La farmacia territoriale perde appeal: solo il 48% dei neolaureati vi lavora (il 73% nel 2010). Fenagifar lancia il confronto nelle università

La farmacia territoriale perde appeal: solo il 48% dei neolaureati vi lavora (il 73% nel 2010). Fenagifar lancia il confronto nelle università

La farmacia territoriale perde appeal: solo il 48% dei neolaureati vi lavora (il 73% nel 2010). Fenagifar lancia il confronto nelle università

Un tour in 11 tappe che parte domani da La Sapienza di Roma. Ferro Russo: “La farmacia non è mai stata così centrale per la salute dei cittadini, eppure attira sempre meno giovani. Il problema è anche la poca conoscenza”. Mandelli: “I giovani devono sapere che essere farmacisti significa poter fare ogni giorno la differenza”. Pace: “Il futuro della professione si costruisce partendo dai giovani”.

Nel 2010 quasi tre neolaureati in Farmacia su quattro (72,8%) lavoravano in una farmacia territoriale a tre anni dalla laurea. Nel 2024 sono meno della metà: il 48,1%. Il dato emerge dall’analisi di Fenagifar, la Federazione nazionale delle associazioni dei giovani farmacisti, sui dati AlmaLaurea. Il calo non è lineare, ma accelera: dal 2020 al 2024 si sono persi 18 punti, quasi 20 dei 25 persi in quindici anni.

“Il paradosso: più laureati, meno territorio”, commenta Fenagifar nella nota che presenta i dati. “Dopo il minimo storico di circa 4.000 laureati nel 2023-24, i numeri sono tornati a salire, con circa 4.600 nel 2025. La scelta della farmacia territoriale però non segue. Nel frattempo, il 77% delle aziende dichiara di faticare a trovare farmacisti, contro il 73% del 2023 (dati Unioncamere)”.

Il calo arriva proprio mentre la farmacia assume un ruolo sempre più centrale nel Servizio Sanitario Nazionale. Nella rete delle circa 20.000 farmacie italiane, le prestazioni di telemedicina sono state 1,16 milioni nel 2025, il 28,5% in più rispetto al 2024. Con la Legge di Bilancio 2026 la Farmacia dei Servizi è diventata strutturale, con uno stanziamento di 50 milioni di euro l’anno.

Perché i giovani si allontanano
Secondo Fenagifar le ragioni sono diverse e si sommano tra loro:
• i servizi cambiano da regione a regione
• il ruolo clinico richiede una formazione continua
• la burocrazia di ricette, carenze e rendicontazioni sottrae tempo al paziente
• restano aperti i temi del riconoscimento economico e organizzativo
• nelle aree interne la farmacia rurale è spesso l’unico presidio sanitario del paese.

Il risultato è un problema di ricambio generazionale: se meno neolaureati scelgono il territorio, la carenza arriva in ogni farmacia.

“È un paradosso che non possiamo più ignorare”, dichiara Francesco Ferro Russo, Presidente di Fenagifar. “La farmacia non è mai stata così centrale per la salute dei cittadini, eppure attira sempre meno giovani. Il problema è anche di conoscenza: molti studenti arrivano alla laurea senza sapere cosa sia oggi la farmacia territoriale. Per questo abbiamo scelto di andare noi da loro, nelle Università, prima che facciano le loro scelte”.

“Non vogliamo parlare dei giovani, ma con i giovani”, sottolinea Francesca Saccà, vicepresidente Fenagifar. “Vogliamo ascoltare cosa si aspettano dall’università, dalla professione e dalle istituzioni e far conoscere una farmacia che oggi è molto diversa da quella che immaginano”.

Lo sguardo all’Europa
Prima di entrare nelle università italiane, Fenagifar ha studiato come altri Paesi europei hanno affrontato lo stesso problema. Il caso più significativo è la Francia. Con l’accesso comune ai corsi sanitari, solo il 7% degli studenti indicava Farmacia come prima scelta, contro il 66% di Medicina. Nel 2022 i posti rimasti vacanti al secondo anno di Farmacia erano circa 1.100, su 3.500-3.800 disponibili.
La risposta è arrivata su più fronti:
• gli studenti di Farmacia hanno portato nelle Facoltà un gioco-concorso di orientamento, con oltre 1.400 sfide in 24 atenei
• Sindacato dei Titolari e Ordine hanno promosso campagne informative
• sono state aperte “passerelle” per chi ha già un altro titolo, che nel 2024 hanno coperto 247 posti;
• dal 2027 una quota tra il 10 e il 30% dei posti sarà riservata a Farmacia.

