1976. L’Anaao in aiuto della tragedia del Friuli

1976. L’Anaao in aiuto della tragedia del Friuli

1976. L’Anaao in aiuto della tragedia del Friuli

Gentile Direttore, la tragica sera del 6 maggio 1976 saranno in molti, ancora, a ricordarla anche se sono trascorsi 50 anni. La terra del Friuli ha tremato, le case, le strade, i ponti sono crollati e i corpi sono stati straziati...

Gentile Direttore,
la tragica sera del 6 maggio 1976 saranno in molti, ancora, a ricordarla anche se sono trascorsi 50 anni. La terra del Friuli ha tremato, le case, le strade, i ponti sono crollati e i corpi sono stati straziati.

Mille morti, migliaia di feriti, decine di migliaia senza tetto. Soccorsi in tendopoli e abitazioni ancora in piedi. Il Friuli veniva sconvolto anche nelle strutture sanitarie. Ma i medici ed il personale tutto è subito prontamene intervenuto in maniera esemplare. Dopo 60 minuti dalla scossa distruttrice oltre l’80 per cento dei medici e sanitari erano già in piena attività.

L’Ospedale di Gemona era crollato. Ed era apparso subito che fosse interamente inagibile e irrecuperabile. Non solo il vecchio edifico ma anche le nuove e moderne strutture in costruzione. Anche altri nosocomi avevano avuto effetti similari come Tolmezzo e San Daniele.

Ma i medici delle provincie e regioni vicine accorsero subito in aiuto, offrendosi a sostenere i colleghi sottoposti al durissimo lavoro di soccorso sanitario.

Ogni tendopoli costruì il suo centro di assistenza medica ed infermieristica.
Ma il vero problema della popolazione martoriata fu da subito il futuro: “No alle baracche, vogliamo le case!”. Uno slogan ammirevole ma tutto da creare.

Immediatamente ai soccorsi da parte dei singoli medici si unirono le organizzazioni sindacali. In particolare, il Consiglio Nazionale dell’Anaao, l’associazione sindacale dei medici ospedalieri, decise, prontamente, di intervenire per la ricostruzione dell’Ospedale di Gemona con un contributo finanziario raccolto, in tutta Italia, fra i propri iscritti:

“Il Consiglio Nazionale dell’Anaao, riunito a Roma il 15 e 16 maggio1976, è profondamente turbato dal recente disastro del Friuli e rende omaggio alle vittime ed ai feriti.
L’Anaao sottolinea l’abnegazione dei medici e dei paramedici locali, i quali hanno arrecato soccorso prodigandosi al limite delle forze e richiede che le Amministrazioni ospedaliere di tutto il Paese mettano a disposizione della Regione Friuli medici ospedalieri volontari per le necessità assistenziali del territorio che si rendessero evidenti nelle prossime settimane.
L’Anaao promuove una sottoscrizione nazionale con l’offerta di una giornata di lavoro per le costruzioni di un’unità ospedaliera a Gemona (o altro Comune) e la creazione di un comitato di gestione a livello locale che utilizzi i fondi per la costruzione di una struttura operante su modelli moderni e socialmente aperti”.

Gemona è rinata: grazie ad un recupero esemplare per partecipazione di popolo e operato delle Istituzioni, conosciuto nel mondo come “Modello Friuli”, un miracolo che ha visto protagonisti tutti i 137 Comuni del cratere del terremoto.

Oggi Gemona si presenta come esempio e modello di una “ricostruzione riuscita”, che invitiamo a conoscere attraverso una visita e dei percorsi tematici ”emozionali”.

Dalle scelte della popolazione e a quelle delle Istituzioni, dalle diverse esperienze amministrative alle metodologie adottate, dalla ricostruzione al restauro per anastilosi, è possibile per tutti conoscere e rivivere questo percorso, che ha visto protagonista il tenace popolo friulano.

Claudio Testuzza 
Medico

Nel ricordo affettuoso di Franco Perraro e con l’orgoglio dei medici Anaao

05 Maggio 2026

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