Verso la Manovra. Sfuma l’uscita anticipata dalla procedura Ue. E ora rischia di farsi in salita la strada per trovare i 5 mld in più chiesti per la sanità

Verso la Manovra. Sfuma l’uscita anticipata dalla procedura Ue. E ora rischia di farsi in salita la strada per trovare i 5 mld in più chiesti per la sanità

Verso la Manovra. Sfuma l’uscita anticipata dalla procedura Ue. E ora rischia di farsi in salita la strada per trovare i 5 mld in più chiesti per la sanità

L’Istat conferma per il 2025 un indebitamento al 3,1% del Pil e chiude la porta all’ipotesi di un’uscita anticipata dalla procedura per disavanzo eccessivo. Il percorso ordinario resta quello di riportare il deficit al 2,9% nel 2026 e uscire dalla procedura nel 2027, ma per la prossima legge di Bilancio si riducono i margini di flessibilità. E la partita si complica anche per la sanità, dove Schillaci ha chiesto circa 5 miliardi aggiuntivi per personale, territorio e tenuta del Ssn.

La sorpresa sulla quale il Governo aveva sperato fino all’ultimo non è arrivata. L’Istat ha confermato per il 2025 un rapporto tra deficit e Pil pari al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024 ma ancora sopra quella soglia del 3% che avrebbe potuto aprire la strada all’uscita anticipata dell’Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. Contestualmente l’Istituto ha rivisto al rialzo la crescita reale del Pil 2025 allo 0,6%.

Una differenza apparentemente minima, un decimo di punto, che rischia però di pesare sulla costruzione della legge di Bilancio 2027 e, di riflesso, anche sulla partita delle risorse per il Servizio sanitario nazionale.

Va chiarito subito un punto. La conferma del 3,1% non significa che l’Italia sia fuori rotta rispetto agli impegni europei. Il Consiglio Ue ha chiesto all’Italia di correggere il disavanzo eccessivo entro il 2026 e il quadro programmatico del Governo prevede per quest’anno un deficit al 2,9% del Pil, con una successiva discesa al 2,8% nel 2027. Se questi numeri saranno rispettati, la procedura potrà quindi essere chiusa nel 2027 secondo il calendario già previsto. La Commissione europea, inoltre, a giugno ha riconosciuto che l’Italia ha adottato misure efficaci e la procedura è attualmente mantenuta in sospeso, senza ulteriori passi correttivi.

Quello che sfuma è invece lo scenario più favorevole sul quale l’Esecutivo aveva puntato nelle ultime settimane: chiudere la procedura già nel 2026, grazie a un’eventuale revisione sotto il 3% del deficit 2025, e presentarsi alla manovra con maggiori margini di flessibilità. La conferma dell’Istat rende ora necessario continuare a mantenere particolare prudenza sui conti per centrare il 2,9% nel 2026 e non compromettere l’uscita dalla procedura il prossimo anno.

Ed è qui che entra in gioco la sanità.

A legislazione vigente il finanziamento sanitario per il 2027 è già destinato a crescere molto poco rispetto al 2026. Dopo il forte incremento previsto quest’anno, il Fondo arriverebbe a circa 143,9 miliardi nel 2027, con un aumento di circa un miliardo rispetto all’anno precedente. In rapporto al Pil, però, la quota scenderebbe dal 6,15% circa del 2026 al 6,04% nel 2027, per poi ridursi ulteriormente nel 2028.

Proprio per evitare questa frenata il ministro della Salute Orazio Schillaci ha indicato nelle ultime settimane l’obiettivo di ottenere circa 5 miliardi aggiuntivi nella prossima legge di Bilancio. Risorse che dovrebbero servire soprattutto per il personale, nuove assunzioni, valorizzazione economica dei professionisti e rafforzamento dei servizi territoriali. Lo stesso ministro ha ribadito che la valorizzazione economica del personale dovrà proseguire con la manovra 2027.

Con il verdetto dell’Istat quella richiesta diventa però più difficile da finanziare integralmente. Non perché le regole europee impongano un taglio alla sanità – non esiste alcun automatismo di questo tipo – ma perché il Tesoro avrà meno possibilità di utilizzare nuovo deficit e dovrà quindi finanziare le priorità della manovra attraverso maggiori entrate, riduzioni di altre spese o una diversa distribuzione delle risorse disponibili.

