiuntivo nei percorsi di cura di quasi il 22% degli italiani, ci siano ancora dei ‘commentatori distratti’ che ne parlino come di un qualcosa da valutare ancora se introdurre o meno nel nostro Paese e, talvolta, come di un male assoluto”.
 
Aggiungere al Ssn un Secondo Pilastro Sanitario aperto a tutti i cittadini, non è pertanto in alcun modo in contrasto con l’aumento dei finanziamenti alla Sanità Pubblica, aggiunge Vecchietti “ma anzi è l’unica alternativa a lasciare soli i cittadini di fronte alla Sanità Privata (che oggi rappresenta oltre ¼ della Spesa Sanitaria dei cittadini italiani) ovvero alla scelta tra pagare (se i soldi li hai…) e curarsi. Se davvero la preoccupazione è di preservare l’universalismo e l’uguaglianza dei cittadini in sanità, non dovrebbe essere difficile condividere l’urgenza di sostituire una Spesa Sanitaria privata che c’è già ed ogni anno continua a crescere pagata di tasca propria dai cittadini (e che quindi dipende esclusivamente dalla capacità reddituale individuale), con una Spesa Sanitaria privata affidata in gestione ad un Secondo Pilastro Sanitario ‘universalistico’  a gestione privata e con governance pubblica finalizzata a realizzare più elevati livelli assistenziali”.
 

14 Giugno 2018

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