Conflitti interni nei team sanitari: come prevenirli e migliorare l’organizzazione. Scarica la nuova Intelligence Review
Ruoli poco chiari, gerarchie, difficoltà nel comunicare un dubbio: quali sono i fattori che possono indebolire il lavoro di squadra? E quali strumenti possono aiutare le organizzazioni sanitarie a prevenirli e gestirli? La nuova Intelligence Review di QS Pro Gold fa il punto sulle evidenze e sulle strategie operative per migliorare collaborazione e performance
Quando all’interno di un’équipe un professionista non riesce a esprimere un dubbio, un passaggio di consegne non è strutturato o non è chiaro chi debba prendere una decisione, il problema può andare oltre la dimensione relazionale. Comunicazione, chiarezza dei ruoli e gestione del dissenso possono avere ricadute sul coordinamento, sulla continuità assistenziale e sulla sicurezza.
Ma quali sono i principali fattori che alimentano queste criticità? Come favorire uno speaking-up efficace? E quale ruolo possono avere strumenti di teamwork, formazione interprofessionale e leadership condivisa?
La nuova Intelligence Review di QS Pro Gold,“Strategie per ridurre i conflitti interni e aumentare la performance clinico-organizzativa”, analizza questi aspetti attraverso evidenze, strumenti di teamwork e modelli di governance.
Quando il conflitto diventa un problema organizzativo
Il conflitto nei team sanitari non si manifesta necessariamente attraverso uno scontro aperto. Può emergere anche quando un dubbio non viene espresso, una responsabilità rimane indefinita o un’informazione non viene condivisa.
La Review richiama una survey condotta in Scozia, secondo cui il26% degli assistenti di anestesia non avrebbe sollevato un’obiezione in caso di disaccordo clinico. Uno studio del 2024 su 430 infermieri ha inoltre rilevato che il 52,5% dei dubbi diagnostici non era stato comunicato al medico, considerando anche il ruolo di fattori gerarchici. Il tema riguarda, quindi, la sicurezza psicologica e lo speaking-up: non eliminare il dissenso, ma creare condizioni nelle quali possa essere espresso e gestito.
Team multiprofessionali: non basta lavorare insieme
La presenza di professionisti con competenze diverse non garantisce di per sé un’efficace collaborazione. Perché il lavoro di squadra funzioni servono obiettivi condivisi, ruoli espliciti, responsabilità definite e modalità comuni di comunicazione. Un aspetto rilevante anche alla luce del DM 77/2022, che rende l’équipe multiprofessionale una componente strutturale dell’assistenza territoriale. Case della Comunità e PDTA richiedono infatti una collaborazione organizzata, con responsabilità chiare.
La domanda diventa allora: chi decide, chi comunica, chi aggiorna il piano assistenziale e chi interviene quando emerge un problema?
Gli strumenti per comunicare meglio
La Review dedica spazio a TeamSTEPPS 3.0, il modello sviluppato da AHRQ per rafforzare teamwork, comunicazione, leadership, monitoraggio della situazione e supporto reciproco. Tra gli strumenti analizzati:
briefing, huddle e debriefing;
handover strutturati;
call-out e check-back;
CUS e two-challenge rule per lo speaking-up.
L’obiettivo è integrare queste modalità nelle procedure e nei percorsi assistenziali, rendendo più chiaro chi segnala, chi conferma, chi decide e chi chiude il processo.
Ruoli chiari e leadership condivisa
Un altro elemento centrale riguarda la leadership. Nelle squadre caratterizzate da elevata interdipendenza, la capacità decisionale può essere distribuita, entro confini definiti, in funzione della competenza più rilevante rispetto alla situazione. La leadership condivisa non elimina responsabilità o gerarchie, ma richiede regole precise e confini decisionali. Le evidenze disponibili indicano benefici soprattutto sui processi e sul clima di team, mentre sono molto più limitate sugli outcome clinici duri.
Dalla formazione alla misurazione
Per intervenire sui conflitti interni non basta organizzare un corso. La Review propone di partire dall’analisi del contesto, individuando le aree più critiche, dagli handover alle riunioni multidisciplinari, dall’escalation ai passaggi tra ospedale e territorio. Il percorso prevede quindi diagnosi e baseline, definizione di ruoli e indicatori, implementazione degli strumenti e monitoraggio nel tempo. In assenza di un benchmark nazionale standardizzato, la misurazione locale diventa essenziale per valutare teamwork, speaking-up, sicurezza, turnover e aderenza ai percorsi.
La nuova Intelligence Review disponibile su QS Pro Gold
La nuova Intelligence Review raccoglie evidenze, strumenti e indicazioni operative per affrontare il conflitto nei team sanitari non soltanto come problema relazionale, ma come possibile criticità organizzativa.
Scarica la nuova Intelligence Review su QS Pro Gold.
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