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Bersagli S. Anna. Toscana, nel 2023 circa 160 su 235 indicatori migliorati o stabili

Registrato, tra le altre cose, un miglioramento delle degenze in area medica che indica che il collegamento tra ospedale e territorio sta funzionando di più.  Significativi miglioramenti nei percorsi materno-infantile e oncologico, mentre resta critico la permanenza in Pronto Soccorso prima del ricovero. Si riducono i tempi degli interventi per frattura del collo del femore. Bezzini: “Le difficoltà non mancano ma i miglioramenti ci sono”.

17 MAG - Circa due terzi dei 235 indicatori dei cosiddetti “Bersagli” del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sono migliorati o si sono mantenuti stabili nel 2023 rispetto al 2022. I dati sono stati mostrati ieri, a Firenze, in una giornata di riflessione con manager sanitari e rappresentanti istituzionali sui primi risultati della performance 2023, presentati oggi a Firenze dal Laboratorio Management e Sanità e sintetizzati in una nota del S. Anna.

Per gli indicatori che misurano in generale l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, la maggior parte di quelli analizzati mostrano performance buone o ottimali. Il team di ricerca, in particolare, ha notato la controtendenza nella riduzione delle degenze in area medica (in genere in lieve aumento), segnale che il collegamento tra ospedale e territorio sta migliorando e di come gli investimenti nelle cure intermedie e di transizione stiano funzionando. Invece, spazi di miglioramento si registrano nell'appropriatezza medica e diagnostica, suggerendo la necessità di approfondire se e perché vengano prescritti esami diagnostici potenzialmente evitabili o trattamenti in setting assistenziali non appropriati. L’indicatore sull’appropriatezza farmaceutica, nella fascia di performance critica, dipende in prevalenza da un ricorso agli antidepressivi più elevato rispetto al resto d’Italia e da un ricorso ancora limitato per il controllo del dolore sul territorio.

Per gli indicatori che misurano la performance dei percorsi clinico-assistenziali, il team di ricerca ha registrato significativi miglioramenti nei percorsi materno-infantile e oncologico, con una riduzione dei parti cesarei nelle primipare (da 18.5% a 17%) e una maggiore tempestività per gli interventi di chirurgia oncologica (il 90% effettuati nei tempi previsti dal piano nazionale). Un indicatore con performance critica riguarda l’Attività Fisica Adattata (AFA) che rientra nella sfera della prevenzione e della promozione di stili di vita sani. Il volume di attività fisica adattata è ancora basso ma in ripresa rispetto allo scorso anno passando da 1.38 a 1.95 corsi per alta disabilità ogni 15mila residenti. In generale, la performance registra un incremento dei controlli previsti dai percorsi diagnostici terapeutici per i cronici e in particolare per il percorso del diabete. Un elemento critico è la permanenza in Pronto Soccorso prima del ricovero. Poco più del 60% degli accessi al Pronto Soccorso che esitano in un ricovero avvengono in meno di 8 ore. Un altro elemento critico è la crescita del tasso triennale di mortalità per suicidi, tornata quasi ai livelli pre Covid e soprattutto l’aumento dei tassi di ospedalizzazione per patologie psichiatriche negli adulti arrivando a 242 per 1000 abitanti (contro un 234 del 2019).

Sulla qualità e sicurezza delle cure, gli indicatori di qualità clinica mostrano un miglioramento nella tempestività degli interventi per frattura del collo del femore raggiungendo percentuali che superano l’80% e una situazione nel complesso positiva sulla gestione del rischio clinico. Buono e stabile il dato sulle dimissioni volontarie da ricovero a livello regionale.

Sulla capacità di rispondere ai bisogni della popolazione in tempi rapidi (Responsiveness) e sull’esperienza degli utenti, sebbene i dati facciano registrare un incremento delle prestazioni ambulatoriali (ben al di sopra del 2019), risultano ancora critici i tempi di attesa per le visite ambulatoriali e per gli esami diagnostici e il relativo indice di cattura che fotografa quanta parte della domanda espressa dalla popolazione è stata presa in carico dal sistema sanitario. Positivi invece i segnali riguardanti i ricoveri di chirurgia elettiva focalizzati in prevalenza a soddisfare gli interventi previsti dal piano nazionale delle liste d’attesa. Inoltre, il team di ricerca evidenzia un aumento nell'adesione all'indagine PREMs, sugli esiti dei ricoveri. In merito agli indicatori di esperienza, si evince come il setting medico sia quello che presenta più ampie aree di miglioramento. Tra gli aspetti positivi emerge anche l’accoglienza in reparto.