E le richieste sul tavolo sono numerose: dal fisco alle pensioni, dal sostegno ai redditi agli interventi sull’energia, fino alle maggiori spese per difesa e sicurezza. Proprio su questi ultimi capitoli il Governo ha avviato il confronto con Bruxelles per utilizzare la clausola nazionale di salvaguardia prevista dalle nuove regole europee, estesa anche ad alcune spese per la sicurezza energetica. Ma restare all’interno della procedura rende più delicato l’utilizzo di questa flessibilità, perché un deficit nuovamente superiore al 3% potrebbe ritardare la chiusura della procedura stessa.

Per la sanità, dunque, la vera partita si sposta sulle priorità politiche della manovra.

Se il pacchetto richiesto dal Ministero della Salute dovesse essere ridimensionato, occorrerà decidere quali interventi salvaguardare. In prima fila ci sono il piano di assunzioni, l’aumento delle retribuzioni e delle indennità per medici e infermieri, ma anche la necessità di garantire personale e risorse correnti alle Case e agli Ospedali di comunità realizzati con il Pnrr. A questi capitoli si aggiungono la spesa farmaceutica e per dispositivi medici, le liste d’attesa, la prevenzione e i nuovi programmi nazionali. Solo ieri Schillaci ha annunciato, ad esempio, l’intenzione di chiedere in legge di Bilancio uno specifico finanziamento per il nuovo Piano nazionale demenze 2027-2031.

Sul fondo resta inoltre l’allarme delle Regioni sulla sostenibilità dei bilanci sanitari e sul finanziamento della fase successiva alla conclusione degli investimenti del Pnrr. La stessa Corte dei conti aveva già rilevato come la dinamica del finanziamento prevista dal 2027 fosse molto più debole rispetto all’aumento atteso dei costi del sistema, dal personale ai farmaci, dai dispositivi alle prestazioni acquistate dal privato accreditato.

Il risultato dell’Istat non cancella quindi la possibilità di rafforzare il Fondo sanitario, ma alza il prezzo finanziario di quella scelta. Per aggiungere 5 miliardi alla sanità senza mettere a rischio il percorso di rientro del deficit, il Governo dovrà trovare coperture equivalenti o sacrificare altre misure.

La distanza tra la richiesta della Salute e le risorse che il Mef sarà effettivamente disposto a mettere sul tavolo diventa così uno dei nodi centrali della prossima manovra. E dopo il 3,1% certificato oggi dall’Istat, il confronto tra Schillaci e Giorgetti si annuncia ancora più delicato.

Luciano Fassari

22 Settembre 2026

© Riproduzione riservata

Inail: 600mila denunce di infortunio nel 2025 (+1,2) e 1.198 morti sul lavoro (-3,3%)
Inail: 600mila denunce di infortunio nel 2025 (+1,2) e 1.198 morti sul lavoro (-3,3%)

Più denunce di infortunio, meno morti sul lavoro, ma un forte aumento delle malattie professionali. È il bilancio del 2025 tracciato dall’Inail. È il quadro che emerge della Relazione annuale...

Terapie digitali, prima dell’algoritmo viene il paziente
Terapie digitali, prima dell’algoritmo viene il paziente

Certificare il software non basta. Senza rilevazione fisica, verifica clinica del paziente e responsabilità professionale, il dato digitale può trasformare l’errore in una falsa certezza scientifica. Poi  certificare un software...

Personale sanitario. Oms: un medico su quattro vicino alla pensione. Carenza globale verso 11,1 milioni di operatori entro il 2030
Personale sanitario. Oms: un medico su quattro vicino alla pensione. Carenza globale verso 11,1 milioni di operatori entro il 2030

Quasi un medico su quattro nel mondo ha più di 55 anni e andrà in pensione nel prossimo decennio, mentre la carenza globale di personale sanitario e assistenziale potrebbe raggiungere...

Demenze. In Italia 1,43 mln di casi, fino al 45% legato a fattori modificabili. I dati nella Giornata Mondiale Alzheimer
Demenze. In Italia 1,43 mln di casi, fino al 45% legato a fattori modificabili. I dati nella Giornata Mondiale Alzheimer

In Italia sono oltre 1.430.000 le persone con demenza, destinate a diventare 2.200.000 entro il 2050. E se dalla ricerca arrivano buone notizie (158 possibili terapie in valutazione in oltre...