Telemedicina. Dagli scenari attuali agli obiettivi del Pnrr, la survey Altems sulle soluzioni sviluppate dalle aziende sanitarie

Telemedicina. Dagli scenari attuali agli obiettivi del Pnrr, la survey Altems sulle soluzioni sviluppate dalle aziende sanitarie

Telemedicina. Dagli scenari attuali agli obiettivi del Pnrr, la survey Altems sulle soluzioni sviluppate dalle aziende sanitarie
La quasi totalità delle aziende (oltre il 92%) considera la telemedicina rilevante nell’ambito della propria offerta di servizi sanitari; oltre il 60% prevede di avviare altri progetti nell’arco dei prossimi diciotto mesi. All’interno delle aziende la frammentazione dei dati fra i diversi sistemi costituisce il problema principale, mentre la scarsa familiarità con i dispositivi e la non facilità nell’uso dei programmi sono le difficoltà più rilevanti per i pazienti.

Durante la pandemia Covid si è assistito a un notevole impulso nell’implementazione di soluzioni di telemedicina, per consentire ai pazienti di accedere alle cure, sia pur con limiti e difficoltà a causa del momento contingente. L’esigenza principale, adesso, deve essere “mettere a sistema” quanto realizzato sotto la spinta dell’emergenza, capitalizzando sui risultati ottenuti e sulle esperienze acquisite, coerentemente con gli obiettivi e le iniziative nazionali e regionali previste nell’ambito del PNRR. 

Per diventare un componente sostanziale del sistema sanitario, la telemedicina non può essere considerata solo come una applicazione tecnologica, ma deve essere implementata e valutata secondo un approccio multidimensionale, che tenga conto del percorso di cura del paziente, dell’integrazione nel contesto culturale, organizzativo e tecnologico dell’azienda, nonché dell’accettazione da parte dei pazienti, che assumono un ruolo fondamentale in questo scenario.

In questa ottica, il Laboratorio sui Sistemi informativi Sanitari dell’Alta Scuola di Economia e management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica (ALTEMS), in collaborazione con il CERISMAS, il Centro di Ricerche e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha condotto una survey sulle soluzioni esistenti e sulla rilevanza della telemedicina che è stata presentata, mercoledì 21 settembre nel Convegno “Dagli scenari attuali agli obiettivi del PNRR” promosso dall’ALTEMS – Facoltà di Economia nel campus di Roma.

Hanno partecipato alla survey 128 aziende sanitarie, distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e rappresentative di circa 400 presidi ospedalieri, che hanno descritto 285 soluzioni già operative e/o in corso di realizzazione in due terzi del campione complessivo 

La telemedicina non può rappresentare una soluzione tecnologica autonoma. Per consentire la continuità del percorso di cura del paziente deve integrarsi nel contesto clinico, organizzativo e tecnologico adottato dallo specifico centro per la specifica patologia e setting assistenziale, in modo da poter effettivamente rappresentare un complemento alle prestazioni tradizionali, come evidenziato anche dal DM 77.

In questa ottica lo studio è stato condotto secondo un approccio multidimensionale che tenga conto del percorso di cura del paziente, dell’integrazione nel contesto culturale, organizzativo e tecnologico dell’azienda, nonché dell’accettazione da parte dei pazienti, che assumono un ruolo fondamentale in questo scenario.

La quasi totalità delle aziende (oltre il 92%) considera la telemedicina rilevante nell’ ambito della propria offerta di servizi sanitari; oltre il 60% prevede di avviare altri progetti -in aggiunta a quelli già esistenti- nell’arco dei prossimi diciotto mesi. Comprensibilmente, visto il periodo emergenziale, l’interazione con il paziente (televisita, telemonitoraggio, teleassistenza) ha costituito fino adesso il principale ambito di applicazione (66%). Altrettanta importanza viene comunque attribuita alla collaborazione sul territorio (telecollaborazione e teleconsulto) per iniziative previste per il prossimo futuro.

Come è ovvio, la diversità delle patologie, dei percorsi e modelli assistenziali e delle tipologie di pazienti, determina esigenze differenti, sia dal punto di vista clinico che organizzativo. Questo si traduce nella impossibilità di una soluzione unica, ma nella presenza, all’interno della stessa azienda, di più soluzioni di telemedicina implementate con strumenti diversi, che vanno dal solo utilizzo di telefono e mail (in oltre il 40% dei casi), a forme più strutturate di comunicazione tramite piattaforme web pubbliche (nel 16%), all’uso di sistemi regionali (adottati nel 24%), fino all’implementazione applicazioni commerciali, che sono presenti nei due terzi dei casi (realizzate in oltre il 70% dei casi con fondi autonomi e per il 20% a fronte di donazioni). Gli scenari si presentano quindi abbastanza frammentati, sia per quanto riguarda la gestione dei dati che nel 58% dei casi sono gestiti su sistemi autonomi e separati da quelli usati in presenza, sia per quanto riguarda l’interazione con gli altri sistemi aziendali e regionali rilevanti nella gestione del processo clinico-organizzativo.

E’ stato poi richiesto alle aziende di indicare i principali fattori di criticità nell’implementazione di soluzioni di telemedicina secondo due prospettive: quelli relativi alla “readiness” della organizzazione sanitaria e quelli inerenti all’accettazione ed all’utilizzo da parte dei pazienti.  All’interno delle aziende la frammentazione dei dati fra i diversi sistemi costituisce il problema principale, mentre la scarsa familiarità con i dispositivi e la non facilità nell’uso dei programmi sono le difficoltà più rilevanti per i pazienti.

Fabrizio Massimo Ferrara

21 Settembre 2022

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