Commissione Ue: “L’IA deve aiutare i medici, non sostituirli”. Dalla mammografia allo screening del tumore al seno, la sfida dell’Europa

Commissione Ue: “L’IA deve aiutare i medici, non sostituirli”. Dalla mammografia allo screening del tumore al seno, la sfida dell’Europa

Commissione Ue: “L’IA deve aiutare i medici, non sostituirli”. Dalla mammografia allo screening del tumore al seno, la sfida dell’Europa

Nel discorso sullo Stato dell’Unione la presidente della Commissione europea dedica un passaggio alla sanità e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’esempio scelto è quello dello screening mammografico: secondo von der Leyen, la mammografia supportata dall’IA può consentire di individuare più tumori e in una fase più precoce. Ma il principio è chiaro: la tecnologia deve essere uno strumento al servizio dei professionisti sanitari e non sostituire il medico.

“L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dei nostri medici, non sostituirli”. È questo uno dei messaggi più netti lanciati da Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione europea 2026. La presidente della Commissione Ue ha scelto proprio la sanità per spiegare quale dovrebbe essere, secondo l’Europa, il rapporto tra innovazione tecnologica e centralità della persona.

L’esempio indicato è quello della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore della mammella. “I programmi di screening mammografico riducono di circa il 30-40% la mortalità tra le partecipanti”, ha sottolineato von der Leyen, evidenziando come la diagnosi precoce rappresenti un elemento essenziale nella lotta contro la malattia.

Ed è proprio in questa fase che, secondo la presidente della Commissione, l’intelligenza artificiale può offrire un contributo significativo.

“La mammografia potenziata dall’IA può individuare più tumori, e più precocemente, durante lo screening”, ha spiegato. L’obiettivo, ha aggiunto, è fare in modo che questa maggiore capacità di individuazione possa tradursi in una possibilità più elevata di sopravvivenza per le donne.

“Voglio che il mio medico abbia accesso a tutti i dati”

Per von der Leyen, quindi, la questione non è se utilizzare o meno l’intelligenza artificiale in medicina, ma come farlo.

La presidente della Commissione ha posto direttamente la domanda: “Voglio che il mio medico, con l’ausilio dell’IA, abbia accesso immediato a tutti i dati necessari per fare la diagnosi più precisa o prescrivere la terapia migliore?”. La risposta è stata netta: “Ovvio che sì”.

Diverso, invece, il tema della sostituzione del professionista. “Ma voglio che il mio medico sia un robot, assistito dall’IA? Certo che no”, ha affermato von der Leyen. “Non voglio che sia un robot a dirmi se ho un tumore”.

Il principio indicato dalla presidente della Commissione è dunque quello di una tecnologia che aumenti le capacità del professionista senza eliminare il ruolo decisionale e umano del medico.

“Il punto è che l’intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio dei nostri medici, non sostituirli”, ha ribadito.

La sanità tra i settori strategici per l’IA europea

Il passaggio dedicato alla mammografia si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo che l’intelligenza artificiale dovrà avere nell’economia e nella società europea.

Von der Leyen ha indicato cinque settori nei quali la Commissione intende concentrare l’attenzione per sfruttare il potenziale dell’IA e valorizzare i dati disponibili in Europa: sanità, trasporti, agroalimentare, manifattura avanzata, difesa e spazio.

Per la Commissione, la sfida non consiste soltanto nello sviluppo dei modelli di IA più avanzati, ma nel trasferimento concreto della tecnologia nella società e nell’economia. E la sanità rappresenta uno degli ambiti nei quali questo passaggio potrebbe avere un impatto diretto sulla vita dei cittadini.

“Abbiamo bisogno dell’intelligenza artificiale per la salute”, ha detto von der Leyen, aggiungendo però che anche in questo campo l’Europa dovrà seguire un proprio modello.

“IA con controllo umano”

Il concetto è stato sintetizzato dalla presidente della Commissione nelle battute finali del passaggio dedicato all’intelligenza artificiale: l’Europa vuole utilizzare l’IA per creare valore, ma “soprattutto” vuole “IA con controllo umano”.

Una prospettiva che, applicata alla medicina, significa utilizzare la tecnologia per mettere a disposizione dei professionisti più informazioni, strumenti diagnostici e capacità di analisi, mantenendo però il medico al centro della relazione con il paziente e delle decisioni cliniche.

La mammografia supportata dall’intelligenza artificiale diventa così, nel discorso sullo Stato dell’Unione, l’esempio concreto scelto da von der Leyen per illustrare la “via europea” all’IA: più tecnologia e più capacità diagnostica, ma senza trasformare il medico in un semplice esecutore delle decisioni di una macchina.

La Commissione europea ha inoltre annunciato che a novembre presenterà nuove iniziative nei cinque settori considerati ad alto potenziale per l’IA, coinvolgendo Stati membri, Parlamento europeo, industria e imprese.

17 Settembre 2026

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