Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva negli adolescenti: risultati positivi ed endpoint raggiunto per mavacamten nello studio SCOUT-HCM

Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva negli adolescenti: risultati positivi ed endpoint raggiunto per mavacamten nello studio SCOUT-HCM

Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva negli adolescenti: risultati positivi ed endpoint raggiunto per mavacamten nello studio SCOUT-HCM

Mavacamten raggiunge l’endpoint primario nello studio di fase III SCOUT-HCM su adolescenti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, dimostrando anche un profilo di sicurezza simile a quello osservato negli adulti

Dati positivi dallo studio di fase III SCOUT-HCM su mavacamten (Bristol Myers Squibb), primo inibitore della miosina cardiaca (CMI) valutato negli adolescenti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (oHCM) sintomatica.

Lo studio ha soddisfatto l’endpoint primario, dimostrando una riduzione clinicamente rilevante e statisticamente significativa, alla settimana 28 rispetto al basale, del gradiente del tratto di efflusso ventricolare sinistro (LVOT) con manovra di Valsalva, con mavacamten rispetto a placebo, con una differenza media dei minimi quadrati (LS) significativa (CI 95%) alla settimana 28 di -48,0 (-67,7, -28,3) mm Hg; P < 0,0001.

Inoltre, mavacamten ha dimostrato un miglioramento significativo rispetto a placebo in diversi endpoint secondari a 28 settimane, e risultati di sicurezza simili sono stati osservati nei gruppi trattati con mavacamten e placebo. I dati sono stati condivisi con una presentazione late-breaking all’Annual Scientific Session & Expo 2026 dell’American College of Cardiology (29-31 marzo) e sono stati contemporaneamente pubblicati dal New England Journal of Medicine.

“La cardiomiopatia ipertrofica pediatrica è una rara patologia cardiaca associata a sintomi gravi, a volte potenzialmente letali – afferma Joseph Rossano, Principal Investigator dello studio SCOUT-HCM e Direttore della Divisione di Cardiologia del Children’s Hospital di Philadelphia – In assenza di terapie approvate per i pazienti pediatrici con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e con le attuali raccomandazioni per la terapia farmacologica derivate principalmente da studi condotti su adulti, i risultati positivi di questo studio rappresentano un significativo progresso nel campo della cardiologia pediatrica e una potenziale nuova terapia efficace per i pazienti adolescenti, qualora venisse approvata dalla FDA.”

Lo studio SCOUT-HCM nel dettaglio
Lo studio SCOUT-HCM ha valutato mavacamten rispetto a placebo in 44 pazienti di età compresa tra 12 e 18 anni con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e sintomi di Classe II-III secondo New York Heart Association (NYHA) per un periodo di 28 settimane.

Oltre a raggiungere l’endpoint primario di riduzione del gradiente del tratto di efflusso ventricolare sinistro con manovra di Valsalva, mavacamten ha mostrato miglioramenti significativi rispetto a placebo in termini di ostruzione ventricolare sinistra, funzione diastolica, spessore massimo della parete ventricolare sinistra, classe NYHA e disfunzione della valvola mitrale a 28 settimane.

“I risultati dello studio SCOUT-HCM sottolineano il potenziale di mavacamten di diventare il primo inibitore della miosina cardiaca (CMI) per gli adolescenti, rafforzando la nostra leadership in questo settore e il nostro ruolo nel ridefinire la comprensione scientifica della oHCM e le modalità con cui la malattia viene diagnosticata, valutata e potenzialmente trattata”, sottolinea Cristian Massacesi, Executive Vice President, Chief Medical Officer and Head of Development, di Bristol Myers Squibb. “Alla luce di questi dati significativi di sicurezza ed efficacia, siamo entusiasti del potenziale di poter fornire un cambiamento di paradigma terapeutico per i pazienti adolescenti e le loro famiglie”.

Sono stati osservati miglioramenti nei gradienti del tratto di efflusso ventricolare sinistro (LVOT) a riposo e dopo esercizio con mavacamten rispetto a placebo, con una differenza media dei minimi quadrati di -47,0 mm Hg (-62,7, -31,4); rispettivamente, p nominale < 0,0001 e -41,7 mm Hg (-59,7, -23,7); p nominale < 0,0001.

L’endpoint primario è stato supportato dalla percentuale di pazienti che hanno ottenuto una riduzione del gradiente massimo del LVOT (a riposo o con manovra di Valsalva) a <30 mm Hg, dal basale a 28 settimane.

Inoltre, sono stati osservati cambiamenti strutturali positivi con mavacamten rispetto a placebo, come dimostrato dal miglioramento della differenza media dello spessore massimo della parete del ventricolo sinistro (CI 95%) di -1,8 (-3,4, -0,2) mm; p nominale = 0,0269 e del rapporto medio E/e’ (rapporto tra la velocità di afflusso mitralico precoce e la velocità diastolica precoce dell’anello mitralico) di differenza media (CI 95%) di -3,4 (-5,1, -1,6); p nominale = 0,0002.

Sicurezza del farmaco
Risultati di sicurezza simili sono stati osservati nei gruppi trattati con mavacamten e placebo, inclusi eventi avversi emergenti dal trattamento (TEAEs) (18 vs. 17 partecipanti che ne hanno manifestato almeno uno, rispettivamente), eventi avversi correlati al trattamento (2 vs. 3, rispettivamente), eventi avversi gravi emergenti dal trattamento (TESAEs) (2 in entrambi i gruppi) e TESAEs correlati al trattamento (1 vs. 0, rispettivamente).

Durante il periodo di studio di 28 settimane, non si sono verificate interruzioni del trattamento o decessi correlati agli eventi avversi, nessun caso di fibrillazione atriale o insufficienza cardiaca sintomatica e nessun paziente ha manifestato una frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) <50%.

Nel complesso, questi risultati dimostrano che il profilo di sicurezza del trattamento con mavacamten negli adolescenti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva sintomatica è risultato simile a quello riportato negli adulti, senza l’identificazione di nuovi segnali di sicurezza.

Il periodo di trattamento attivo di 28 settimane dello studio SCOUT-HCM è tuttora in corso e Bristol Myers Squibb collaborerà con i principali ricercatori per presentare i dati relativi alle 56 settimane in occasione di un prossimo congresso medico.

M.L.

10 Aprile 2026

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