In tre anni i posti vacanti sono scesi a circa 200. Nello stesso periodo le farmacie francesi hanno ampliato i servizi: nella campagna 2025-26 hanno somministrato il 69% delle vaccinazioni antinfluenzali.

Il Regno Unito offre invece un avvertimento. Il ruolo clinico ha fatto crescere del 19% gli immatricolati a Farmacia, ma i farmacisti nelle farmacie di comunità inglesi sono calati del 15%, assorbiti dalla medicina generale e dagli ospedali. Attrarre gli studenti non basta: bisogna anche trattenerli sul territorio.

Da questa analisi nascono le tre proposte di Fenagifar per l’Italia:

  1. andare nelle Università e nelle scuole prima della scelta
  2. portare più servizi, come vaccini e test, nei percorsi di studio
  3. avviare una rilevazione annuale su prima scelta, iscritti e posti scoperti.

Il tour “Il Farmacista che Verrà”. È la prima applicazione concreta di questa strategia: un tour in 11 atenei tra il 2026 e il 2027. Gli obiettivi sono tre:
• fare cultura sulla farmacia territoriale
• raccogliere le aspettative degli studenti
• costruire un modello da portare in ogni università attraverso le Agifar territoriali.

Ogni tappa dura due ore. La prima ora è dedicata agli interventi di Fenagifar, delle Agifar locali e delle associazioni studentesche, con un focus sulle nuove competenze del farmacista e sul futuro del sistema salute. La seconda ora è un confronto interattivo con gli studenti su tre domande: cosa si aspettano dall’Università, dalla professione e dalle istituzioni.
Il calendario:
• 2026: Roma (21 ottobre, Sapienza Università di Roma, ore 15:30), Bologna (3 novembre), Milano (13 novembre), Chieti (18 novembre), Torino (23 novembre) e Bari (30 novembre).
• 2027: Napoli, Verona, Camerino, Cosenza e Catania.

Il tour ha il patrocinio della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), il contributo di Fondazione ENPAF e quello non condizionante di Haleon, leader mondiale nel Consumer Health.

“L’iniziativa di Fenagifar coglie una sfida decisiva: ascoltare i giovani e far conoscere loro le opportunità di una professione sempre più centrale nel SSN. È la direzione tracciata dalla Federazione nel 2006, con un percorso che ha trasformato il ruolo del farmacista attraverso l’ampliamento delle sue funzioni, il rinnovamento della formazione universitaria e l’impegno costante per favorire l’innovazione tecnologica, ridurre la burocrazia e rafforzare l’integrazione dei farmacisti nella rete dell’assistenza territoriale”, dichiara il Presidente FOFI, Andrea Mandelli. “Dalla prevenzione alla telemedicina, dalla medicina personalizzata all’IA, oggi la sanità di prossimità dà al farmacista l’opportunità di mettere competenze e innovazione al servizio della salute. Ai giovani dobbiamo trasmettere questa consapevolezza: essere farmacisti significa poter fare ogni giorno la differenza nella vita delle persone e delle comunità, contribuendo a un Servizio sanitario nazionale più equo, sostenibile e vicino ai cittadini”.

“Il futuro della professione si costruisce partendo dai giovani. L’iniziativa di Fenagifar ha il merito di portare il confronto e l’ascolto direttamente nei luoghi della formazione, coinvolgendo gli studenti in una riflessione concreta sul ruolo del farmacista e sulle sfide che attendono la professione. Oggi il farmacista dispone di competenze e opportunità sempre più ampie e deve poter guardare al proprio percorso con consapevolezza, conoscendo non solo le opportunità di crescita, ma anche il sistema di tutele che lo accompagnerà nel corso della carriera. Offrire ai giovani questa visione d’insieme significa aiutarli a costruire fin dall’inizio un rapporto più solido e consapevole con la professione”, dichiara il Presidente Enpaf, Maurizio Pace.

“Aiutare le persone a prendersi cura della propria salute, ogni giorno, significa rendere le conoscenze scientifiche comprensibili e utili nelle scelte quotidiane. Il farmacista svolge un ruolo essenziale in questo percorso: sostiene un’automedicazione responsabile e aiuta a riconoscere quando è necessario rivolgersi al medico. Per Haleon, sostenere questo progetto significa investire nel valore delle competenze e nella relazione di fiducia tra professionisti e cittadini, contribuendo a costruire una cultura del self-care più consapevole e accessibile”, dichiara Marco Dorigo, General Manager Southern Europe e Italia di Haleon.

20 Ottobre 2026

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