Ssn. Indagine Piepoli: in calo di 8 punti la percentuale degli italiani soddisfatti (57%) e per l’80% il problema più urgente sono le liste d’attesa. Grillo: “Dati confermano che nostra direzione è giusta”

Ssn. Indagine Piepoli: in calo di 8 punti la percentuale degli italiani soddisfatti (57%) e per l’80% il problema più urgente sono le liste d’attesa. Grillo: “Dati confermano che nostra direzione è giusta”

Ssn. Indagine Piepoli: in calo di 8 punti la percentuale degli italiani soddisfatti (57%) e per l’80% il problema più urgente sono le liste d’attesa. Grillo: “Dati confermano che nostra direzione è giusta”
Presentata oggi durante un convegno di MSD Italia una ricerca dell’Istituto sulla sanità e la centralità del paziente. Emerso anche come cresca tra gli italiani l’importanza verso la prevenzione. Il Ministro: “L’indagine dimostra che la strada che il governo ha intrapreso non è facile ma è la direzione giusta”. LA RICERCA

Il 57% degli italiani è molto o abbastanza soddisfatto del Ssn. Ma la percentuale è in calo di 8 punti rispetto al risultato dello scorso anno. E forse, per questo motivo, il 98% degli italiani ritiene sia utile investire di più nel Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre per il 79% degli italiani il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe focalizzare i propri sforzi sulla riduzione dei tempi di attesa per esami ed interventi. Sono questi alcuni dei numeri di un’indagine dell’Istituto Piepoli presentata oggi a Roma all’evento #InventingForLife – Health Summit di MSD Italia
 
La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta, segmentato per sesso, età e grandi ripartizioni geografiche, attraverso 1010 interviste telefoniche e via web. L’indagine si è focalizzata su due principali aree: 1) La centralità del paziente nel suo percorso diagnostico‐assistenziale; 2) L’Innovazione e la Sostenibilità.
 
I risultati dell’indagine
Per il 79% del nostro campione, il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe focalizzare i propri sforzi sulla riduzione dei tempi di attesa per esami ed interventi; il 51%, con un incremento di 14 punti percentuali rispetto al 2018, crede sia importante rafforzare la prevenzione delle malattie, in particolare attraverso i vaccini; il 49%, anche qua con un incremento di 9 punti percentuali rispetto all’anno precedente, ritiene necessario dare maggiore sostegno alle fasce deboli (famiglie a basso reddito, malati cronici e disabili).
 
Quanto è importante per un paziente essere coinvolto nel percorso di cura? Tantissimo: il 94% degli intervistati ritiene che sia essenziale.
 
E’ interessante sottolineare che il 54% degli intervistati ritiene che già oggi venga dedicata molta (o abbastanza) attenzione ai bisogni specifici del paziente nel suo percorso diagnostico-assistenziale. Un dato positivo avvalorato ulteriormente dal fatto che solo il 3% del campione crede che non venga data alcuna attenzione ai bisogni del paziente.
 
Chiesto agli Italiani anche quali fossero i settori produttivi nei quali, a loro parere, ci fossero oggi i maggiori investimenti in Ricerca e Sviluppo. Il 35% degli Italiani ritiene che al primo posto ci sia la medicina, segue l’informatica al 28%, l’innovazione tecnologica al 18% e il farmaceutico al 17%.
 
Il 57% del campione è molto o abbastanza soddisfatto del Ssn. Ma c’è un dato sul quale è opportuno riflettere: il calo di 8 punti percentuali rispetto al risultato dello scorso anno. E forse, per questo motivo, il 98% degli italiani ritiene sia utile investire di più nel Servizio Sanitario Nazionale. Anche in questo caso, 8 punti percentuali in più rispetto al dato dell’anno precedente.

Un dato che fa riflettere è che per il 97% degli intervistati, vivere in alcune regioni piuttosto che in altre comporta opportunità diseguali di accesso alle terapie innovative.
 
Solo il 4% degli intervistati conosce la reale spesa dello Stato in Sanità pubblica (che si colloca nella fascia tra i 110 e i 130 miliardi di euro) e solo il 13% degli intervistati conosce quanto spende esattamente lo Stato per l’assistenza farmaceutica.
 
Il comento del Ministro della Salute
 
“Per 8 italiani su 10 – ha scritto Giulia Grillo su facebook – la riduzione dei tempi di attesa per esami e interventi è il punto di partenza per migliorare la sanità pubblica. Il 97% degli intervistati ritiene che vivere in alcune Regioni piuttosto che in altre comporti opportunità diseguali di accesso alle terapie, soprattutto quelle innovative. L’indagine dell’Istituto Piepolipresentata a #InventingForLife – Health Summit oggi a Roma dimostra che la strada che il governo ha intrapreso non è facile ma è la direzione giusta. Il nuovo piano nazionale di governo delle liste d’attesa e il Patto della Salute che disegnerà la sanità nei prossimi anni vanno proprio in questa direzione! La salute dei cittadini prima di tutto, in tutto il Paese!”
 
 

19 Marzo 2019

© Riproduzione riservata

116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’
116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’

C’è un numero che in Europa esiste da quasi vent’anni e che dovrebbe servire a una cosa estremamente semplice: evitare che ogni bisogno sanitario finisca al pronto soccorso. È il...

Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”
Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”

La spesa sanitaria torna a salire, ma il tempo dell’espansione senza freni è finito. Dopo il balzo degli anni della pandemia e il successivo riassestamento, l’Ocse certifica che nel 2024...

Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia
Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia

Sono stati 3.150 i casi di tubercolosi notificati in Italia nel 2024 con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente e un tasso di notifica pari a 5,3 casi per 100mila...

Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat
Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più. Con valori...