Allattamento al seno. Esclusivo per il 71% dei neonati, ma dopo la dimissione i tassi calano. Sin: “Persistono divari tra Nord e Sud”

Allattamento al seno. Esclusivo per il 71% dei neonati, ma dopo la dimissione i tassi calano. Sin: “Persistono divari tra Nord e Sud”

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La quota scende al 48% a 2-3 mesi e al 39% a 4-5 mesi. In occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento, la Sin presenta i risultati del Progetto PAA, che conta 115 Punti Nascita aderenti e 65 già accreditati, e il nuovo Position Statement 2026 per rafforzare il sostegno alle famiglie e superare criticità assistenziali e falsi miti.

Parte dal 71% alla nascita, ma perde progressivamente terreno nei mesi successivi. In Italia nel 2025 il 71% dei neonati sani e a termine è stato allattato esclusivamente al seno, mentre a 2-3 mesi, secondo i dati dell’Iss, la percentuale scende al 48% e a 4-5 mesi si ferma al 39%. E resta un importante divario territoriale, con Centro e Nord che registrano tassi più elevati rispetto a Sud e Isole.

È la fotografia scattata dal progetto Policy Aziendale per l’Allattamento (PAA) della Società Italiana di Neonatologia (Sin), i cui dati sono stato presentati in occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento (SAM), in programma dall’1 al 7 ottobre.

Per la Sin, i numeri richiamano due questioni centrali: il ruolo dei servizi sanitari nella promozione dell’allattamento e l’impegno dei neonatologi nel tradurre nella pratica le raccomandazioni istituzionali sull’alimentazione infantile, anche nei contesti socio-sanitari caratterizzati da criticità organizzative e culturali.

L’assistenza ospedaliera alla coppia madre-neonato, sottolinea la Società scientifica, non può infatti prescindere dall’adozione delle pratiche postnatali che favoriscono l’avvio dell’allattamento.

Progetto PAA: 115 Punti Nascita hanno aderito, 65 già accreditati È con questo obiettivo che nel 2023 è nato il Progetto Policy Aziendale per l’Allattamento (PAA) della Sin, finalizzato a promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento nei Centri di Neonatologia e Ostetricia.

Ad oggi hanno aderito complessivamente 115 Punti Nascita: 81 al Nord, 12 al Centro e 22 al Sud e nelle Isole. Sono invece 65 i “Punti Nascita per l’allattamento” già accreditati, dopo aver raggiunto gli obiettivi previsti. Tra questi, la definizione di un’appropriata policy aziendale, l’istituzione di un gruppo di lavoro dedicato all’allattamento, il rooming-in per almeno 20 ore su 24 e il contatto pelle a pelle in sala parto.

“L’allattamento materno è raccomandato dalle principali organizzazioni internazionali che si occupano di salute, dal Ministero della Salute e dalle società scientifiche d’area perinatale e pediatrica e rappresenta un investimento per la salute della diade madre-neonato, con ricadute positive non solo sul piano clinico, ma anche sotto il profilo sociale e ambientale ed economico”, afferma Massimo Agosti, presidente Sin.

Ma conoscere i benefici non basta. “La consapevolezza dei benefici dell’allattamento, da sola, non basta perché una madre riesca ad allattare. È necessario che possa contare su un sostegno concreto e continuativo: da parte della famiglia, ma anche, e in modo determinante, da parte dei professionisti e dei servizi sanitari”.

Un nuovo Position Statement: le vere controindicazioni sono rare Su queste premesse la Sin, insieme alla Società Italiana di Pediatria (SIP) e ad AIBLUD, ha realizzato il nuovo Position Statement 2026 sull’Allattamento, con un duplice obiettivo. Obiettivi, da una parte, orientare il sostegno all’allattamento attraverso consulenze professionali individuali e una gestione competente dei problemi e dei dubbi che le madri possono incontrare. Dall’altra, chiarire che le controindicazioni all’allattamento sono realmente rare, mentre sono frequenti barriere e difficoltà che vengono ancora troppo spesso confuse con vere controindicazioni, insieme ai falsi miti.

“Proprio su questo tema, uno studio recente mostra come il fenomeno dei malintesi e delle fake news sull’allattamento sia in riduzione nelle nuove generazioni; la generazione Z, infatti, risulta meglio informata rispetto a quella X”, spiega Riccardo Davanzo della Commissione Allattamento & BLUD della Sin (COMASIN). Una differenza che, aggiunge, “potrebbe essere dovuta alla facilità di recuperare informazioni dal web, ma anche ad una capacità a discriminarne la bontà”.

Il Position Statement richiama inoltre i neonatologi a un maggiore impegno nell’implementazione di modelli organizzativi e pratiche assistenziali che facilitino l’allattamento: dal contatto pelle a pelle tra madre e neonato al rooming-in per almeno 20 ore su 24, fino al libero accesso del partner o caregiver.

Latte materno prima scelta anche per i prematuri Un’attenzione particolare viene riservata ai neonati pretermine. Il latte materno, ricorda Davanzo, rappresenta “il nutrimento di prima scelta anche per il neonato pretermine” e nelle Terapie Intensive Neonatali (TIN) e nei reparti di Pediatria devono essere maggiormente diffusi e applicati i protocolli per sostenere l’avvio e il mantenimento dell’allattamento e l’impiego del latte materno o, in alternativa, del latte umano donato.

Nelle TIN, sottolinea inoltre Davanzo, è indispensabile la presenza attiva dei genitori come veri partner di cura, secondo i principi della Family Centered Integrated Care e della Zero Separation, valorizzando anche momenti di contatto tra genitori e neonato come la Kangaroo Care.

“Nutrire. Unire.”, l’allattamento raccontato attraverso le immagini Alla centralità dell’allattamento come intervento di promozione della salute, al rispetto della diversità culturale nell’assistenza neonatale e all’attenzione alle famiglie più vulnerabili è dedicato anche “Nutrire. Unire.”, progetto fotografico nato all’interno della U.O. Neonatologia dell’IRCCS Policlinico San Martino di Genova.

Attraverso la fotografia, il progetto vuole raccontare l’allattamento come gesto universale, capace di superare differenze culturali, linguistiche e sociali. La prima esposizione si terrà dal 6 al 18 ottobre al Palazzo Ducale di Genova. La mostra si trasferirà poi a Bari, dal 28 al 30 ottobre.

“Il latte materno è un alimento unico, capace di offrire benefici immediati e a lungo termine al neonato – conclude Agosti –. Rappresenta una difesa cruciale contro le infezioni e nel medio e lungo periodo svolge una potente azione preventiva contro importanti patologie come sovrappeso, obesità e cardiopatia ischemica. Questa protezione, attiva fin dai primissimi giorni di vita, pone le basi per salvaguardare la salute del futuro adulto e per questo dobbiamo continuare ad investire in percorsi che valorizzino e tutelino l’allattamento materno fin dalla nascita”.

28 Settembre 2026

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