Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge n. 81 “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità di palazzo Ferro Fini e relatrice d’aula, Chiara Luisetto (Partito Democratico) e del presidente della Regione, Alberto Stefani (correlatore, il capogruppo di Lega-LV, Riccardo Barbisan).
Il progetto di legge disciplina il ruolo del caregiver familiare che, volontariamente e a titolo gratuito, si prende cura di una persona cara non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata, integrandolo nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale – con particolare attenzione ai giovani caregiver, per i quali sono individuate specifiche esigenze in ambito educativo, formativo e lavorativo e per il benessere psicofisico, e ai caregiver con più di 65 anni – e prevedendo informazione, formazione, affiancamento, supporto psicologico, misure di sollievo e valorizzazione delle competenze, comprese quelle trasversali, maturate nell’attività di cura, anche per favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro.
Sono previsti un Tavolo permanente presso la Giunta regionale, la raccolta di buone pratiche, la Giornata regionale del caregiver – il 6 ottobre -, linee guida regionali e l’istituzione del Fondo regionale caregiver.
In campo 1 milione di euro l’anno per formazione, informazione, supporto psicologico, gestione delle emergenze e interventi di sollievo per i caregiver, più 50mila euro l’anno per sensibilizzazione, iniziative territoriali e raccolta di buone pratiche. I
“Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura”, commenta il presidente Alberto Stefani in una nota. “La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”.
“Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione – prosegue Stefani -. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”.
“Nella prima seduta del Consiglio regionale di questa legislatura, durante il mio discorso di insediamento, avevo lanciato una proposta: approvare una legge di civiltà, lavorando insieme, maggioranza e opposizione – aggiunge Stefani -. Con orgoglio oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ringrazio la giunta e tutti i Consiglieri, anche per l’impegno di questi mesi e il senso di responsabilità dimostrato. Di fronte a scelte come queste non ci possono essere divisioni politiche davanti all’interesse dei nostri cittadini. Oggi non vince una parte, oggi vince il Veneto”.