Vecchietti (RBM): “Per un universalismo sostenibile le Regioni dovrebbero avviare II Pilastro sanitario territoriale”

Vecchietti (RBM): “Per un universalismo sostenibile le Regioni dovrebbero avviare II Pilastro sanitario territoriale”

Vecchietti (RBM): “Per un universalismo sostenibile le Regioni dovrebbero avviare II Pilastro sanitario territoriale”
L’amministratore delegato e direttore generale di RBM Assicurazione Salute ha commentato lo sblocco di 360 milioni di euro per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Marche disposto dal Tavolo di verifica degli adempimenti regionali sulla spesa sanitaria per il 2016. “Bene, ma queste misure potrebbero non essere sufficienti nel medio periodo”.

“Con questa iniezioni di fondi le Regioni potranno sicuramente investire sulla qualità dei servizi offerti perché, come diciamo da sempre, senza finanziamenti adeguati non ci può essere buona sanità. Mi permetto di aggiungere, però, che queste misure potrebbero non essere sufficienti nel medio periodo: innanzi tutto perché il problema della carenza di risorse incide con veemenza ancora maggiore nelle Regioni con performance meno positive di quelle allo stato beneficiate da questi finanziamenti ed, in particolare, in quelle soggette a Piano di Rientro per le quali si prevedono tempi piuttosto lunghi di intervento”.

Così Marco Vecchietti, amministratore delegato e direttore generale di RBM Assicurazione Salute ha commentato lo sblocco di 360 milioni di euro per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Marche disposto dal Tavolo di verifica degli adempimenti regionali sulla spesa sanitaria per il 2016.

“A nostro avviso – ha aggiunto Vecchietti – bisognerebbe mettere in cantiere un intervento strutturale del modello di finanziamento del sistema sanitario del nostro Paese che, sulla scorta di quanto già fatto per le pensioni affianchi ai Servizi Sanitari Regionali un Secondo Pilastro Sanitario territoriale promosso per i propri cittadini dalla Regioni. Questa proposta – ha proseguito l’ad di RBM – avrebbe, infatti, la possibilità di garantire un universalismo sostenibile anche per le future generazioni offrendo uno strumento di perequazione anche di quelle disuguaglianze crescenti figlie di un federalismo sanitario incompiuto. Per realizzare questo obiettivo crediamo sia indispensabile avviare quanto prima un dialogo serio e costruttivo con tutte le Istituzioni facendo fronte comune con le migliori forze del nostro Paese dalle parti sociali, ai medici alle associazioni dei pazienti e dei consumatori verso un modello sociale più equo e più inclusivo”.  
 

23 Febbraio 2018

© Riproduzione riservata

116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’
116117, il numero europeo delle cure non urgenti: in Italia dopo 20 anni continua a ‘non rispondere’

C’è un numero che in Europa esiste da quasi vent’anni e che dovrebbe servire a una cosa estremamente semplice: evitare che ogni bisogno sanitario finisca al pronto soccorso. È il...

Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”
Per la sanità si prevedono tempi di magra. Ocse: “Finita la stagione degli aumenti di spesa post Covid. Tra debito, energia, protezione sociale e difesa incombe una stretta sui bilanci”

La spesa sanitaria torna a salire, ma il tempo dell’espansione senza freni è finito. Dopo il balzo degli anni della pandemia e il successivo riassestamento, l’Ocse certifica che nel 2024...

Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia
Tubercolosi. Nel 2024 notificati 3.150 casi, in aumento dell’8,9% ma Italia resta un Paese a bassa endemia

Sono stati 3.150 i casi di tubercolosi notificati in Italia nel 2024 con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente e un tasso di notifica pari a 5,3 casi per 100mila...

Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat
Italiani meno sedentari, ma in eccesso di peso, fumo e alcol restano un problema. I dati Istat

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più. Con valori...