Alzheimer, Beckman Coulter Diagnostics amplia il portafoglio dei biomarcatori ematici: marcatura CE per Access p-Tau217 e nuovo test RUO Access BD-pTau217

Alzheimer, Beckman Coulter Diagnostics amplia il portafoglio dei biomarcatori ematici: marcatura CE per Access p-Tau217 e nuovo test RUO Access BD-pTau217

Alzheimer, Beckman Coulter Diagnostics amplia il portafoglio dei biomarcatori ematici: marcatura CE per Access p-Tau217 e nuovo test RUO Access BD-pTau217

Con la marcatura CE di Access p-Tau217 e il lancio di Access BD-pTau217, Beckman Coulter Diagnostics amplia il portafoglio di test ematici per l’Alzheimer sulla piattaforma DxI 9000, integrando applicazioni cliniche e di ricerca in un unico ecosistema diagnostico

Il test ematico Access p-Tau217 di Beckman Coulter Diagnostics, progettato per supportare la valutazione clinica della patologia amiloide nei pazienti con segni e sintomi di declino cognitivo, ha ottenuto la marcatura CE.

Contestualmente, l’azienda ha presentato Access BD-pTau217, un nuovo test per uso esclusivo di ricerca (RUO), ampliando il proprio portafoglio di strumenti dedicati allo studio delle malattie neurodegenerative e, in particolare, della biologia della malattia di Alzheimer.

Entrambi i test sono disponibili sull’analizzatore di immunometria DxI 9000, consentendo ai laboratori di integrare in un’unica piattaforma ad alta precisione attività cliniche e di ricerca.

Ampliare l’accesso ai biomarcatori ematici per la valutazione dell’Alzheimer

Il nuovo test Access p-Tau217, marcato CE, misura la proteina tau fosforilata (p-Tau217), biomarcatore consolidato associato alla malattia di Alzheimer, consentendone l’integrazione nella pratica clinica di routine. L’impiego di test di laboratorio può affiancare gli attuali percorsi diagnostici, offrendo ai laboratori una soluzione più accessibile e facilmente implementabile per la valutazione della patologia amiloide.

“Il nostro test Access p-Tau217 marcato CE introduce un biomarcatore consolidato dell’Alzheimer nei flussi di lavoro clinici di routine, consentendo ai laboratori di ampliare in modo più efficiente la valutazione su sangue della patologia della malattia”, dichiara Chris Bird, Chief Medical Officer di Beckman Coulter Diagnostics, “Rendendo il test più accessibile e operativamente scalabile, contribuisce a integrare la valutazione basata sui biomarcatori nella pratica clinica quotidiana.”

Beckman Coulter Diagnostics ha sviluppato il test Access p-Tau217 utilizzando l’anticorpo di AlzPath, citato in oltre 100 pubblicazioni sottoposte a peer review, che ne confermano la solida validazione scientifica.

Il test Access BD-pTau217

Il test Access BD-pTau217 RUO è stato progettato per rilevare selettivamente la forma corta (a basso peso molecolare) della pTau217 nei campioni di sangue utilizzando l’analizzatore DxI 9000. Il suo obiettivo è aumentare la specificità biologica attraverso l’identificazione della forma di pTau217 originata nel cervello, consentendo una caratterizzazione più precisa dei segnali di tau fosforilata del sistema nervoso centrale presenti nel sangue.

“Concentrandosi sulla pTau217 di origine cerebrale, un test progettato per offrire un livello superiore di specificità biologica, aiutiamo i ricercatori a identificare con maggiore precisione la patologia tau nel sangue più rilevante per i loro studi”, osserva Jeremiah Hinson, Chief Scientific Officer di Beckman Coulter Diagnostics, “Questa maggiore specificità può aumentare la fiducia nello studio della stadiazione della malattia di Alzheimer e favorire nuove conoscenze sui punti di svolta biologici che ne definiscono l’evoluzione.”

I primi risultati della ricerca suggeriscono che una maggiore specificità biologica potrebbe contribuire a migliorare l’interpretazione dei biomarcatori in dataset di ricerca complessi e favorire una più chiara caratterizzazione della patologia tau nella malattia di Alzheimer.

“Nello studio sull’invecchiamento AIBL, la pTau217 plasmatica ha dimostrato prestazioni elevate come biomarcatore ematico della patologia di Alzheimer”, osserva James Doecke, Principal Research Scientist presso la Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation e l’Australian Imaging, Biomarkers and Lifestyle (AIBL) Study of Ageing, “Quando valutato insieme alla PET amiloide e tau, la pTau217 di origine cerebrale ha mostrato una specificità biologica aggiuntiva, in particolare per la ricerca focalizzata sulla stadiazione correlata alla tau. Questi risultati confermano il ruolo della pTau217 come biomarcatore fondamentale e mettono in evidenza il potenziale valore di una maggiore specificità biologica per migliorare la chiarezza nella ricerca sulla malattia di Alzheimer.”

Un’unica piattaforma per supportare l’evoluzione dei biomarcatori dell’Alzheimer

Beckman Coulter Diagnostics continua ad ampliare il proprio portafoglio dedicato alla malattia di Alzheimer sull’analizzatore DxI 9000, piattaforma ad alta sensibilità progettata per rilevare in modo affidabile biomarcatori presenti in basse concentrazioni. Oltre ai test Access p-Tau217 marcato CE e Access BD-pTau217 (RUO), il sistema supporta i test Access GFAP (RUO), Access BD-Tau (RUO), Access NfL (RUO), Access Beta-Amyloid 1-42 (RUO) e Access apoE e4 (RUO), consentendo ai laboratori di integrare diverse capacità di testing in un flusso di lavoro unico e ad alta produttività.

“L’elevata sensibilità di rilevazione, la robustezza dei test e la scalabilità operativa sono elementi fondamentali man mano che i biomarcatori su sangue vengono adottati più ampiamente”, sottolinea Nick Culshaw, Vice President and Managing Director, Clinical Chemistry and Immunoassay Business di Beckman Coulter Diagnostics, “Basando il nostro portafoglio per la malattia di Alzheimer sull’analizzatore DxI 9000, consentiamo ai laboratori di accedere a una gamma crescente di informazioni derivanti dai biomarcatori, dalla valutazione clinica alle applicazioni di ricerca, all’interno di un unico sistema.”

Combinando sensibilità analitica e flessibilità operativa, l’analizzatore DxI 9000 consente ai laboratori di ampliare progressivamente le applicazioni basate sui biomarcatori, dalla valutazione clinica di routine alla ricerca avanzata sulla biologia delle malattie, mantenendo elevati standard di prestazioni ed efficienza. L’approccio basato su una piattaforma unificata contribuisce inoltre a garantire coerenza nell’esecuzione dei test e offre ai laboratori la possibilità di integrare progressivamente nuovi biomarcatori nell’ambito delle malattie neurodegenerative, in linea con l’evoluzione delle conoscenze scientifiche.

M.L.

10 Luglio 2026

© Riproduzione riservata

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