Sull’efficienza, sebbene la sostenibilità sia un punto critico (le risorse finanziarie provenienti dal fondo sanitario sono inferiori rispetto ai costi), la Regione Toscana riesce a ottenere buoni risultati in termini di efficienza (come ad esempio il costo medio per punto drg o l’utilizzo dei biosimilari). Permangono comunque margini di manovra all’interno delle singole aziende e ospedali soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei dispositivi medici e del consumo appropriato dei farmaci.

Infine, per la valutazione del 2023 sono state inserite nuove misure per cercare di cogliere da parte del team di ricerca la capacità del sistema sanitario regionale di far fronte alle sfide nate dopo la pandemia. Tra le sfide post pandemiche più importanti figurano la gestione delle risorse umane. A fronte dell’incremento dello stress rilevato soprattutto dalla componente medica nel periodo post pandemico, l’interesse dei dipendenti nel partecipare alla vita aziendale è molto positiva (circa il 50% dei dipendenti aveva risposto all’indagine biennale del laboratorio). Nel 2022 sono aumentate le assenze per malattie (indicatore critico) arrivando a una percentuale di assenza pari al 14%, con un incremento del 3% in quasi tutte le aziende; la parità di genere, misurata attraverso l’indice di soffitto di cristallo, indica uno squilibrio nella presenza delle donne in posizioni apicali all'interno dell'azienda. Tuttavia, si registra un miglioramento netto rispetto all’anno precedente. Sul fronte della digitalizzazione del sistema sanitario, si continuano a monitorare le televisite e le prescrizioni digitali, che evidenziano una sostanziale stabilità rispetto allo scorso anno e una ancora limitato utilizzo dello strumento anche nelle aree interne della Toscana con la sola eccezione dell’area cardiologica che arriva, in alcune zone, al 70%.

E’ stato anche introdotto un set di indicatori per monitorare l’andamento dei lavori e delle risorse utilizzate per il PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza). Circa l’80% dei lavori, in Toscana, sono stati avviati, con un finanziamento di circa l’80% proveniente da fondi PNRR e PNC (Piano nazionale per gli investimenti complementari).

In ultimo, fra le sfide lanciate con la riorganizzazione del territorio (DM77 a livello nazionale) figura l’implementazione del modello dell’infermiere di famiglia e comunità che ha portato all'introduzione di nuovi indicatori per analizzare vari aspetti chiave tra cui la presa in carico, la collaborazione con i medici di medicina generale, gli specialisti e altre professioni. Nel 2023 tutte le zone distretto della Toscana hanno attivato il modello dell’infermiere di famiglia e comunità con una copertura che arriva al 90% del territorio. In media, la popolazione di riferimento per infermiere è pari circa a 3.235, perfettamente in linea con lo standard nazionale.

“Più frecce nel bersaglio” e “soprattutto migliorano valori importanti e pesanti e indicatori che da sempre erano stato critici” commenta la Regione in una nota. “Certo le difficoltà non mancano”, come ha raccontato nei saluti iniziali l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini, “e le sfide aperte sono più di una: il problema della risorse insufficienti stanziate a livello nazionale e che non tengono conto dell’inflazione e del conseguente aumento dei costi, la sostenibilità del sistema sanitario pubblico universalistico, l’innovazione organizzativa da mettere in campo per rispondere ai bisogni sanitari mutati di una popolazione cambiata e che cambierà nella sua composizione demografica, le liste di attesa, l’appropriatezza che non riguarda solo le prescrizioni di farmaci ed esami diagnostici ma anche l’appropriatezza dei percorsi, con l’obiettivo di organizzare e programmare quelli giusti e con minori colli di bottiglia e meno passaggi difficoltosi, a partire da anziani e malati cronici. La sfida è anche quella di ridurre gli elementi di variabilità, per una crescita diffusa e risposte omogenee da parte di tutto il sistema. Detto questo, nella giornata che mette in fila e sintetizza i primi risultati del 2023, i miglioramenti ci sono. Circa due terzi dei 235 indicatori sono migliorati o si sono mantenuti stabili. E in ogni caso tanti sono quelli che mostrano performance buone o ottimali”.

17 maggio 2024
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