Autismo. In Toscana niente Piano dal 2024, Consiglio regionale approva mozione

Autismo. In Toscana niente Piano dal 2024, Consiglio regionale approva mozione

Autismo. In Toscana niente Piano dal 2024, Consiglio regionale approva mozione

Proposta da FdI, è stata votata da PD, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra, M5S, FdI e Fi. “L’obiettivo è dire una parola univoca su un tema forte e dare un supporto concreto ai malati e alle loro famiglie, ribadendo gli impegni già presi. Primo tra tutti la necessità di elaborare e approvare il Piano”.

L’Aula del Consiglio regionale della Toscana ha approvato con i 32 voti a favore di Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e Forza Italia la mozione sull’elaborazione e approvazione del Piano regionale Attuativo per l’Autismo prima firmataria la capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta. A illustrare in Aula l’atto l’altro proponente il consigliere Vittorio Fantozzi.

“Il nostro obiettivo è quello di dire una parola univoca su un tema forte e dare un supporto concreto ai malati e alle loro famiglie sul tema dell’autismo, ribadendo gli impegni già presi. Primo tra tutti la necessità di elaborare e approvare il piano sull’autismo di cui la Regione è manchevole dal 2024”, ha spiegato Fantozzi. Per questo l’atto impegna la Giunta a elaborare e approvare entro il 2026, coinvolgendo fattivamente le associazioni dei familiari e delle persone autistiche che hanno presentato domanda, il Piano Regionale Attuativo per l’autismo al fine di assicurare ai bambini e agli adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico una presa in carico globale e predisporre percorsi di presa in carico omogenei da parte delle Aziende Sanitarie dei pazienti con disturbi dello spettro autistico.

Previsti anche, spiega il Consiglio regionale in una nota, gli impegni ad aggiornare periodicamente la commissione Sanità e il Consiglio regionale sullo stato di avanzamento dei lavori e ad attivare un monitoraggio annuale sulle diagnosi di spettro autistico e più in generale di disturbi del neurosviluppo al fine di pianificare al meglio le attività a sostegno delle persone con tali neurodivergenze e delle loro famiglie. Il consigliere Fantozzi ha anche sottolineato come “ci sia una carenza importante di neuropsichiatri infantili e sia necessario rafforzare la rete dei centri presenti in Toscana”.

Al termine del dibattito, riferisce la nota dell’ufficio stampa del Consiglio, è stato approvato un emendamento sottoscritto dai consiglieri regionali di Partito democratico, Casa Riformista, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia che ricorda come “con decreto ministeriale 20 febbraio 2024 è stato istituito presso il Ministero della Salute un gruppo di lavoro di esperti – costituito da rappresentanti del Ministero, dell’ISS, di vari IRCCS e dell’Osservatorio Nazionale Autismo – in materia di disturbi dello spettro autistico, avente il compito di definire criteri uniformi a livello nazionale della presa in carico dei pazienti affetti da disturbi dello spettro autistico nonché gli elementi di appropriatezza dell’intervento comportamentale personalizzato (intensivo/focalizzato) basato sui principi ABA (Applied Behaviour Analysis).” Una modifica al testo che ha portato al voto ad ampia maggioranza dell’Aula.

Nel suo intervento la consigliera regionale Serena Spinelli (Pd) ha chiesto di emendare il testo aggiungendo “di condividere le impegnative della mozione anche alla luce dell’ultima audizione dell’assessora Monni all’interno della commissione Sanità e degli impegni presi dall’assessorato stesso”. “Il problema – ha aggiunto la consigliera riguardo alle terapie – è che c’è un riconoscimento come Lea, ma non è ancora avvenuto un riconoscimento di alcune linee guida che determinano il fatto che poi noi come Regione possiamo erogare alcuni tipi di prestazioni e quindi sulla base anche di un’indicazione complessiva. Noi condividiamo la richiesta ma nello stesso tempo ci sono alcuni adempimenti da parte dell’Istituto Superiore di Sanità che si stanno mettendo in atto e che chiaramente sono condizione ‘sine qua non’ affinché il Piano della Regione dell’erogazione delle prestazioni possa essere determinato”.

13 Marzo 2026

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