Cannabis terapeutica. Associazione Coscioni-Meglio legale: “Aprire ai privati e garantire le cure dopo il fallimento di Bedrocan”

Cannabis terapeutica. Associazione Coscioni-Meglio legale: “Aprire ai privati e garantire le cure dopo il fallimento di Bedrocan”

Cannabis terapeutica. Associazione Coscioni-Meglio legale: “Aprire ai privati e garantire le cure dopo il fallimento di Bedrocan”

Le due associazioni chiedono un piano straordinario per assicurare le forniture ai pazienti e superare la dipendenza dalle importazioni. In Italia il fabbisogno stimato, spiegano, è di quasi tre tonnellate l’anno, la produzione nazionale assegnata allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per il 2026 è di 400 kg.

“Il fallimento di Bedrocan, l’azienda olandese che da oltre vent’anni rappresenta uno dei principali fornitori di cannabis a uso medico per le farmacie italiane, mette a rischio la continuità terapeutica di migliaia di pazienti”. A lanciare l’allarme sono Marco Perduca, dell’Associazione Luca Coscioni, e Antonella Soldo, di Meglio Legale, che chiedono al Governo di intervenire con misure urgenti e una riforma strutturale del settore.

“Per anni – dichiarano Perduca e Soldo in una nota – abbiamo criticato il rapporto privilegiato ed esclusivo che l’Italia aveva con Bedrocan e la impossibilità per soggetti privati, o partnership pubblico-private, di poter concorrere a far fronte al fabbisogno nazionale di cannabinoidi medici – un fabbisogno che, secondo le stime della Giunta per gli stupefacenti dell’Onu, è di quasi tre tonnellate, cioè quasi tre volte quanto in effetti è disponibile in Italia”.

Da 20 anni, sottolineano, “le importazioni dai Paesi Bassi costituiscono la principale fonte di approvvigionamento delle infiorescenze dispensate nelle farmacie italiane, la quota di produzione nazionale assegnata allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze per il 2026 è infatti di appena 400 chilogrammi”.

“Dopo anni di investimenti mal riposti e indecisioni, da novembre il diritto alla salute di migliaia di persone dipenderà anche dalle vicende economiche di un’azienda straniera”.

Associazione Coscioni e Meglio legale chiedono la convocazione straordinaria di tutte le parti coinvolte e interessate affinché si chiariscano i dati sulle scorte disponibili e sulle forniture previste per i prossimi mesi, predisponendo un piano straordinario di approvvigionamento per scongiurare interruzioni e garantire uniformità territoriale nell’erogazione delle terapie delle terapie prevedendo la possibilità di partnership pubblico-private, o di investimenti privati, per far fronte alle esigenze delle persone.

“Anche per questi motivi, occorre riprendere in considerazione la proposta, avanzata dalle associazioni dei pazienti, di istituire un’Agenzia nazionale per la cannabis medica, con funzioni di programmazione dei fabbisogni, coordinamento della produzione e delle importazioni, controllo della qualità e promozione della ricerca scientifica. La disponibilità di nuove varietà di cannabis medica importate da altri Paesi può contribuire a diversificare gli approvvigionamenti, ma non garantisce automaticamente la sostituibilità dei prodotti utilizzati dai pazienti. Differenze nelle concentrazioni dei principi attivi possono richiedere una rivalutazione medica e un adeguamento della terapia”, concludono Soldo e Perduca. “Ora che non si può più fare affidamento sull’Olanda si fa urgente una riforma strutturale del settore”.

16 Ottobre 2026

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